30 giugno 2011
shakira è una grezza.
mi fa sangue. ma è una grezza.
è quella che se fosse in abruzzo, sarebbe definita "pecorara". poi è una di quelle persone che solo a vederle puzzano.
già, pensateci, shakira puzza solo a vedersi, non concordate? è perennemente unta. sì, ok, quella cosa serve a far sbavare maschietti e non solo (e non solo sbavare, of course) ma per me puzza. ah, lo sapevate? il nonno di shakira è di cupello. ci avete creduto? ecco. vedete? non sembra una pecorara?
ebbene sì, shakira, secondo me, adora la pecora. tanto.
29 giugno 2011
Voglia di fare saltami addosso (che io mi sposto)
Mi scrivo il numero di telefono dell'apl, vorrei evitare di capitar lì a caso, magari quando ricevono su appuntamento. Stamattina chiamo e dall'altra parte sento un silenzio inquietante che poi si trasforma in segnale di occupato. Mi rassegno ad andare alla cieca.
Al mio arrivo scopro che il numero che avevo chiamato non è quello dell'ufficio candidature, ma di quello a fianco, che *non* si occupa di curriculum (e de che allora?): dato che son lì avviso del disguido telefonico e una delle impiegate mi guarda stupita dicendo che sul *loro* sito quel numero di telefono non dovrebbe esserci.
Tesoro, cavoli vostri - e pure miei visto che per colpa di un numero sbagliato mi son fatta un giro a vuoto!
Eh sì perché l'ufficio candidature apre solo di pomeriggio, dalle 15.30 alle 16.30.
Morale: invierò il cv via mail. E questi geni del male in che formato lo vogliono? Pdf, leggibile da tutti? Nooo, scherzi! In .doc, lo vogliono, in .doc.
Tutto quello che mi irrita #12: i vicini molesti
Però ci sono categorie di persone che sono dei veri fabbricatori di rumore o che sono più irritanti delle ortiche e più appiccicose della carta moschicida, nonché più spioni dei servizi segreti.
Esempio pratico: ieri sera sentivo abbaiare un cane, capita ogni tanto che l'amico dell'uomo voglia farsi notare. Però quello sarà amico dei miei vicini, ma non il mio e si sente tutte le sante sere. Ieri poi era particolarmente ispirato. Finché vado a dormire e all'immonda ora dell'1.40 ricomincia ad abbaiare per 10 buoni motivi. "Cazzo di cane, ma nessuno va ad invitarlo a tacere?". Più tardi invece sento un vociare di vicini. Mi sveglio pensando siano le 7, invece questi criminali ciaulavano ad alta voce alle 2.40. Quindi il cane abbaiava perché probabilmente sti qua sono stati fuori casa tutta la sera.
Oltretutto questi vicini spesso litigano o semplicemente parlano come se avessero mangiato un megafono. Se non la piantano, prima o poi scendo al piano di sotto con una bottiglia di cloroformio, ideale per addormentare vicini troppo "vivaci".
E che dire dei vicini che sanno le cose di tutti? Sanno persino prima di te che a te succederà questo fatto. Sanno quando entri o esci dal palazzo, hanno un tabulato con l'orario e con quel che portavi in mano. E se entri con una persona, è finita. Subito parte il toto scommesse: chi è quello, chi è quella? Già immagino la scena: porto un amico, quelli cominciano a dire "Chi è quel tipo? Sarà il fratello, no un amico, anzi è il suo ragazzo." Ed entro sera si sarà diffusa la falsa voce che sei gay e ti porti a casa gli amichetti.
Infine, che dire di quei vicini che fanno i dispetti? Quelli che si fissano di essere in guerra col mondo, specie con te. E tu da un giorno con l'altro ti ritrovi briciole sul balcone - con annesse cagate di piccione -, gomma della bici bucata - o bici senza pezzi - o chissà cos'altro. Ma se succedesse a me di subire tali dispetti, io chiamerei la scientifica e pur di sgamare chi è il vicino dispettoso sarei disposto a prendere una laurea in criminologia. E poi però è bene che quel vicino scappi, perché parallelamente al corso di piccolo CSI, farei una bella infarinata di pugilato, così da complimentarmi dei simpatici "tiri birichini" che mi ha tirato per tempo.
28 giugno 2011
Perso
(leggi e ascolta)
Kim quella mattina si svegliò solo. Non ricordava come mai si trovava là e ne tantomeno dove era. Un quadro, davanti agli occhi, un letto su cui giaceva e una finestra da cui entrava uno spiraglio di sole. Osservò meglio, non era un ospedale, ma una camera d'albergo con tutte le suppellettili che si possono immaginare. Aveva una grande insicurezza nella testa, dettata da una profonda paura. Non gli era mai capitato prima d'ora una cosa del genere. Si levò dal letto e tolse la tenda per scorgere l'orizzonte. Uno skyline mai visto, uno di quelli che solo nei film più comuni puoi vedere. Lui era li. Si vestì di colpo, ma si sentiva come vuoto. La sua testa per quello che ne capiva, lo era abbastanza. Gli venivano un sacco di pensieri, di azioni non fatte e di parole non dette, ma nulla che lo aveva condotto là . Cominciò ad uscire dalla camera per sentire anche solo un odore, vedere un colore, un dettaglio che lo riportassero ad un ricordo. Non sapeva dove era. Aveva solo impressioni ma non emozioni. Sembrava che quel luogo non gli apparteneva, ma ci era arrivato in qualche modo. Il cuore era pieno di battiti ma se aveva un legame non era lì. Quello se lo ricordava. Uscì fuori, sentì la mancanza di una direzione, ma il suo cuore lo avrebbe portato a casa. Sarebbe stato un lungo ritorno.
27 giugno 2011
Tutto quello che mi irrita #11: i bigotti. (il_cesco's post)
ecco. fatta questa premessa, voglio dirvi una cosa: odio i bigotti. mi irritano proprio. non trovo alcun motivo per seguire per filo e per segno la dottrina della chiesa cattolica apostolica romana.
- non trovo giusto che anzichè definirmi "essere umano libero" mi debba definire prima di tutto "cattolico"
- non trovo giusto che mi dicano loro in cosa credere, ed "essere certi di diversi dogmi" (che questa frase è un po' un cane che si morde la coda, non trovate?)
- non trovo giusto che debba essere sottomesso, dato che "i battezzati non appartengono più a se stessi, sono chiamati a essere obbedienti e sottomessi ai capi della chiesa", alla volontà di qualcuno. l'unica legge che rispetto (e neanche sempre, tra l'altro) è quella italiana.
- non trovo giusto affermare che il male del mondo debba derivare per forza dal "peccato originale" che un tipo con una foglia di ficus e il culo di fuori, senza due costole (e non è d'annunzio) commise tempo addietro, forse, non si sa.
(fonte: http://www.cattolico.info/catechismo)
una volta ero cattolico. poi sono stato operato alla retina e son tornato a vedere.
i bambini quando vengono battezzati piangono. acqua fredda? no, un semplice messaggio.
ascolto la musica rock. c'è anche quella cristiana. lì al posto di mangiare pipistrelli, si fanno la comunione.
non ancora ho acquisito la cresima. per farlo devo reprimermi ancora un po'.
non posso fidarmi di persone che si scagliano contro gli omosessuali e poi portano la gonna. ci vuole coerenza no?
detesto la pedofilia all'interno della chiesa. aspettate che diventino jailbait, cazzo.
non capisco i moralisti, e la loro mania autolesionista di dover leggere ciò che non compete loro. è come quando tuo fratello riceve una busta bianca e tu hai voglia di vedere cosa c'è. non si fa, no.
ragionate: i cattolici (cristiani) sono definiti "pecorelle". che richiama alcuni atteggiamenti particolarmente "proni".
ed infine, ecco un video, a tema.
26 giugno 2011
el sonido de neruda
Tengo hambre de tu boca, de tu voz, de tu pelo
y por las calles voy sin nutrirme, callado,
no me sostiene el pan, el alba me desquicia,
busco el sonido líquido de tus pies en el día.
Ricordati che devi morire. (S)battute/18
25 giugno 2011
pensieri
Non avevamo considerato che l’amore, signori, si nutre di se stesso, che l’amore è mancanza e quindi ricerca, che l’amore – sempre, anche se è super, superamore, supereros – per essere amore deve esporsi al fallimento, deve rischiare la propria fine, deve correre il rischio di non essere amato...
considerazioni "comuniste".
24 giugno 2011
American House
Non e' molto grande. Comoda potrebbe dire qualcuno. Ma qualcosa di personale, per come e', quando ti affezioni, poco importa come la "vedano" gli altri. Se per webcam, per telefono o semplicemente per sentito dire. Non ha grandi spazi ma comodi angoli dove poter vivere un pezzo della giornata. Per quanto ci abito, la trovo buona! Ha tutto, una comoda cucina di quelle a piastra, un buon forno a microonde e un buon frigo. Piccolo ma buono.
Ha il letto matrimoniale, nel muro. Qualcuno ha riso, qualcuno ha sorriso e qualcuno mi ha biasimato. Fa niente, nessuno di loro sa la comodita' che ha, come un cassetto. Che quando lo chiudi lo trovi praticamemte come lo hai lasciato. E poi quando devi dormire, apri e buonanotte. Ha tutto, un comodo armadio molto piu' grande di quando immaginavo, tanto da occuparne solo un terzo. Non manca niente in casa, e quello che non c'e' si puo' acquistare nei tanti negozi in strada.
Aspetta una cosa manca...la lavatrice. La lavanderia, in America cosi' comune, si trova in tutte le case al piano piu' basso. Anche io la possiedo ma in comune con gli altri. In comode monete da 25cent.
23 giugno 2011
tragedie greche.
22 giugno 2011
I temi di maturità
Tutto quello che mi irrita_#10: i msg senza risposta. (Michele_DVersion)
Abituato a rispondere a tutti, ed anche se sto facendo tardi (come spesso capita) o me la sto facendo addosso (non capita, trattengo), cerco di chiudere la conversazione e fare quel che devo. Vabbe' dipende spesso da chi sta dall'altra parte (il genere maschile non si offenda!). Molti pero' non hanno la stessa delicatezza, anzi se li contatti e sono occupati, "sti cazzi" puoi anche aspettare!
Sono, di solito, gli stessi che quando hanno bisogno di te, ti tartassano di telefonate e messaggi, letteralmante placcandoti, che quasi sfinito finisci per soddisfare le loro esigenze.
Sono gli stessi che una volta fatti i loro compiti non senti per tempo, riapparendo a tratti e cominciando la conversazione cosi'.
- Ehi, ciao come va? Non ti sei fatto sentire per niente!
21 giugno 2011
calma e sangue freddo.
20 giugno 2011
lines. (un post "sgradito")
19 giugno 2011
The cat(echism) is on the table. (S)battute/17
Agiamo in buona fede, tuttavia, se ci dovessero essere battute non "autentiche" vi invitiamo a segnalarle mandando una mail a crashtestbloggers@live.it
18 giugno 2011
Lettera a .....
Cara (inserite un nome, anche unoacaso)
...nelle mani hai una lettera mai-scritta e forse solo pensata nelle ore di silenzio. In quei momenti in cui guardavo qualcosa che mi ricordava te. Qualsiasi cosa. Ora so che, forse stai sorridendo e forse aspetti qualcosa che in queste parole non troverai, per quello poco prima detto. Puo' darsi che stai scuotendo la testa, come per dire "non ci hai azzaccato!" e se pure fosse, ci ho provato. Anche solo per un attimo a immaginarti. Con i tuoi movimenti, i tuoi sguardi, i tuoi sorrisi che ti rendono unica.
Probabilmente non avrai il tempo per fermarti a guardare ed a pensare su parole inesistenti, perche' non-scritte. Cestinerai questa,immaginando un'altra cavolata, e poi penserai bene di lasciare un commento a quel link che ti e' piaciuto tanto.
Forse per questo, non ho mai scritto questa lettera, sarebbe stata un'ennesima perdita di parole pensate e mai-scritte.
17 giugno 2011
American Market

Vi faccio qualche esempio. Il latte, alimento molto comune, viene venduto in "lattine" da un gallone, cioe' circa quattro litri, o da mezzo gallone. Senza contare l'infinita varieta' a cui si aggiunge quello al cioccolato o alla vaniglia delle stesse dimensioni.
Potrei continuare, la carne, di largo consumo la vendono in "comode" porzioni da 500gr, in su. Qualsiasi tipo di carne.
Senza dubbio, con lo spazio che hanno a disposizione, sicuramente non finiscono schiacciati.
Uscito, tornai verso casa, con qualche dubbio in meno qualche kilo di spesa in piu', alla ricerca di altri cliche della realta' americana.
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