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3 aprile 2011

Osservazioni

Era notte e Luca che di così grandi non ne aveva mai visto, rimase incantato. Non si staccava più da la, era come se fosse ipnotizzato. In un primo momento lo ignorammo, continuando a bere. Ma poi cercammo di andare a riprenderlo. Un imbambolato ecco cos'era. Capivamo il motivo, ma tra le tante sere, quelle, non è che ci entusiasmavano così tanto.
Lui era un ubriaco del diverso e noi, forse, schiavi della normalità. Certo fu, che lo prendemmo e lo portammo via, per farlo prendere un po' d'aria. Che certe volte non si sa mai, per cautela. Ci disse che era qualcosa che da sempre gli interessava, sin da quando era piccolo. Era qualcosa di primordiale. Inspiegabile, per lui. Ma stasera la loro grandezza e il loro fascino, lo avevan preso seriamente, fino a fargli prendere ogni contatto con il tempo e con lo spazio. Ci disse che avrebbe voluto toccarle, per vedere se tutto era vero. Ma in questo modo avrebbe fatto la figura del cretino. Guardare non costava niente e sognare tanto meno.

Quella sera per Luca le stelle erano bellissime.

25 settembre 2010

favoletta surreale


insomma la storiella è questa.

beh, c'erano questi tizi e davanti ad ognuno di essi c'era una persona che era la loro copia ma in bianco e nero. mi colpì molto il fatto che c'era questo vecchio e davanti a lui un vecchio identico ma uguale solo che anche lui era senza colori, e non parlava. indicava solo, e il vecchio rispondeva che "no, non ci voglio andare, non è vero". e poi li c'ero anche io che dicevo al me stesso a colori che, "non ti preoccupare, è la cosa giusta, tranquillo" e così tante altre persone discutevano con i loro omologhi in questa sorta di universo parallelo. poi c'era uno, che però era a colori e basta, e gli chiesi: "come mai solo?" "se n'è andata. l'ho persa."

(ecco, quei gemelli lì, c'è chi li chiama "angeli", "spiriti guida" o simili, per me sono le coscienze. ma poco importa, morale della favola: se non riesci a stare bene con te stesso non riuscirai mai con gli altri.)

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