5 dicembre 2012
Biblioleicofobia
29 marzo 2012
Nuovo file di testo
Ogni tanto devo scrivere qualcosa, sembra un po' come liberare quel qualcosa che hai dentro e che dai uscire quando appoggi le dita sulla tastiera. Me lo dico sempre così spesso: devi scrivere. L'altro mio collega annuisce in silenzio o semplicemente con un "eh". Il problema spesso e' dare contenuto a quel foglio, farlo diventare intriso di pensieri, scrivere una frase che poi darà la melodia a tutto. Nel trovarla spesso non fai altro che pensarci e ripensarci senza sosta trovando solo parole vuote o frasi senza logica. Delle volte vai alla finestra (per chi ne ha una, c'e chi ne ha due o anche più) e aspetti che quell'idea possa arrivare dal cielo o da chissà dove. Poi si prova a buttar via un incipit, sperando nel buon senso della logica. Ma nel rileggere si cerca di capire dove vadano quelle quattro parole messe in croce. Da nessuna parte. E da nessuna parte arriva qualcosa. Allora chiudi gli occhi e sogni, pensando ad altro e sfruttando il flusso dell'immaginazione. La si libera, ma anche quella che fino a poco da aveva galoppato all'impazzata, sembra si sia fermata come davanti ad una scarpata, rinunciando a proseguire. Fatto sta che il foglio è bianco e le mani appoggiate sulla tastiera hanno usato principalmente un tasto. Backspace.
10 novembre 2011
Verba Volant
2 novembre 2011
Solo (in)parte.
25 ottobre 2011
Loro
13 ottobre 2011
Untold Words
23 settembre 2011
Autunno
21 luglio 2011
Come va
Se invece parlo, parlo, parlo e non mi fermo forse e' perche' la persona che ho di fronte non e' unaqualsiasi, ma qualcuno a cui e' importante chiedere "come va?" e rimanere ad aspettare la sua risposta. Sperando sia positiva.
14 giugno 2011
Suspicious

Non era geloso! e che forse non capiva la situazione. Era incontrollabile il modo in cui valutava le situazioni. La lontananza lo snervava. Ogni gesto, ogni movimento era indice di qualcosa di sospettoso, di fortemente sospettoso. Al punto di non fidarsi di Nessuno. E non solo di lui.
Era stupido da parte sua, molti dicevano, ma era questo che lo snervava. Essere giudicato senza che gli altri capissero i motivi. Era impossibile, diceva la sua testa, ma un presentimento seppur stranissimo, balenava nella mente...
17 maggio 2011
Day by Day
Ci sono giorni in cui resti a casa, senza uscire e senza che nessuno riesca a convincerti a farlo. Giorni in cui dedichi tutto il tempo a te stesso, al tuo studio, al tuo divertimento, al totale fancazzismo. Stravaccato e comodo, sia nei vestiti che nei modi, apprezzi il delicato piacere di vivere senza tempo.
Ci sono giorni che hai mille cose da fare, in un tempo alquanto limitato. Cose che hai accumulato e a cui non puoi dir di no. Indaffarato e attivo apprezzi l'amaro gusto delle ore che scorrono senza sosta, come un fiume in piena.
Ci sono giorni che sei in tre nazioni nel corso di 24 ore. Ore che hai viaggiato seduto, in piedi o accovacciato con la stanchezza sempre addosso e le ossa "fracassate". Provato ed esausto apprezzi il dolce sollievo del riposo.
Ci sono giorni che non succede nulla. Ma proprio nulla. Sono in quei giorni che apprezzo meglio gli altri.
9 gennaio 2011
Cinismo mon amour.
7 gennaio 2011
prodotti spettacolari...
2 gennaio 2011
c'era una volta vasco (titolo da favoletta da fan e, invece no, è qualcosa di diverso.)
24 dicembre 2010
caro mr. santa (non ti chiedo).
12 dicembre 2010
abitudine.

10 dicembre 2010
oh (sogno o son pesto).
8 dicembre 2010
beck's (non la birra.)
6 dicembre 2010
come in un cerchio. (con le diramazioni, però.)

3 dicembre 2010
piantala.
i biologi ci hanno diviso per “regni” ossia: quello animale, (e guarda il caso, siamo bestie), quello vegetale e quello minerale. però pensavo, magari c'è qualche “parentela” non dico tanto con le “pietre” ma almeno tra le due tipologie di “viventi”.
e così, sulle persone:
alcune persone sono rose: ti avvicini, sono bellissime, vistose, ma poi ti pungi e a volte il loro odore da fastidio, altre volte “non sanno di niente” (e, comunque, appassiscono inevitabilmente)
alcune sono gigli: simboli di “purezza” e per questo non si fanno “scalfire” da nessuno.
alcune sono girasoli: vanno laddove c'è l'energia positiva, e sono sempre al top della forma, e spariscono non appena non c'è luce.
alcune sono prati all'inglese: stanno lì, terra terra, e ci piove sopra e quando gela fa la rugiada (si dice la “'uazza” dalle parti mie) e poi vengono calpestate in continuazione ma rimangono sempre allo stesso modo.
alcune sono gramigna: inutili e fuoriluogo, rovinano tutto ed è difficile l'atto di estirparle (ossia, levarseli dai cosidetti è un'impresa).
alcune sono erba rotolante: vanno laddove la corrente le porta, “dantescamente” ignavi.
alcune sono piante carnivore: “uh, che bello!” zac!
e poi ci sono i cachi.
30 novembre 2010
agrodolce/17 (molto agro, poco dolce, stavolta. e comunque, diverso.)


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