Fin da piccola ho la fobia delle toilette pubbliche: alle elementari non ci ho mai messo piede, alle medie forse un paio di volte, al liceo zero assoluto. All'università sono stata costretta per forza di cose ad adattarmi, non senza traumi. I servizi igienici dell'Accademia, sede della Carità, erano tutto tranne che "igienici". A Ca' Foscari tutto sommato non ci si poteva lamentare, al massimo mancava la carta - puntualmente, direi, tanto che le rare volte in cui la trovavo mi commuovevo pure.
Freud s'era fissato sull'invidia del pe*ne in noi fanciulle e non avrebbe avuto tutti i torti, se l'avesse considerata dal verso giusto. Perché voi maschietti basta che vi mettiate lì in piedi, giù la patta e via, ovunque voi siate: a casa vostra, nel bosco, sull'Everest, appesi a testa in giù come Spiderman. E davvero non riesco a capacitarmi i problemi di mira che vi affliggono - che difficoltà c'è a centrare il bersaglio, eh?
Prendete noi fanciulle, non ce ne va bene una, esclusa la toilette di casa propria: per espletare le nostre necessità fisiologiche dobbiamo trasformarci in contorsioniste provette.
La turca, che sembra facile ma non lo è: arrotola i pantaloni, sennò si sporcano; cala i pantaloni a metà coscia, tienili fermi con una mano sennò ti scappano, occhio alla mira, la carta dov'è?, adesso la risalita in piedi, maledetta quella birra di troppo che mi fa perdere l'equilibrio. E nel quadro mancano i tacchi, con quelli pattiniamo come la Kostner, un doppio axel intorno alla voragine con finale di salto mortale per non cascarci dentro. Ma c'è di peggio: c'è la tazza.
Conveniamo sul fatto che dove si siedono le altre non sta bene sedersi e che un misero mono-velo di carta non basta a preservare le terga. Quindi devi stare in sospensione - e i quadricipiti ringraziano.
Arrotola i pantaloni, cala i pantaloni, mantienili ben discosti dal vaso, comincia a piegarti e scendere - ma non troppo! Occhio, un po' più indietro con il bagagliaio o la fai fuori, senza esagerare sennò con qualcosa tocchi l'intoccabile e siano pantaloni o coscia schifo lo fa comunque. Contrai i quadricipiti, non perdere l'equilibrio, resisti, pensa alle cascate del Niagara, rilassati...una parola!
Se noi fanciulle soffriamo di ritenzione idrica non è solo colpa degli ormoni.
31 luglio 2011
Quando Borghezio ci ha chiamato.Sbattute/23
Questo post è opera de il_cesco e di Michele_D
"Il suono di un bambino che piagnucola è il più fastidioso. Perciò vengono dimenticati in macchina."
"Il rumore più fastidioso al mondo è il pianto. Ma dovete sentire che peti, prima."
"Il pianto distrae di più dello stridio di una sega circolare. E delle battute di cattivo gusto."
"Secondo gli studiosi, i bambini sono stati concepiti da un punto di vista acustico per disturbare. Perciò la gente li picchia."
***
"In nuova Zelanda, niente Lucifero all'anagrafe. E' il suo giorno di riposo."
"Anche Messia è bandito. Vietati i personaggi di fantasia."
"E' ammesso però il nome Violence, sorella di Blood e Sex."
"Bandito anche il nome Fish & Chips (pesce e patatine). Avrebbe fatto cadere troppo presto la storia della cicogna."
***
"Sopravvive dopo esser stato colpito da 6 fulmini. L'amore è una brutta cosa."
"E' stato trovato in giardino, sdraiato, privo di sensi. Cosa si inventano per uno stupro."
"L'ultimo fulmine ha colpito Mr. Roberts in giardino mentre tentava di coprire il proprio tosaerba. Dicono sia negro."
" - Sono stato sposato cinque volte e sono stato colpito da cinque fulmini. Ora sono sposato con la mia sesta moglie che non ho intenzione di lasciare, per cui dovrò fare qualcosa - ha detto Mr. Roberts. Zeus c'è".
Agiamo in buona fede, tuttavia, se ci dovessero essere battute non "autentiche" vi invitiamo a segnalarle mandando una mail acrashtestbloggers@live.it
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(s)battute
25 luglio 2011
la figura. (2)
"passato un buon uichènd"?
"veramente ho lavorato fino a tardi ed è stata una giornataccia."
"ah, ecco."
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figure di merda.
Notifiche e Messaggi
Una notifica distoglie la mia attenzione, da una ricerca "nobile" che stavo svolgendo, quella delle "migliori birre del mondo". Sai, quel numero piccolo che esce affianco alla scheda aperta di Facebook?. Dato che la mia attenzione era, ormai, calata, mi dirigo sul social network pensando fosse qualche apprezzamento di stato o commenti collerici. Invece "richiesta d'amicizia". Vedo il suo nome ma la mia mente non ricorda chi fosse e nemmeno la sua foto mi aiuta molto. Sapendo di pentirmene , accetto di aumentare il numero di sconosciuti tra i miei "amici".
Fin qui tutto normale direi, no?
Continuo la mia beneamata ricerca, continuando a leggere forum e blog inerenti all'argomento citato. Almeno fin quando non vedo la scheda di facebook lampeggiare, distraendomi nuovamente. Un messaggio in chat. Mi dico: "vabbè forse mi conosce ed io non ricordo!". Pronto a fare la mia figura migliore, cioè quella che potete immaginare, rispondo al messaggio...
La conversazione comicia e va avanti fino a quanto arriva ad un punto di non ritorno, con un numero e una mezza parola, "6 fida?". Mi trovo davanti a due possibilità: dirle di si togliendomela dalle palle o no e affrontare eventuali risposte. Questo mi spinge a vedere le sue foto, vedendo almeno che tipo è: AAAHHHH. Un brivido lungo la schiena. Temerario del pericolo gli dico di NO. Lei comincia a farmi domande su domande...fino a:
- sai che 6 proprio carino?
- Lo so!
(Nessuna risposta)
Questa volta l'ho scampata! Fiuu...
24 luglio 2011
Su i CD. Sbattute/22
Questo post è opera de il_cesco e di Michele_D
Il suicidio è il gesto autolesivo più estremo, tipico in condizioni di grave disagio psichico, particolarmente in persone affette da grave depressione e/o disturbi della personalità di tipo psicotico. Ovviamente essi possono essere determinati da eventi ben pratici, quali delusioni amorose, condizioni di salute o di estetica, condizioni sociali, ecc. Se poi hai tutto ciò, beh muori.
Le modalità con cui viene messo in pratica un suicidio sono molteplici. Ma tutte molto divertenti.
.
E c'è anche l'opzione Sociologia/Religione:Suicidio Cal.il vice-brum del mmh ha un pss nella testa.
Omicida di Frisa si suicida a Orsogna.che dimostra come il suicidio sia anche una forma di protesta estrema nonviolenta.
Alcune coppie famose si sono tolte la vita. Prendete Hitler e Eva Braun, che si sono sparati con una pistola. A gas.
In filosofia, lo stoicismo è forse uno degli esempi più noti che accetta il suicidio e, anzi, in determinate condizioni, lo descrive come un atto naturale. Stoicazzi.
Nell'applicazione del suicidio lo stoicismo ricopre un ruolo non marginale. Si dice che che Seneca aveva insito nel suo nome la distruzione (tant'è che in latino significava "danneggiarsi"). Si dice che, in maniera autolesionistica, si faceva il bagno nel freddissimo Tevere i primi giorni dell'anno. Immaginate che pisellino.
Nella religione Cristiana il suicidio è considerato atto vile di fornte alla vita. Causa crisi, aumentano i suicidi. Con l'8 per 1000 alla Chiesa Cattolica, avete fatto molto, per tanti.
Si suicida Salvador Allende. Aveva scoperto della tragedia di Canicattì.
Diceva Schopenhauer "Proprio perché si ama troppo la vita e non la si vuole vivere in una condizione sgradevole ci si libera con il suicidio."Degli altri.
Ultim'ora: è morta Amy Whinehouse. Voce nera, corpo pallido.
Si ipotizza un suicidio. Benvenuta nel club 27.
A volte, (non questa) se ne vanno i migliori, e i peggiori restano.
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E c'è anche l'opzione Sociologia/Religione:Suicidio Cal.il vice-brum del mmh ha un pss nella testa.
Omicida di Frisa si suicida a Orsogna.che dimostra come il suicidio sia anche una forma di protesta estrema nonviolenta.
Alcune coppie famose si sono tolte la vita. Prendete Hitler e Eva Braun, che si sono sparati con una pistola. A gas.
In filosofia, lo stoicismo è forse uno degli esempi più noti che accetta il suicidio e, anzi, in determinate condizioni, lo descrive come un atto naturale. Stoicazzi.
Nell'applicazione del suicidio lo stoicismo ricopre un ruolo non marginale. Si dice che che Seneca aveva insito nel suo nome la distruzione (tant'è che in latino significava "danneggiarsi"). Si dice che, in maniera autolesionistica, si faceva il bagno nel freddissimo Tevere i primi giorni dell'anno. Immaginate che pisellino.
Nella religione Cristiana il suicidio è considerato atto vile di fornte alla vita. Causa crisi, aumentano i suicidi. Con l'8 per 1000 alla Chiesa Cattolica, avete fatto molto, per tanti.
Si suicida Salvador Allende. Aveva scoperto della tragedia di Canicattì.
Diceva Schopenhauer "Proprio perché si ama troppo la vita e non la si vuole vivere in una condizione sgradevole ci si libera con il suicidio."Degli altri.
Ultim'ora: è morta Amy Whinehouse. Voce nera, corpo pallido.
Si ipotizza un suicidio. Benvenuta nel club 27.
A volte, (non questa) se ne vanno i migliori, e i peggiori restano.
Agiamo in buona fede, tuttavia, se ci dovessero essere battute non "autentiche" vi invitiamo a segnalarle mandando una mail a crashtestbloggers@live.it
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(s)battute
22 luglio 2011
Spider Abarth svela tutti i segreti
Basta, dimenticatevi del mio nome, da oggi agisco in icognito. Da oggi mi chiamo Spider Abarth - 2.0 Turbo benzina per gli amici -. Vi svelo subito segreti di ogni tipo, di ogni casta, di ogni persona, animale od oggetto che si approfitta di noi.
Già perché là fuori c'è un mondo, un mondo di merce da mostrare, tanti loschi individui al bancone del bar pieni di whisky e champagne, per brindare ad un incontro. Insomma ne ho così tante da dire che ho perso le parole. Cavolo, eppure ce le avevo qua un attimo fa.
Comincio subito col primo scandalo. Sapete il semaforo? Diventa rosso proprio quando avete fretta, quando dite "Cacchio, se perdo un solo minuto sono fottuto." Ebbene, ho scoperto che non è un caso, lo fa apposta. Non mi credete?
Foto di Blude, Flickr.
Questo è uno dei tanti semafori che ci prende gusto a diventare rosso quando si ha fretta. Ebbene, pare lui stesso abbia ammesso che lo fa di proposito, difatti nella foto lo si vede chiaramente sghignazzare, ridere del povero marito che quella sera aveva la cena dei 10 anni con la moglie, ma ha avuto ritardo per colpa del lavoro. Lui è solo una delle tante vittime della lobby dei semafori.
Invece c'era un semaforo che si era opposto al sistema, aveva detto "Se vedo uno che ha fretta, cerco di favorirlo, di aiutarlo". Un semaforo che si voleva opporre alle regole della casta. Voi non mi crederete, ma guarda caso quel semaforo è stato spento. Incredibile, la casta dei semafori ha colpito ancora, chi si oppone viene spento e sostituito con rotonde, così da ingrassare le lobby delle rotonde: ma questa è un'altra storia.
Ebbene, io sputtano tutto in pubblico, lo so che da oggi i semafori li beccherò rossi, che sarò costretto ad optare per strade dove loro non ci sono. Peccato che Milano è una delle basi strategiche di questa casta. Ma la gente deve sapere.
Arrivederci a presto, con un'altra casta da sputtanare, un altro caso da mettere a nudo.
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Paòlo dà i numeri,
Spider Abarth
la figura (speriamo solo n.1)
"ciao!"
"...ciao" (chi cazz'è?) "scusa, perdonami, ma non ti avevo riconosciuto, con tutta la gente che vedo in università..."
"infatti lavoro al bar."
"ah, ecco."
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figure di merda.
21 luglio 2011
Come va
Non sono mai stato prolisso nell'essere me stesso. Mi sono sempre fermato ad una sana e costruttiva sintesi. Soprattutto con le persone a cui non avevo nulla da dire. Mi sembra, delle volte, stupido chiedere "come stai?" se ad entrambi non interessa lo stato dell'altro. Delle volte e' necessario, ma vedo di usarlo in pochissime occasioni. Spesso, avrei tanto da dire, ma per non annoiare chi mi sta di fronte, non dico. Sbagli, direbbe qualcuno. Ma sono fatto cosi'.
Se invece parlo, parlo, parlo e non mi fermo forse e' perche' la persona che ho di fronte non e' unaqualsiasi, ma qualcuno a cui e' importante chiedere "come va?" e rimanere ad aspettare la sua risposta. Sperando sia positiva.
Se invece parlo, parlo, parlo e non mi fermo forse e' perche' la persona che ho di fronte non e' unaqualsiasi, ma qualcuno a cui e' importante chiedere "come va?" e rimanere ad aspettare la sua risposta. Sperando sia positiva.
Papa Tedesco
Il Papa è tedesco.
No, Papa non è Tedesco.
Ma come no, si chiama pure Joseph.
No, Alfonso.
Ma dai, è Ratzinger, è tedesco.
No, è Alberto, è pure libero.
Il Papa è un uomo libero.
No, Papa non è più libero.
Quindi Papa non è libero, ma Tedesco sì.
Esatto.
Certo, Tedesco è del PD, Papa del PDL.
Leggi troppo il Giornale.
Quindi?
Quindi perché un parlamentare prima di essere arrestato deve avere la votazione?
Perché è un Papa - e pure Tedesco -?
Mannò, anche se sei un Cosentino avrai diritto alla votazione.
Ma non sono cittadini come noi?
No, loro sono dei tipi Casti.
Aaah, comunque resta il fatto che il Papa è tedesco, ma Papa non è come Tedesco. Chiaro no?
Cesco, a furia di leggere da te certi post, comincio anche io a dare i numeri :-P
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Paòlo dà i numeri,
politically correct (?)
20 luglio 2011
a temperatura. (grinpiss)
bello, se pulito, l'ambiente.
è importante, l'ambiente.
è fondamentale, l'ambiente.
hai rispetto di te stesso e degli altri, se rispetti l'ambiente.
la nostra vita migliora, se è curato, l'ambiente.
non è un problema solo nostro, è un problema di tutti, l'ambiente.
raccogli le cartacce al parco, ed è cosa giusta, per l'ambiente.
ho la tessera di greenpeace, perché difendo l'ambiente.
ho anche il frullatore in classe a+++, per non consumare l'ambiente.
ma cristoddìo, camion "monnezzaro differenziato", passeseresti un po' più tardi delle 5 di mattina - ogni mattina - sotto casa mia?
19 luglio 2011
penso di sì.
contrariamente a quanto si possa pensare anch'io ho un cuore.
questo post è rivolto solo ad una parte di voi che non ci speravate, che credevate non avessi un cuore (ma non mi conoscete, come fate a giudicare? non vorrete mica essere all'altezza / bassezza di [inserire persona di cui avete profonda disistima]) sappiate che ieri sera una lacrima è scesa anche a me, ma non vi dirò per cosa.
e ora, un po', spero vi sentiate il colpa (una parte di voi). giusto "per".
e ora, un po', spero vi sentiate il colpa (una parte di voi). giusto "per".
gli articolo 31 in un loro pezzo (bella la prima adolescenza, vero?) dicevano che "la vita non è un film". è quanto di più maturo abbiano potuto cacciare da quel buco di culo che si ritrovano in bocca.
da domani torno stronzo. promesso.
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da domani torno stronzo promesso,
lingue lunghe.
17 luglio 2011
All you need is l'ov. (S)battute/21
Questo post è opera de il_cesco e di Michele_D
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(s)battute
16 luglio 2011
ciofani, pampini, ma non racazzi.
perché un post sul papa? perché mi andava di parlare di banalità.
papa benedetto xvi, nato joseph alois ratzinger è l'attuale sovrano assoluto della città del vaticano. e non solo.
è il settimo pontefice tedesco della storia. l'ultimo fu stefano ix, per il biennio 1057-1058. durato, quindi, natale e santo stefano.
polemiche sulla gioventù nazista del papa: a quell'epoca o eri con loro o ti mandavano nei campi di sterminio. ti piace vincere facile?
ma poi, "mai nessuno è andato contro i nazisti". ci sono direttamente passati sopra, e alcuni li hanno aiutati a spingere.
da giovane la formazione che ricevette risentì soprattutto del neoplatonismo agostiniano e del pensiero di pascal, facendo compagnia ai gesuiti euclidei vestiti come dei bonzi.
venne accusato dalla contea di harris (texas) per aver favorito la copertura di preti pedofili. eh, no, che li copri a fare, sennò non c'è gusto.
nel 2002 venne eletto decano del collegio cardinalizio e poi eletto papa. sorpresone!
"dio punirà chi sparge sangue in suo nome". fortuna che ti ascoltano, eh.
numerosi poi i suoi messaggi per la pace: "TVUKDB".
nel 2006 si è recato al campo di auschwitz. come ospite d'onore.
il papa però poi ha condannato gli errori e gli orrori del nazismo. nascondendo la visibile erezione, e il frustino.
si è recato anche in terra santa: "possibile che gli ebrei siano dovunque?"
gli è stato dedicato un asteroide. un augurio affinché vada in cielo presto.
(fatevi una santa risata, dai.)
(una foto di gioventù)
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bla bla,
etc. etc.,
moralisti come on,
scomodità
15 luglio 2011
Italo-American Brand
Probabilmente questo sara' l'ultimo post di una serie, non troppo lunga, di cliches dedicati alla mia esperienza americana. Questa volta vorrei parlarvi degli italo-americani (ma non dell'emigrazione, di quello che hanno passato come popolo, di quanti ce ne sono, di quanti si sono realizzati, dato che sono argomenti trattati e ritrattati) di come, la maggior parte, usano la loro origine come brand.
Camminando per la citta', non raramente, si scorge qualche bandiera italiana o qualche cognome che richiama la tua attenzione. Di solito sono pizzerie, ristoranti, cafe' ma anche buotique o hairstylist(parrucchieri/e). Le prime volte, preso dalla nostalgia del BelPaese, entravo cercando di scorgere qualcosa che mi facesse sentire in Italia. Ma a parte alcuni minuscoli particolari, il resto rimaneva di "originale" gusto americano. La delusione mi portava a comprare qualcosina e a uscire velocemente. La bandiera piuttosto che un cognome, per il popolo americano, diventa un marchio che da qualita' e italianita' al posto, anche se di italiano ha ben poco. Veramente poco.
I veri italiani, quei pochi che hanno conservato lingua e tradizione, rifuggono da questi posti preferendo il pasto tradizionale domestico oppure una delle tante "steackhouse" che popolano la nazione. "Quando devo mangiare fuori tanto vale che mangio americano,no?" dicono.
Continuo per ancora una settimana la mia esperienza, spero che anche se con poco, sia riuscito a farvi assaporare un po' di sana americanita'. Non vi resta che venire, e scoprire altre cose che confermerebbero o negherebbero quello che sono i vostri cliches.
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american cliches
14 luglio 2011
indovina indovinello...
Ci sono un uomo e una donna perfetti che si innamorano in modo perfetto e vivono una vita perfetta. Un giorno incontrano Babbo Natale senza slittino e non sa come tornare a casa. Allora l'uomo e la donna perfetti gli offrono un passaggio. Purtroppo fanno incidente e due dei tre muoiono: chi si salva?
- la donna perfetta perchè Babbo Natale e l'uomo perfetto non esistono;
- l'uomo perfetto perchè Babbo Natale e la donna perfetta non esistono;
- Babbo Natale ma solo nei sogni dei bambini perchè l'uomo e la donna perfetti avevano sniffato la droga perfetta e prima hanno visto Babbo Natale e poi hanno fatto una brutta fine, non proprio perfetta.
Lo so che è troppo facile ma i dubbi possono sempre sorgere!!!
lo sfidante
e poi vincono quasi sempre i più forti, quelli egoisti e insensibili, gli opportunisti e gli ingrati...
io voglio stare con i più deboli altrimenti non c'è gusto a giocare... i più deboli perdono quasi sempre ma se vinci con loro sei più forte di tutti i forti messi insieme...
c'est la vie.
ieri sera ero talmente rotto di coglioni, a tavola, che ho fatto un verso diversivo. sapete di quelli tipo: "mmh", "eh sì", "già". però stavolta era un rutto.
(perdonate la mia assenza, tornerò presto, e anche riposato, spero.)
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cazzate,
considerazioni,
tanta roba,
vita vissuta
12 luglio 2011
Una bolla di sapone
Una bolla di sapone raccontava la sua vita. La sua vittoria e la sua sconfitta. Molte raccontavano tutto quello che avrebbe potuto fare ma che per scelta, per timore o per distrazione non ha fatto.
La mattina, ogni mattina, controllava se il sole splendesse o se solo le nuvole avessero accompagnato un'altra giornata. Abitava in un piccolo monolocale, con un letto, un tavolo, una cucina ed un frigo. Dieci libri sparsi per casa, una radio di molti anni fa e una televisione vecchia completavano il suo arredamento e tutto il suo avere.
Una bolla di sapone aveva cambiato la sua vita. Aveva studiato in un buon college e si era laureato in economia a pieni voti. Cio' lo aveva portato a lavorare, per un'impresa, subito. L'inizio, come tutti i lavori, e' fatto di gavetta e di poche soddisfazioni, ma lui era pronto a tutto. Una mattina mentre usciva di casa, una bolla di sapone gli passo' innanzi agli occhi. Sorrise e si diresse a lavoro. Quel giorno il suo capo gli propose il primo compito dirigenziale. Aveva 26 anni. Non era nella pelle. Aveva avuto il lavoro che da anni aveva sognato. Quel giorno aveva conosciuto Janie, una delle segretarie a servizio dell'impresa. Si erano piaciuti e dopo circa un anno convolarono a nozze. Una mattina, una bolla di sapone passo' davanti ai suoi occhi. Sorrise, aspettandosi qualcosa. Il suo capo, quella mattina gli disse che la ditta stava fallendo, ma che con la buona liquidazione che gli poteva ancora fornire, aveva la possibilita' di trovare lavoro altrove. Poteva rimanere, se voleva, ma era un rischio. La liquidazione avrebbe, sicuramente, dato una svolta alla sua vita. Era una liquidazione a sei zeri! Quella sera la moglie gli disse di aspettare Steve, quello che sarebbe diventato suo figlio. La mattina presento' le sue dimissioni e prese cio' gli spettava. La scelta era quella di usarli per aprire un'azienda. I soldi per l'investimento sarebbero bastati. La sua idea era quella di produrre bolle di sapone di tutti i tipi. In fondo questo effimero oggetto volante aveva cambiato la sua vita. Era il suo portafortuna.
La nascita di Steve e di una societa' azionaria vennero accompagnate entrambe da una bolla di sapone. Tutto andava bene. Una giorno, una mattina d'inverno, una bolla di sapone gli passo' davanti agli occhi. Sorrise e la prese con un dito. Lei tento' di fuggire ma dopo un po' scoppio' in mille pezzi. Quella mattina il suo contabile gli comunico' una perdita ingente negli investimenti, consigliandolo un altro. Fu l'ultimo. Stava perdendo tutto e sperava che una bolla di sapone si facesse viva per salvarlo. Una bolla che non si presento'. Perse tutto. Anche la moglie decise di continuare la sua vita sola insieme alla sua carriera. Fu un duro colpo per lui, che lo porto' nel baratro del alcolismo.
Si ritrovo' solo, senza soldi, senza nulla. Una bolla gli aveva portato fortuna e una gliela aveva tolta, solo perche' lui aveva bloccato la sua liberta', distruggendola. Non se lo perdono' mai.
Tutte le mattine davanti al suo monolocale, dalla sua unica finestra, vengono prodotte migliaia di bolle di sapone. Questo per dare fortuna a chi la cerca. Per cercar di cambiare la vita degli altri. Attendendo il ritorno di...
...una bolla di sapone. La sua bolla di sapone.
La mattina, ogni mattina, controllava se il sole splendesse o se solo le nuvole avessero accompagnato un'altra giornata. Abitava in un piccolo monolocale, con un letto, un tavolo, una cucina ed un frigo. Dieci libri sparsi per casa, una radio di molti anni fa e una televisione vecchia completavano il suo arredamento e tutto il suo avere.
Una bolla di sapone aveva cambiato la sua vita. Aveva studiato in un buon college e si era laureato in economia a pieni voti. Cio' lo aveva portato a lavorare, per un'impresa, subito. L'inizio, come tutti i lavori, e' fatto di gavetta e di poche soddisfazioni, ma lui era pronto a tutto. Una mattina mentre usciva di casa, una bolla di sapone gli passo' innanzi agli occhi. Sorrise e si diresse a lavoro. Quel giorno il suo capo gli propose il primo compito dirigenziale. Aveva 26 anni. Non era nella pelle. Aveva avuto il lavoro che da anni aveva sognato. Quel giorno aveva conosciuto Janie, una delle segretarie a servizio dell'impresa. Si erano piaciuti e dopo circa un anno convolarono a nozze. Una mattina, una bolla di sapone passo' davanti ai suoi occhi. Sorrise, aspettandosi qualcosa. Il suo capo, quella mattina gli disse che la ditta stava fallendo, ma che con la buona liquidazione che gli poteva ancora fornire, aveva la possibilita' di trovare lavoro altrove. Poteva rimanere, se voleva, ma era un rischio. La liquidazione avrebbe, sicuramente, dato una svolta alla sua vita. Era una liquidazione a sei zeri! Quella sera la moglie gli disse di aspettare Steve, quello che sarebbe diventato suo figlio. La mattina presento' le sue dimissioni e prese cio' gli spettava. La scelta era quella di usarli per aprire un'azienda. I soldi per l'investimento sarebbero bastati. La sua idea era quella di produrre bolle di sapone di tutti i tipi. In fondo questo effimero oggetto volante aveva cambiato la sua vita. Era il suo portafortuna.
La nascita di Steve e di una societa' azionaria vennero accompagnate entrambe da una bolla di sapone. Tutto andava bene. Una giorno, una mattina d'inverno, una bolla di sapone gli passo' davanti agli occhi. Sorrise e la prese con un dito. Lei tento' di fuggire ma dopo un po' scoppio' in mille pezzi. Quella mattina il suo contabile gli comunico' una perdita ingente negli investimenti, consigliandolo un altro. Fu l'ultimo. Stava perdendo tutto e sperava che una bolla di sapone si facesse viva per salvarlo. Una bolla che non si presento'. Perse tutto. Anche la moglie decise di continuare la sua vita sola insieme alla sua carriera. Fu un duro colpo per lui, che lo porto' nel baratro del alcolismo.
Si ritrovo' solo, senza soldi, senza nulla. Una bolla gli aveva portato fortuna e una gliela aveva tolta, solo perche' lui aveva bloccato la sua liberta', distruggendola. Non se lo perdono' mai.
Tutte le mattine davanti al suo monolocale, dalla sua unica finestra, vengono prodotte migliaia di bolle di sapone. Questo per dare fortuna a chi la cerca. Per cercar di cambiare la vita degli altri. Attendendo il ritorno di...
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