Oggi ho incontrato sua immensità, ho avuto l'onore di starci a fianco e mangiarci insieme. Debbo dire la verità? Devo dare la mia impressione? E' proprio un Cesco, ed è proprio una persona simpatica, anche in carne ed ossa.
Che forza, il primo blogger che conosco dal vivo, mi sono scordato di chiedergli un autografo :-D
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13 marzo 2012
4 febbraio 2012
Ehm...
Antefatto: il mio maritino Apollo ha dei colleghi coetanei e socievoli, con i quali sono entrata prestissimo in confidenza, tanto da uscire con loro nelle serate "tra colleghi" - inclusa la volta che il maritino sarebbe arrivato per il bicchiere della staffa. La scorsa estate, poi, è capitato che lavorassi proprio vicino al loro studio e che quindi ci si trovasse per pranzo, tutti insieme appassionatamente. Diciamo che se dipendesse dai colleghi, farei subito domanda di assunzione, ma siccome i capi sono degli emeriti c0g1i0n422i evito.
Tra i suddetti colleghi ce n'è uno con cui ho trascorso più tempo, per coincidenze temporali più che per intenzione: tipo tranquillo, forse un po' timido, bravo toso insomma.
La casualità di cui è costituita la nostra conoscenza, visto che di vera amicizia non si può parlare, ha voluto che compissimo gli anni lo stesso giorno.
Via faccialibro gli faccio gli auguri: "Buoncompleanno, quasi-collega!"
Passo e chiudo.
Seee...come no.
Oggi apro la posta, controllo anche l'indirizzo che uso per i social network e le menate varie, e trovo la seguente:
Da: Quasi-collega
Oggetto: Mi piaci
Contenuto: -mail vuota-
Grazie eh, io come la interpreto questa?
Da uno che si faceva le pare perché trascorrevo la mia pausa pranzo in sua compagnia mentre il maritino era ancora a lavorare è un bel fulmine a ciel sereno.
Posso prenderla come una cosa innocente, come sicuramente è, ma se così fosse perché non me l'ha scritto su faccialibro, anche in privato? Magari perché voleva una risposta e riceve prima le mail che i messaggi di faccialibro? Ma se voleva una risposta, poteva anche sprecare qualche byte in più e scrivermi "Ti trovo simpatica/carina/brillante/ecc/ci tenevo a farti sapere che blablabla/ma siamo solo amici" o roba di 'sto genere.
Insomma, una che si trova un mail di 'sto tenore non pensa proprio a una cosa innocente, o sbaglio?
Certo, lui sa bene che sono sposata, anche per il semplice fatto che lui c'era. Quindi per forza è una cosa innocente no?
È come alle elementari, quando mandi i bigliettini al compagno di classe che ti è simpatico, solo che oggi ci sono le email. No?
Che poi mi immagino l'alternativa: perché lui non è il solo a compiere gli anni il mio stesso giorno, c'è un altro mio amico e coetaneo. A questo ho scritto "auguri quasi-gemello". Ecco, io ora ringrazio l'illuminazione che mi ha colta nello scrivere al Quasi-collega e ad appellarlo costì invece di "quasi-gemello" come inizialmente era mia intenzione fare. Perché altrimenti quale missiva mi sarei trovata a dover gestire?
- Sospiro -
Tra i suddetti colleghi ce n'è uno con cui ho trascorso più tempo, per coincidenze temporali più che per intenzione: tipo tranquillo, forse un po' timido, bravo toso insomma.
La casualità di cui è costituita la nostra conoscenza, visto che di vera amicizia non si può parlare, ha voluto che compissimo gli anni lo stesso giorno.
Via faccialibro gli faccio gli auguri: "Buoncompleanno, quasi-collega!"
Passo e chiudo.
Seee...come no.
Oggi apro la posta, controllo anche l'indirizzo che uso per i social network e le menate varie, e trovo la seguente:
Da: Quasi-collega
Oggetto: Mi piaci
Contenuto: -mail vuota-
Grazie eh, io come la interpreto questa?
Da uno che si faceva le pare perché trascorrevo la mia pausa pranzo in sua compagnia mentre il maritino era ancora a lavorare è un bel fulmine a ciel sereno.
Posso prenderla come una cosa innocente, come sicuramente è, ma se così fosse perché non me l'ha scritto su faccialibro, anche in privato? Magari perché voleva una risposta e riceve prima le mail che i messaggi di faccialibro? Ma se voleva una risposta, poteva anche sprecare qualche byte in più e scrivermi "Ti trovo simpatica/carina/brillante/ecc/ci tenevo a farti sapere che blablabla/ma siamo solo amici" o roba di 'sto genere.
Insomma, una che si trova un mail di 'sto tenore non pensa proprio a una cosa innocente, o sbaglio?
Certo, lui sa bene che sono sposata, anche per il semplice fatto che lui c'era. Quindi per forza è una cosa innocente no?
È come alle elementari, quando mandi i bigliettini al compagno di classe che ti è simpatico, solo che oggi ci sono le email. No?
Che poi mi immagino l'alternativa: perché lui non è il solo a compiere gli anni il mio stesso giorno, c'è un altro mio amico e coetaneo. A questo ho scritto "auguri quasi-gemello". Ecco, io ora ringrazio l'illuminazione che mi ha colta nello scrivere al Quasi-collega e ad appellarlo costì invece di "quasi-gemello" come inizialmente era mia intenzione fare. Perché altrimenti quale missiva mi sarei trovata a dover gestire?
- Sospiro -
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19 aprile 2011
Tutto quello che mi irrita #3: amici
Oggi puntata speciale dedicata agli amici, tanto carini, soprattutto quando sono veri come una banconota da 17 Euro.
C'è l'amico Trojan. Come i cavalli di troia, davanti ti fa "Ciao caro, come stai?", con un far fin troppo amichevole, e mentre ti abbriaccia - strano non mi ha mai abbracciato - ti senti uno strano bruciore sulla schiena. La solita subdola frecciata nascosta e se tu chiedi "Ma ce l'hai con me? Ho fatto qualcosa che non va?" lui dice "Mannooooo come puoi dire questo?". Intanto te ne vai a casa con un bruciore da coltello.
C'è l'amico Diabolik. Davanti è tranquillo, normale. Poi si mette una tuta nera e, nascondendosi dietro un altro tuo amico, ignaro complice, lancia a te una coltellata in stile Diabolik, swiss. Tu cammini e senti ancora quello strano bruciore alla schiena.
C'è l'amico carta moschicida. Ti sta addosso, vuole sapere tutti i discorsi, si infila in discorsi tuoi e vuol sapere lui la risposta. Messaggi, email, telefonate, non ti lascia un attimo di respiro. Arrivi a scappare in Tibet, dove non c'è Pc e il cellulare non prende. Poi però, quella volta che tu lo chiami perché hai bisogno di lui, o non lo trovi o ti dice "Checcazz, proprio ora mi chiami, non ho tempo.".
C'è l'amico desaparecido. L'opposto della carta moschicida. Introvabile al telefono e se risponde, ti dice che è pieno di lavoro, sempre pieno di lavoro. Poco importa se poi ti chiede i regali di farmville e pubblica stati vari su Facebook: tu a quel punto magari pensi "Non mi ha detto che lavorava per Zuckerberg". Arrivi a chiedere aiuto persino alla Donatella Raffai, che però ogni volta ti dice "Lo sai che sono anni che non lavoro a Chi l'ha visto, fattene una ragione". Poi riappare - ogni volta in cui Mercurio è allineato con Venere e Marte - e pretende che si esca entro massimo 1 giorno. Se per sbaglio quel giorno hai già un impegno improrogabile, diventi tu lo stronzo.
C'è l'amicocentrico. Si spezza un'unghia, ti chiama per sfogarsi. Si rompono le stringhe delle scarpe, ti chiama. L'ennesimo fidanzato/fidanzata lo/la molla? Ti chiama. E tu vorresti dirgli "Li becchi sempre stronzi, io comincerei a fare un esame di coscienza su chi sia davvero lo stronzo." Ma paziente ascolti. Dai consigli che non sono puntualmente ascoltati. Finché un giorno tu hai un problema, una vera grana. Chiami il tuo amico dicendo "Per una volta lui mi ascolterà". Se va bene, ti ascolta un minuto, forse ti dà un consiglio stupido e poi ti dice "Ma lo sai che oggi il barista mi ha rubato 10 centesimi di resto? No dico DIECI". E tu vorresti dirgli un set di insulti e riattaccare. Ma non lo fai.
Ogni riferimento a fatti o amici è puramente casuale, non mi chiamate e non chiedete in quale profilo rientrate: se rientrate in uno di questi non ve lo dico. Fatevene una ragione, il 50 % dei miei amici non sono in questi profili, una buona percentuale."
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amici,
Raccolta irritazioni
8 ottobre 2010
...oppure no? (chiara. molto chiara. quasi abbagliante, a mio avviso...)
"ehi la roma questa domenica non è andata proprio eh...li vedo un po' troppo demotivati. e poi, poi una squadra con quel modulo non so...è inconcludente..."
"...ho conosciuto una tizia"
"grazie per la considerazione eh. stavo parlando. dai non ce la faccio. non sto nella pelle. dimmi come si chiama. non lo vedi come trepido? sono impaziente come un blocco di marmo. e intanto la roma se ne va per la tangente..."
"comunque grazie eh, meglio la roma che carlo. vabbè, me la sto segnando. se ti stessi rivelando il decimo segreto di fatima (a quanti siamo...tre?) tu mi diresti "non posso, c'è la roma!"
"falla finita. sei un escremento di permalosità. e, dimmi, come si chiama la tizia?"
"sei un amico. oltre ad essere uno degli autori del galateo eh. comunque...chiara."
"ma chi...chiara moretti? la nostra compagna che seguiva il corso, un po' di tempo fa, ché lo sappiamo solo noi cosa abbiamo fatto per uscire da quel bucodiculo di università, dai, il corso di marini?"
"no, no, quella altro che chiara, quella è chiara solo di nome! quella è nera come la pece, dentro si intende eh, ché se la vedessi diresti che è un'irlandese"
"ah beh. ascolta, chiara moretti è un certo discorso, anche "abbastanza serio", non so se capisci, secondo me...comunque cos'è 'sta storia della scura dentro? sei un po' patetico lo sai? un po' non ti riconosco carlè..."
"no vabbè, è una vita che mi conosci robè, prima l'università e poi tutta 'sta storia qui del lavoro e poi il blog e tante altre cose, ma sai che c'è di nuovo? c'è che chiara è diversa..."
"lo dicevi pure di quella lì, quella del viaggio, che ci hai sprecato ore e neuroni per colpa sua."
"senti, "quella lì", come la chiami tu, è un frammento che non posso buttare né rinnegare. è...passata. punto. e non ci penso nemmeno più. vabbè sì, un po' il ricordo c'è ma, per dire, il cane non si può sbarazzare della coda, se la porta sempre dietro, no?"
"i pincher non hanno la coda."
"era per dire..."
"lo hai detto in maniera orrenda, ma lo hai detto, questo è vero..."
"vabbè robè. non interrompermi. ti dicevo..."
"si ma questa qui la conosco?"
"no."
"dimmi che fattezze ha, allora."
"oggesummio! fammi parlare. ti ricordo che per quanto era interessante per te mi hai paragonato ad un blocco di granito."
"marmo."
"granito, marmo. non vendo pavimenti, è la stessa cosa."
"non proprio..."
"mi fai parlare???"
e disse a roberto che lei era chiara di nome e di fatto, la pelle aveva "sete di melanina", ma non moriva "disidratata" (roberto non capì molto, stava pensando alla roma, comunque, per la cronaca, chiara era "chiara", ma non troppo). capelli scuri e un paio di occhiali le davano il giusto tono un po' intellettuale, ma non troppo che carlo cercava. era magra, ma non non troppo. potrei descriverla per ore e continuare ad ammorbare con un'improbabile lezione di anatomia su chiara, ma sinceramente non credo sia il caso, lasciamola a carlo, la sua descrizione anatomica, ché la conosce, ha gli occhi a cuoricini (vi ricordate hello spank? uguale a lui) quando la vede (sono uno stronzetto sarcastico, me ne rendo conto, ma in fondo sono un buon amico). mi limiterò a citare indirettamente solo una cosa che devo dire le fa onore: la sua caratteristica era quella di essere fottutamente normale. e questo la rendeva speciale.
alla fine carlo si era stufato di certi tipi come la tipa di cui parlava roberto che erano "un po' l'opposto" di quello che lui veramente voleva. ripeto, non che non ci fosse stato bene. ma, ora, aveva una nuova vita.
comunque, chiara aveva questo bel paio di occhi castani che quando sorrideva le si illuminavano, e questo piaceva a carlo, che si perdeva nei suoi discorsi che reputava interessanti sempre e comunque.
una volta, a me, per esempio, raccontò di aver portato avanti con lei un acceso dibattito sulle padelle antiaderenti. se avessi avuto il porto d'armi gli avrei sparato. o forse mi sarei sparato, e non va bene! non sono discorsi che vanno da qualche parte...quei discorsi lì, sulle padelle, muoiono...stavo raccontando? ah già. i discorsi di chiara, ma non solo quelli lo rapivano, il nostro carletto mi sa che si era proprio innamorato. di nuovo. ma stavolta, stavolta eh, era vero, eh, lo disse anche a roberto. no, vabbè, stavo scherzando. oppure no? (vabbè, ora vado. comunque io, che sono solo un amico di carlo, non impazzisco per chiara. la follia la lascio a lui, sperando che sia una follia "ragionata")
[to be continued? non so quello che capiterà a me tra dieci minuti...quindi...]
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