Disclaimer

Licenza Creative Commons
aprovadicrash by Aprovadicrash is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Based on a work at aprovadicrash.blogspot.com.
Permissions beyond the scope of this license may be available at crashtestbloggers@live.it.
E' consentita la copia del materiale contenuto in questo blog, purché non a fine lucroso, e comunque mediante citazione delle fonti. La proprietà intellettuale resta comunque dei singoli autori. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Esso viene aggiornato senza alcuna periodicità.

Visualizzazione post con etichetta varie ed eventuali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta varie ed eventuali. Mostra tutti i post

5 luglio 2011

Il complesso di Layana®

C'erano una volta, tanto tempo fa, un re e una regina che avevano una figlia bellissima, ma che ai loro occhi aveva un difetto: era nana. Per non farle vivere una vita di derisioni ed evitarle di essere trattata come uno scherzo della natura, la rinchiusero in un castello inaccessibile: Layana crebbe circondata da una corte di nani come lei e si convinse che il palazzo fosse il Mondo.
Le voci fanno presto a girare e così i principi della regione vennero a sapere di una bellissima fanciulla rinchiusa in un castello: non ci misero molto a corrompere i nani che fecero uscire la principessina.
Probabilmente nemmeno sentì le risate di scherno dei principi cretini: Layana fu sconvolta nello scoprire che il Mondo era molto di più di quello che lei aveva creduto e, compreso che là fuori nessuno l'avrebbe accettata, si gettò dalle mura.
I nani vennero trasformati in statue e ancora oggi se ne stanno a sghignazzare sulle mura del palazzo.

Questo narra la leggenda di Villa Valmarana detta "ai Nani": e io credo che la maledizione si sia abbattuta su tutti gli abitanti di Vicenza, convincendoli di essere nani.
Non trovo altra spiegazione a quegli esempi di grandiosità e monumentalità vicentini, che in realtà sono a malapena a misura di bambino.
C'è il parco dei monumenti, in una zona così infelice che lo rende accessibile solo a chi porta a spasso il cane, avventurosi pisciatori di animali da appartamento costretti ai pericoli del traffico pur di trovare un fazzoletto d'erba. Lì si trovano diversi "cosi" che in altro modo non si possono chiamare, ecco forse "installazioni" di marmo dedicate vuoi all'Europa Unita, vuoi ai martiri di tal guerra, vuoi al poeta di turno.
C'è poi in centro, un po' fuori rispetto al corso principale, un altro monumento, dedicato agli alpini, costituito da una pseudo-montagna su cui sono collocati dei pseudo-ometti. Certo, tutto è relativo, quindi non metto in dubbio che sia un'installazione imponente. Vista da una formica.
Vogliamo parlare della toponomastica? Monte Berico: un colle alto poco più di 100 (cento) metri.
A pochi passi dal centro, c'è l'Everest (sic), una torre che i vicentini definiscono grattacielo e che in effetti potrebbe anche essere il palazzo più alto della città. Ma da qui a considerare una grande altezza i suoi 17 (sic!) piani ce ne vuole.
Sono reduce da una visita alla Torre e "reduce" è la parola adatta visto che ho rischiato la vita nell'ascensore che mi ha portata all'undicesimo piano: tutto uno scricchiolio e una vibrazione, quando si sono aperte le porte ho fatto come il Papa. E al ritorno, a piedi!
La persona che dovevo incontrare era tutta entusiasta della collocazione dell'ufficio:
- Allora, cosa te ne pare?
- Ehm, non è proprio un grattacielo, ma per gli standard di Vicenza è altino...
- Eh, sembra quasi New York!

-.-''

30 gennaio 2011

chellinguastràna.

che l'ingua strana linglese. pardon, che lingua strana l'inglese (capita di sbagliare, anche l'italiano non è da meno):

se avessi dovuto dire "i love you, mom" in italiano, mi chiamerei edipo.

8 gennaio 2011

domandare è lecito. rispondere è (purtroppo) cortesia.


"domandare è lecito. rispondere è cortesia." mi chiedo chi abbia inventato questo detto...secondo me qualcuno di molto pettegolo.

comunque, l'altro giorno mi hanno chiesto della mia situazione sentimentale. io sono scoppiato in una sonora risata. avrei voluto ridere così tanto da distogliere l'attenzione dalla domanda, ma poi ho dovuto rispondere e, dannazione, avrei potuto anche rispondere così:

"mi sono messo con la donna invisibile. gran sesso perverso."

"sto per sposare la donna della mia vita. è rimasta incinta. forse è anche la donna di un po' più sotto della mia vita."

"è bellissima. ha solo un gran difetto: l'alitosi. la mattina quando ti svegli affianco a lei sembra di essere ad hiroshima: il suo alito e nulla intorno."

"no, no, sono single ortogonale decaffeinato."
"capisco..."
"io non tanto."

"ci amavamo tanto, ma poi l'ho lasciata e non penso che mi perdonerà mai: la statale di notte è un brutto posto."

"non c'era più feeling. eravamo diventati come i "cugini di campagna" con quella cazzo di "anima mia" cantata con quelle tutine in una qualsiasi trasmissione televisiva".

e, infine...

"ho dimenticato un regalo di natale per te, che sbadato!"
"stai tranquillo, non fa nulla!"
"no, vabbè, comunque ce l'ho qua se vuoi."
"grazie, ma...cos'è?"
"un pacchetto di cazzi tuoi, la prossima volta che decidi di non farteli".

(per la cronaca, se per caso fregasse a qualcuno, ho risposto: "haha. bella giornata oggi, vero?")


20 ottobre 2010

io volevo solo dirvi che, se poi, alla fine...


(non chiedetevi cosa significa. o lo capite subito, oppure non lo capirete. in tal caso tentate tra una settimana e provate a rileggere questo post, magari sarete più fortunati.)

io volevo solo dirvi che, se poi, alla fine, uno sorride tutti i cazzo di santissimi giorni, non significa che l'elettrocardiogramma della sua vita sia sempre regolare.

io volevo solo dirvi che, se poi, alla fine, uno canta in macchina da solo è una cosa bella, ma se canta speed metal è una cosa brutta.

io volevo solo dirvi che, se poi, alla fine, uno canta speed metal in macchina è molto meglio di un tizio che potrebbe cantare tante altre cose.

io volevo solo dirvi che, se poi, alla fine, la routine diventa piacevole, non è detto che sia una cosa tanto da pollice verso.

io volevo solo dirvi che, se poi, alla fine, uno comincia a scrivere così, non è perché si è dimenticato la lingua italiana, ma è che, oggi, e sottolineo oggi, mi sento un po' in un romanzo di enrico brizzi e anche se non mi chiamo alex d., anche se la "tardoadolescenza" l'ho passata già da un po', anche se "anche se" presupporrebbe tante altre motivitazioni che non vi posso spiegare, mi sento un po' protagonista di tutte queste castronerie apparenti che vi ho testé descritto.


Post più popolari