18 dicembre 2010
agrodolce/23
17 dicembre 2010
Neve....non la si pensa sempre cosi'
Si sa che pero', dopo ogni nevicata, lo "schifo" che c'è per strada e' sempre lo stesso......e soprattutto se all'inizio si dice: "che bello!!!" dopo un
po' di giorni di neve incessante non la si pensa proprio cosi'.......
la matematica non è un'opinione (ma non sempre ha un senso)
16 dicembre 2010
pensieri d'inverno.
15 dicembre 2010
"Tu lo conosci Totti?" (Eventualità.)
14 dicembre 2010
nonostante tutto.

13 dicembre 2010
agrodolce/21
12 dicembre 2010
abitudine.

11 dicembre 2010
agrodolce/20
10 dicembre 2010
La seconda panchina del vialetto (vicino la croce)
- Si....ma chi si avvia???
- Non io di certo, arriverei tardi....e addio posto a sedere
- Vabbe' dai penso che qualcuno si avviera', provo a fare qualche telefonata e poi ci risentiamo! *click*
....il solito posto era un luogo di incontro, ereditato da generazioni antecedenti la mia. Era la seconda panchina del "vialetto" (partendo dalla fine). Il nostro modo per stare insieme, senza alcun pub, senza alcun riparo. Qualcuno forse della mia eta', ricorda quando il viale nei giorni festivi era pieno di gente che passeggiando chiacchierava con altri.....si ritrovavano tutti lì.
Non avevano bicchieri di cocktail o birra in mano, si rideva, piangeva, ricordava e raccontava tutto cio' che la giornata scolastica o di lavoro portava o avrebbe portato. Non c'era un limite di eta', eravamo giovani tra i giovani. A quelli piu' adulti, era riservato un viale parallelo dove si parlava di altro, dove si riuniva altra vita con altri tempi.
Ricordo il sabato, quando il freddo ancora ci permetteva di uscire, quando si riusciva a sopportare, il viale si riempiva. Il vociare misto al rumore delle moto che qualcuno portava con se', creava un ambiente ideale dove poter stare.
Le panchine erano il posto a sedere per poter vedere il passeggio delle tante persone, arrivate in ritardo, che aspettavano che qualcuno si alzasse, per poter riposare anche le loro, di gambe. Spesso il sedersi era il mondo per poter creare un punto dove incotrarsi, anche se poi passavi la serata in piedi a parlare. Anche le passeggiate, pur di non perdere il posto tanto sperato, si facevano a turno, alcuni arrivavano altri si alzavano ed andavano per poi ritornare.
Ogni panchina, almeno quelle in fondo erano luogo preferito delle comitive, panchine sature di gente. Ognuna aveva diritto ad una, anche perche' la distanza con quella successiva o di fronte, non dava motivo di stare insieme. Penso che ogni comitiva sceglieva una panchina dove ritrovarsi, e quando questa era gia occupata, si cercava di prenderne un'altra....attendendo che si liberasse.Venivano fatte vere e proprie ronde.
Immaginate che questo avveniva per ogni panchina installata lungo il viale (circa trenta), o almeno per una buona parte....
Oggi questo purtroppo non c'e' piu'....molti di noi, hanno lasciato il paese verso l'universita' perdendo l'abitudine di incontrarsi.....le nuove leve (quelli qualche anno piu' piccoli di noi) hanno cambiato ritrovo, preferendo angusti luoghi dove il caos e il rumore regna.
...forse temendo di perdersi preferiscono stare ancora piu' vicini fino a schiacchiarsi.....
oh (sogno o son pesto).
8 dicembre 2010
30 anni.
chapman disse "ehi, mr. lennon! sta per entrare nella storia!" prima di sparargli, ma si sbagliò. lennon era già entrato nella storia e, mr. chapman, mi dispiace, ma il tuo omicidio fu totalmente inutile.
ah comunque, mr. chapman, tu sì che sei un fervente cattolico, come ti professi eh, bravo, eh, complimenti, eh, sono senza parole. io il mito lennon non l'ho potuto vivere, ed è stata anche colpa tua se la sua conoscenza è avvenuta solo tramite fogliettini, cd, cassette rubate, web e cazzate con meno personalità di quanto possa essere qualsiasi materiale di un artista ancora in vita (e badate, non scrivo vivo, ché lo è ancora). e comunque, mr john, anyway you are, R.I.P.
beck's (non la birra.)
6 dicembre 2010
come in un cerchio. (con le diramazioni, però.)

considerazioni.
4 dicembre 2010
agrodolce/19
3 dicembre 2010
piantala.
i biologi ci hanno diviso per “regni” ossia: quello animale, (e guarda il caso, siamo bestie), quello vegetale e quello minerale. però pensavo, magari c'è qualche “parentela” non dico tanto con le “pietre” ma almeno tra le due tipologie di “viventi”.
e così, sulle persone:
alcune persone sono rose: ti avvicini, sono bellissime, vistose, ma poi ti pungi e a volte il loro odore da fastidio, altre volte “non sanno di niente” (e, comunque, appassiscono inevitabilmente)
alcune sono gigli: simboli di “purezza” e per questo non si fanno “scalfire” da nessuno.
alcune sono girasoli: vanno laddove c'è l'energia positiva, e sono sempre al top della forma, e spariscono non appena non c'è luce.
alcune sono prati all'inglese: stanno lì, terra terra, e ci piove sopra e quando gela fa la rugiada (si dice la “'uazza” dalle parti mie) e poi vengono calpestate in continuazione ma rimangono sempre allo stesso modo.
alcune sono gramigna: inutili e fuoriluogo, rovinano tutto ed è difficile l'atto di estirparle (ossia, levarseli dai cosidetti è un'impresa).
alcune sono erba rotolante: vanno laddove la corrente le porta, “dantescamente” ignavi.
alcune sono piante carnivore: “uh, che bello!” zac!
e poi ci sono i cachi.
2 dicembre 2010
non ci potevo credere quando ho scoperto che...

1 dicembre 2010
agrodolce/18
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