Disclaimer

Licenza Creative Commons
aprovadicrash by Aprovadicrash is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Based on a work at aprovadicrash.blogspot.com.
Permissions beyond the scope of this license may be available at crashtestbloggers@live.it.
E' consentita la copia del materiale contenuto in questo blog, purché non a fine lucroso, e comunque mediante citazione delle fonti. La proprietà intellettuale resta comunque dei singoli autori. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Esso viene aggiornato senza alcuna periodicità.

Visualizzazione post con etichetta storie di ritardi. storie paradossali. non mi vengono in mente atre di etichette. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta storie di ritardi. storie paradossali. non mi vengono in mente atre di etichette. Mostra tutti i post

7 marzo 2011

Delay Seven: un post-it dietro la porta...


...un post it dietro la porta mi ricorda sempre qualcosa. Lo lascio sempre vuoto, e' un modo che ho per ricordare, e per cercarmi di togliere questa brutta e ingrata abitudine. Ora, appena sveglio, non penso che riuscirei a ricordare cosa devo fare...magari dopo un buon caffe'. Abitare da solo e' una cosa di cui godi solo se ci sei dentro. Nessuno ti rompe le balle. Ora che ricordo, chissa' perche ho spento la sveglia! Spento: che eufemismo! Piu' che spento, sbattuta a terra con violenza, mi sembra la frase piu' adatta. Intanto che il caffe' esce dalla macchinetta, penso al perche' ho messo quel post-it. Non mi viene in mente nulla. Il caffe' fumante sposta la mia concentrazione. Lo bevo in un sorso. La televisione manda in onda una di quelle canzoni pop che a pochi interessano ma che ti porti in testa per tutto il giorno. Stamane non ho da fare nulla, almeno credo. Chiamero' Giorgia per cazzeggiare in centro, dopo aver trovato il cellulare. So che c'e' ma non so mai dove. Nell'operazione di ricerca trovo un libro che non vedevo da settimane e un avanzo di pizza che ero convinto di aver finito. Butto l'avanzo di cibo e scorgo la causa della mia ricerca. Eccolo nel posto dove dovrebbe sempre essere, in tasca. Peccato che era dei pantaloni di ieri. Chiamo Giorgia.
-Pronto
-Giorgia sono Remo, che stai facendo?
-Ciao Remo, sto studiando!
-...ah bene! Niente, volevo chiederti se venivi a farti un giro in centro!
-Perche' no!
-...ok allora ci vediamo tra un po'!Il tempo di scendere!
-Ok...a dopo
Perfetto, sono contento! Mi devo vestire bene e subito. Decidermi in fretta soprattutto. Metto una maglia, una di quelle colorate che piacciono tanto a lei. Sono impaziente, butto via quel post-it sara' stata qualcosa di stupido, prendo chiavi e cellulare e via, di corsa.
Arrivo passeggiando, pensando a quello che posso dirle per non annoiarla. Lei dice che la diverto, ma non sono mai sicuro di me, soprattutto con lei poi. Arrivo e lei e' gia' li ad aspettarmi, bella anche con un jeans sgualcito e una felpa. Mi chiede se ho fatto colazione, ed io che ogni scusa e' buona, accetto senza pensarci troppo. Arriviamo al bar in centro, sai quello che in quelle giornate di sole, con i tavolini all'aperto, e' sempre molto carino e immancanbilmente pieno. Giorgia vede un tavolo vuoto e andiamo a sederci. Lei prende una spremuta ed io un (altro) caffe'.
Mi dice dell'esame che sta preparando, ed io che mi incanto senza capire tutto quello che mi dice. Qualcosa in quel momento distoglie la mia attenzione da lei e dal suo viso. Un funerale. Ci zittiamo e insieme guardiamo il carro e la piccola folla a seguito. Riconosco qualcuno. Per un attimo non credo a quello che sto vedendo. La mamma di Sebastian in lacrime. Sebastian e' un mio amico, uno di quelli che conosci da una vita...
Scorgo il padre e il fratello con uno sguardo affranto dal dolore... Sebastian e' morto...mi chiedo perche' non ho saputo niente...perche' me ne sono dimenticato.
Un suono assordante mi fa aprire gli occhi.....un sogno....guardo l'ora: sono le sette.
Un post-it e' attaccato dietro la porta...

4 marzo 2011

Delay Six: vincita imperfetta.


-...Ehi non mi dovevi aspettare?-
- Ehm sì...hai ragione. E che sono venuto un po' prima e ho preso qualcosa!
- Sono stato puntuale! Mi hai detto alle dieci...ed ora sono le dieci...guarda, guarda...
- Sì lo so...*sospiro*
- Che ti e' successo? Che cosa e' quella faccia triste?
-...Co vabbe'...meglio non pensarci!
- A cosa?
- No no...Nessun problema....
- E allora? Non vedo il motivo della tua tristezza dilagante?
- Niente....Solo che oggi potevo cambiare la mia vita...
- In che senso?
- Nulla nulla....
- Ascolta tra un po' arrivano Sara e Roberta, e non vorrei vederti così! Quindi...
- ...Ok...sembra inverosimile, ma e' successo!
- Sono tutto orecchi...Hai mezz'ora...
- ...Allora...(la prego due scotch)...Non sono mai stato un giocatore di lotterie, e neanche credo troppo alla fortuna. Ho sempre pensato che un buon lavoro e una buona dose di impegno possano far arricchire un uomo. Detto questo, qualche giorno fa mi propongono di partecipare ad una lotteria. Per una attimo tentenno, poi decido di partecipare. "Male che vada ho buttato via 10 euro!" penso. Primo premio circa 200.000 euro. "Non sono una grande cifra, ma perlomeno mi farebbe comprare casa!" Il giorno dell'estrazione preso dal lavoro e dai giri che di continuo Laura mi fa fare, ho dimenticato il biglietto a casa!
- ...Continua...(grazie...alla salute)
- Sì sì vabbe'....stavo dicendo...mi chiamano e mi dicono che ho vinto il primo premio gia' da un po', ma proprio nel momento in cui Laura si e' fermata a parlare con una sua zia! Cerco di troncare il discorso, e di far capire a Laura che dovevo scappare. Per telefono mi era stato detto che il premio, essendo organizzato da una associazione privata, se non fosse stato ritirato in giornata, sarebbe stato devoluto all'organizzazione. Per questo motivo volevo ritirarlo....prima che la fondazione chiudesse...
- Scusa ma dire a Laura la verità?
- Era per il gusto della sorpresa, non volevo sapesse che avevo giocato. La zia fini' di raccontare la sue disavventure, ed io riuscì a far scivolare il discorso alla fine...se tutto non fosse stato per sua madre...che vedendoci si fermo' con noi e con sua sorella...
- Ahahahah...non mi dire...
- Invece si....allora mi inventai una telefonata....ed un eventuale improvviso appuntamento....Laura allora mi raggiunse in disparte e mi chiese cosa era accaduto. Dovetti dirglielo. Felicissima, mi congedo' da mamma e zia. Ero libero. Ora dovevo correre alla fondazione e ritirare il premio. Mentre ero per strada incontrai il mio capo, che mi saluto' e mi chiese come mai mi trovassi li'. Insomma si fermo' a parlare, trattenendomi per un sacco di tempo. Quando finii di chiacchierare, il sole stava tramontando, era tardi. Dovevo solo arrivare e sperare di trovare aperto. Chiamai un taxi. Arrivo' ma quando stavo per entrare mi fermo' un cliente. Non pontendolo liquidare, mi fermai a parlare con lui. Dentro di me fremevo. Troncavo qualsiasi sua frase, con le solite esclamazioni. Lui non capiva ed io non sapevo che fare. Ricorsi per la seconda volta, alla storia della telefonata immaginaria e del appuntamento. In questo modo mi lascio' andare. Richiamai il taxi. Arrivai in un attimo alla fondazione. Trovai chiuso. Avevo perso i miei soldi. Provai a chiamare al numero che mi aveva comunicato la vincita, ma nulla. Riprovai e riprovai, fino a quando una voce mi rispose e mi comunico' la donazione della mia vincita all'organizzazione...
- ...no incredibile...ma Laura lo sa?
- no....
- ah bene....
- ...*sospiro*...
- salve ragazze, vi stavamo aspettando...

23 febbraio 2011

Delay Two: il colpo del reato


"L'appuntamento e' alle 16 e non puoi arrivar tardi"...erano queste le parole che Giorgio mi aveva detto senza darmi il tempo di fiatare. Senza darmi il tempo di replicare che erano le due (14.00) e che mi ero appena svegliato. L'avevo sentito affannato e preoccupato, non so perché ed in quel momento non me l'ero neanche chiesto. Dopo tutto era un caffè che dovevamo prendere.
Doveva darmi una cosa o dirmi una cosa, erano un po' di giorni che me lo ricordava. Sinceramente ignoravo cosa fosse e neanche me ne preoccupavo.
Mentre pensavo alla telefonata e a cosa mi potesse dire o dare, mettevo qualcosa nello stomaco. Era tardi e tra i pensieri e le notizie che il telegiornale dava, si erano già fatte le tre. Ero ancora in tempo, una doccia veloce era quello che ci voleva per incominciare la giornata.
Dopo una mezzora ero gia' pronto e mi trovavo puntuale per arrivare all'altra parte dela citta'.
Strano che dovessi andar li'!
Pensavo e ripensavo a cosa potesse essere successo, a cosa spingesse Giorgio a cambiar Bar. Lui era cosi' abitudinario e il Caffe' del Corso faceva il miglior espresso della zona. Doveva essere qualcosa di importante...
Mentre riflettevo su questo non vidi l'uscita che mi portava in poco piu' di una decina di minuti da lui. Percorrevo la circonvallazione immerso nei miei pensieri, e camminavo camminavo...
...la cosa che mi porto' alla realta' fu il cartello che segalava la fine della citta'. Inchiodai di colpo e accostai per poter fare inversione. Guardai l'orologio e vidi che le quattro erano passate da circa dieci minuti. La bestemmia fu d'obbligo. Il mio amico avrebbe aspettato insieme a quello che aveva per me. Percorrevo questa volta la circovalazione con un unico obiettivo, fare il meno tardi possibile. Intanto le lancette correvano e il traffico aumentava, strano come queste cose sono sempre correlate.
Predevo l'uscita giusta questa volta, ma continuavo a pensare, erano passate le quattro oramai da venti minuti, ero sulle spine come se a fare ritardo in quel momento fosse stato lui.
Ero quasi arivato davanti al bar, quando vidi un particolare, una macchina della polizia...solo in quel momento tutto mi fu chiaro....avevo fatto tardi....il colpo era saltato e Giorgio era in manette....maledetto ritardo!

Post più popolari