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Visualizzazione post con etichetta american cliches. Mostra tutti i post
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15 luglio 2011

Italo-American Brand



Probabilmente questo sara' l'ultimo post di una serie, non troppo lunga, di cliches dedicati alla mia esperienza americana. Questa volta vorrei parlarvi degli italo-americani (ma non dell'emigrazione, di quello che hanno passato come popolo, di quanti ce ne sono, di quanti si sono realizzati, dato che sono argomenti trattati e ritrattati) di come, la maggior parte, usano la loro origine come brand.
Camminando per la citta', non raramente, si scorge qualche bandiera italiana o qualche cognome che richiama la tua attenzione. Di solito sono pizzerie, ristoranti, cafe' ma anche buotique o hairstylist(parrucchieri/e). Le prime volte, preso dalla nostalgia del BelPaese, entravo cercando di scorgere qualcosa che mi facesse sentire in Italia. Ma a parte alcuni minuscoli particolari, il resto rimaneva di "originale" gusto americano. La delusione mi portava a comprare qualcosina e a uscire velocemente. La bandiera piuttosto che un cognome, per il popolo americano, diventa un marchio che da qualita' e italianita' al posto, anche se di italiano ha ben poco. Veramente poco.
I veri italiani, quei pochi che hanno conservato lingua e tradizione, rifuggono da questi posti preferendo il pasto tradizionale domestico oppure una delle tante "steackhouse" che popolano la nazione. "Quando devo mangiare fuori tanto vale che mangio americano,no?" dicono.

Continuo per ancora una settimana la mia esperienza, spero che anche se con poco, sia riuscito a farvi assaporare un po' di sana americanita'. Non vi resta che venire, e scoprire altre cose che confermerebbero o negherebbero quello che sono i vostri cliches.

8 luglio 2011

American Running



Chi mi conosce di persona, sa della mia passione per il running (ho scritto anche un post, un po' di tempo fa). Di come ne sia ossessionato. Anche qui, in America, continuo la mia abitudine di percorrere chilomentri e chilomentri di corsa. Se in Italia questa pratica sta diventando una moda, qui lo e' gia' da tanto tempo. Non e' difficile vedere gente che si allena in qualsiasi ora del giorno, anche in quelle piu' improponibili (sono le mie preferite!).
Chi si concentra sui propri tempi e controlla l'orologio in continuanzione, chi nella propria musica restando attento solo agli ostacoli ma con la mente da un'altra parte e chi chiacchierando con il corridore di compagnia. Per far capire quanto possano, gli americani, unire l'utile a dilettevole, circa un mese fa ho partecipato ad una gara "pro-lotta tumorale"; non pensavo di trovare tanti partecipanti, invece arrivato circa un'ora prima della partenza , ho dovuto fare un'interminabile coda per prendere il numero. Il 7108 (e la coda continuava...)
Era praticamente un fiume di gente alla partenza, tutti insieme per una nobile causa. Qualcuno polemizzera' dicendo che anche in Italia esistono queste cose, ma nel nostro BelPaese, non si organizzano quasi ogni mese (logicamente con raccolte-fondi ogni volta diverse).
Sicuramente la vasta presenza di parchi e di spazi verdi aiuta sicuramente la diffusione e partecipazione a questi eventi, dato che il relax che passa una distesa verde con laghetto e bosco sullo sfondo e' superiore alle distese di cemento con la vista in lontananza di bei palazzoni condominiali.

Dopo avervi detto questo penso di chiudere il pc e cominciare il mio allenamento, pronto a intraprendere altri cliches d'oltreoceano.

1 luglio 2011

American Religion


"Libera chiesa in libero Stato" e' quello che molti di noi vorremmo in Italia, e che i nostri amici di oltreoceano hanno senza nessun tipo di problemi. Con la leggera differenza che hanno piu' valori spirituali di noi, in parole povere sono piu' bizochi! Ho provato a chiedere a diverse persone tra conoscenti, amici e colleghi di che religione fossero, ed ognuno mi ha risposto in modo diverso. Chi e' battista, chi episcopale, chi cattolico, chi protestante. L'unica cosa che li accomuna che tutti la domenica si recano in chiesa, ognuno nella propria.
Ed e' per questo motivo, per quanto sia importante la religione, che questa non entra affatto in merito a questioni sociali e politiche. Sia di tipo locale che di tipo nazionale.
La multietnicita', anche religiosa, ha portato via qualsiasi pregiudizio, rendendo libero qualsiasi uomo di fare le proprie scelte fuori da qualsiasi meccanismo sociale.

Ho solo provato ad esprimere un mio parere dopo aver visto e dopo aver avuto una discussione a proposito di questo tema. Anche in questo tipo di liberta' si sente gusto deciso della realta' americana.

24 giugno 2011

American House


Spesso gli usi&costumi donano ad un posto, una citta' o uno stato la sua bellezza. Che per chi ci abita sono cose normali, ma che per chi non le vive come cose comuni sono portatrici di un fascino incontrollato.

Non e' molto grande. Comoda potrebbe dire qualcuno. Ma qualcosa di personale, per come e', quando ti affezioni, poco importa come la "vedano" gli altri. Se per webcam, per telefono o semplicemente per sentito dire. Non ha grandi spazi ma comodi angoli dove poter vivere un pezzo della giornata. Per quanto ci abito, la trovo buona! Ha tutto, una comoda cucina di quelle a piastra, un buon forno a microonde e un buon frigo. Piccolo ma buono.
Ha il letto matrimoniale, nel muro. Qualcuno ha riso, qualcuno ha sorriso e qualcuno mi ha biasimato. Fa niente, nessuno di loro sa la comodita' che ha, come un cassetto. Che quando lo chiudi lo trovi praticamemte come lo hai lasciato. E poi quando devi dormire, apri e buonanotte. Ha tutto, un comodo armadio molto piu' grande di quando immaginavo, tanto da occuparne solo un terzo. Non manca niente in casa, e quello che non c'e' si puo' acquistare nei tanti negozi in strada.
Aspetta una cosa manca...la lavatrice. La lavanderia, in America cosi' comune, si trova in tutte le case al piano piu' basso. Anche io la possiedo ma in comune con gli altri. In comode monete da 25cent.

Ma di questo ne parlero' in un altro post...non mi resta che chiudere il pc per conoscere altri cliches americani.

17 giugno 2011

American Market


Qualche post fa vi ho parlato delle grandi dimensioni dello spazio. E di come ogni "buon americano" si impegni a riempirlo. Con grandi edifici, grandi case, grandi parchi, grandi strade, grandi automobili e grandi corpi. I loro. Sappiamo tutti come l'obesita', in America, sia un problema grande, quanto loro. Fino a qualche tempo fa mi chedevo come mai, ma nel momento in cui sono entrato in un comunissimo market, ho risolto tutti i miei dubbi. La risposta era la piu' logica di tutte, per essere cosi' grossi bisogna consumare mega-porzioni di cibo, che sono le uniche che trovi.
Vi faccio qualche esempio. Il latte, alimento molto comune, viene venduto in "lattine" da un gallone, cioe' circa quattro litri, o da mezzo gallone. Senza contare l'infinita varieta' a cui si aggiunge quello al cioccolato o alla vaniglia delle stesse dimensioni.
Potrei continuare, la carne, di largo consumo la vendono in "comode" porzioni da 500gr, in su. Qualsiasi tipo di carne.
Senza dubbio, con lo spazio che hanno a disposizione, sicuramente non finiscono schiacciati.

Uscito, tornai verso casa, con qualche dubbio in meno qualche kilo di spesa in piu', alla ricerca di altri cliche della realta' americana.

9 giugno 2011

American Cafe'



Spesso gli usi&costumi donano ad un posto, una citta' o uno stato la sua bellezza. Che per chi ci abita sono cose normali, ma che per chi non le vive come cose comuni sono portatrici di un fascino incontrollato.


Mi trovavo alla ricerca di un posto che mi desse l'opportunita' di prendere un caffe'. Ma non un espresso come da noi, un "beverone", come ho deciso di chiamare quel bicchiere di plastica/carta, che comunente vediamo nei film d'oltreoceano. Il primo posto che mi viene in mente e' Starbucks. Allora chiedendo informazioni e camminando lungo la direzione indacatami, un po' a senso un po' a fortuna, arrivai alla destinazione. Da fuori, sinceramente lo immaginavo diverso, si presentava molto semplice dal gusto molto pacato. Entrai per prendere cio' che mi desiderava. Aperta la porta vidi che la mia idea era condivisa da un po' di giovani. Non erano soli ma ognuno aveva vicino il pc, qualche libro e un bicchiere di caffe', lungo. Qualcuno scriveva, qualcuno pensava e qualcun altro chiacchierava e rideva con gli amici. Piacevoli modi di trovare la propria serenita'. Era strano come queste cose viste solo nei film, e pensavo rimanessero tali, potessero raccontare un pezzo della realta' americana.

Certo fu che caddi nella tentazione di comprare un cappuccino. Aprii il mio laptop e mi misi a scrivere un pezzo (quello che state leggendo), con quel cappuccino.
Si sarebbe sicuramemte ultimato prima che la bevanda fosse finita.
Cosi' fu.

Chiusi il pc, finii la bevanda continuai con il mio a passo a scoprire altri tratti della realta' americana.

3 giugno 2011

American Space




Spesso gli usi&costumi donano ad un posto, una citta' o uno stato la sua bellezza. Che per chi ci abita sono cose normali, ma che per chi non le vive come cose comuni sono portatrici di un fascino incontrollato.

La prima cosa che ti colpisce dell'America e' l'immensita' dello spazio. E di come loro si impegnano a riempirlo. Questo, agli occhi di un europeo e ancor di piu' di un italiano, da una strana impressione. Che a parole risulterebbe difficile da spiegare, ma spero di riuscirci come meglio posso.

Era mattina inoltrata quando misi il primo piede fuori casa, la sera prima eravamo arrivati molto tardi, quindi il sole alto gia' da un pezzo illuminava completamente il cielo e la grandissima quantita' di verde intorno. La grandezza di spazio e il colore brillante dell'erba appena tagliata dava un senso di benessere e di relax. Uscito fuori mi venne voglia di vedere se era tutto simile o se solo intorno a me poteva esserci quello che vedevo. Attraversai due o tre strade, arrivando quasi al parco. Altro verde. Immenso verde, curato e mai sporco.

Spero che l'immaginazione riesca ad accompagnare gli occhi di chi e' gia' stato o quella di chi non e' mai giunto ed ora prova a figurarselo di fronte a se.

Non potevo credere che cosi' tanto spazio fosse stato usato non solo per poterci abitare ma anche per poter vivere e respirare. Guardavo chi era li a goderne: correndo, passeggiando, giocando. O semplicemente, come me, stando fermo ad osservare quello che aveva dinanzi a se. Insieme a qualche urlo, a qualche guaito, a qualche cinquettio e al silezioso respiro della natura.

Mi girai e tornai verso casa, pronto a scoprire altri posti della realta' americana.

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