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25 gennaio 2011

Beh? Anche io ho le mie piccole perversioni.

"Attenzione perchè il piatto è bollente."

Credo sia la frase più pronunciata all'interno dei ristoranti cinesi. Per me è una sorta di "non pensare all'elefante", anche se in questo caso si tratta di una proibizione più profonda e nascosta, non dominata da leggi di causa-effetto così visibili e dolorose.


Ogni avvertimento finisce col macchiarsi inevitabilmente di mistero. Chissà cosa accadrebbe se immergessi il phon nell'acqua. E se corro con le forbici in mano? E se vi uccidessi tutti? No, mi hanno insegnato a non farlo, i miei genitori sono sempre stati ca-te-go-ri-ci, soprattutto sull'ultimo punto. Non per una questione di comandamenti... altrimenti sulle tavole della legge bisognerebbe aggiungerci
 
11. Non camminare scalzo
12. Non desiderare l'Emilio Robot altrui
13. Finisci tutto quello che hai nel piatto
 
Eppure io mi sono scottata un sacco di volte, so benissimo a cosa porta toccare un oggetto bollente.
Ogni volta che vedo una superficie ghiacciata devo assolutamente constatare che sia realmente ghiacciata camminandoci sopra, con attenzione, ma devo farlo. Non ditemi di non fissare il sole per più di 10 secondi, altrimenti vado a cronometrare quanto tempo impiego per diventare cieca.


Non voglio giustificare le perversioni, i divertimenti... le serate di beneficenza, insomma chiamatele come volete. Molti aspetti della vita possono sembrare affascinanti e misteriosi, semplicissimi da raggiungere, soprattutto per chi ha i mezzi economici e tonnellate di viagra.
Non voglio parlare di B. perchè mi vergogno. E' un po' come vedere per sbaglio un parente o amico nudo. Devono passare alcuni mesi prima di poterlo guardare senza provare imbarazzo/schifo. 
In questo caso devono passare anni prima di poterlo guardare con l'imbarazzo e lo schifo di prima.










Fino a pochi mesi fa, l'indecenza per me era un sinonimo di "Alvaro Vitali". 
Sono costretta a ricredermi?

24 gennaio 2011

Convenevoli.

Che poi io non capisco proprio perché l'unica persona ad amarmi incondizionatamente sia la sfiga.
Non è mica vero che bisogna essere in due a fare le cose.

"eccoti, ciao, come stai?"
"ma insomma, bene, grazie, si fa quel che si può"
"eh sì, è sempre così"
"è sempre così un paio di palle, scusa il francesismo".

Convalescenza.

Ho deciso di cercare un posto dove andare ad amare. Ho deciso di cercare un tempo dove smettere di sentire. Perchè è così facile credere che esista? Nei nostri luoghi sommersi giocavamo a far l'amore fra le sentinelle degli eserciti e gli sguardi soffusi. Perchè è così bello mettere insieme parole che suonano dolci.
Nelle nostre strade distanti ci rincorrevamo sui pensieri per vedere chi raggiungesse prima quello dell'altro. Arrivavamo sempre pari come se ci ostacolassimo a vicenda per tutto il tragitto fino a raggiungerci. Cercavamo la vittoria per sentirci sempre più uguali, sempre più simili. Come gocce in un acquario giocavamo a non farci distinguere. Ce l'avevamo quasi fatta.
Nei nostri luoghi giocavamo a far l'amore perchè volevamo essere una cosa sola. Sentivamo rumori di cui preoccuparci senza smettere, consapevoli delle nostre splendide allucinazioni. Tremavamo all'unisono come se fossimo capaci di una catastrofe naturale. E lo eravamo.
Gridavamo il nostro amore per paura che non si sentisse. Abbiamo gridato talmente tanto che poi ci siamo storditi l'uno con l'altra. L'una con l'altro.
Ci stringevamo le mani per non farci scappare. Avevamo il guinzaglio per non morderci con i nostri occhi d'avorio. Sentivamo l'odore per riconoscerci come le zone poco nobili dei randagi. Eravamo animali per estraniarci dal mondo invidioso delle nostre parole talmente perfette da essere poco credibili.
Noi ci credevamo. Forse.
Ci ascoltavamo piano per pesare ogni frammento, ogni momento di angoscia del sentirsi così soli.
Credevamo davvero potesse durare per sempre.
Corro sola nei campi di grano atomico, nati per caso da una bomba ad orologeria. Grazie a Dio il mondo è ancora intero, così come l'ho lasciato. Forse anche meglio.
Un verde così bello non l'avevo ancora mai assaporato.

agrodolce/35

la vita è imprevedibile e certe situazioni non sai gestirle. come quando stai scaricando un film e invece ti esce un porno.

23 gennaio 2011

agrodolce/34

"persone come quelle bisogna trattarle con i guanti, o prenderle con le pinze".
"è vero: toccare la merda a mani nude non è il massimo."

22 gennaio 2011

io, onestamente non capisco.


io, onestamente, non capisco.

non capisco perché ci si ostini a dire che siamo in missione di pace ma i militari (artiglieri o simili, ma poi...se siamo in missione di pace perché ci sono gli artiglieri?) cadono giù come i frutti dagli alberi, con la differenza che se ti piove una mela dall'alto (a meno che non sia newton e scopra la gravità) la raccogli e la mangi, ed è una cosa buona, ma se cadono le persone, quelle no, né si mangiano, né si rialzano più.

non capisco perché se si va con una donna che si incontra una sera in discoteca si è un puttaniere, ma se la si porta "a palazzo" e si fa un festino "abbastanza" orgiastico no.

non capisco perché il pieno mi costi davvero, davvero un occhio della testa, e anzi, mi viene in mente che non ho mai sentito che qualcuno si sia dato fuoco o abbia dato fuoco a qualcosa, negli ultimi tempi (sarebbe morto e squattrinato, o piromane e senzauneuro).

e tante altre cose. ora ditemi, sarò scemo, ma voi riuscite a concepirle?

riuscite a giocare al "totosoldato in missione di pace: scopri chi sarà il prossimo!"? (io no.)

riuscite ad essere felici ché c'è gente che si spaccailculopermilleurodicomillemicasettemilaalmeseenonanotte? (io no.)

riuscite a non dar peso al fatto che "ohhh questo weekend facciamo una gita fuori porta!" e dato che il serbatoio langue il "fuori porta" è il centro commerciale? (io no.)

damn. onestamente, non capisco.

(forse, recrimineranno alcuni, questo post è "politicizzato", o forse realista. e perdonatemi lo sfogo, please. ah, un'altra cosa: non è detto che la mia posizione sia quella di tutti i colleghi di questo blog, anche se, se ci dovesse essere, qualche "compagno di scrittura" con analogo pensiero mi farebbe immenso piacere, sì, sì.)

21 gennaio 2011

Credo di dover iniziare dall'inizio. Eureka.

Distesi cercavano una soluzione.Era una giornata di novembre, cupa, fredda, come al solito. Le nuvole facevano del cieloun vecchio materasso. Sporco, consumato, di quelli che la mattina ti fanno svegliare con ilmal di schiena.Simile al materasso sul quale erano distesi loro. Loro erano due pseudobenpensanti, ragionativi e non razionali, romantici e poco sentimentali, cinici e speranzosi. Si chiedevano il perchè. In quella stanza, occupata da un letto, un piccolo comodino colorato, uno stereo e un curioso lampadario, veniva a galla la complessità del mondo. Tutto è più semplice in due. Anche la complessità. La compassione. Forse era quella a tenere così uniti i due. Due è un numero semplice, ma il più difficile da ottenere. Era su questo che si interrogavano. I pensieri erano l'unica cosa che riempiva davvero quella stanza. Rendevano l'aria così densa che il cielo fuori sembrava essere entrato nella camera e confuso con il soffitto. Erano soli in casa. Il silenzio era rotto solo dalle loro parole e dal suono di una dolce ballata. Il rock melodico concilia il pensiero. Sembrava di vedere le parole scritte nell'aria. Forse perchè scrivere era più congeniale a entrambi. Avrebbero potuto parlare per ore, giorni, mesi. Milioni di parole sarebbero rimaste impresse su quelle pareti. Sconnesse, simboliche e significative. Ma, nessuno dei due, in così tante risposte, avrebbe trovato quella alla propria domanda. Che poi era la stessa per entrambi. Forse ne erano consapevoli, ma l'atmosfera di quella casa, così vuota e profondamente piena, li confondeva. Li drogava, talvolta se ne rendevano conto. Ma l'oppio di quelle mura era così rasserenante che si chiedevano perchè non avrebbero dovuto goderne. E così fecero. Rimasero lì per giorni. Due pacchi di sigarette e un po' d'acqua. Non avevano bisogno di altro. Si cibavano delle loro parole. Uno di quelle dell'altro. Eppure, nessuna parola poteva saziarli. I due bohemiene fuori dal tempo combattevano contro quello che non c'era: una soluzione. Ci sarebbe voluta una rivoluzione linguistica per esprimere il perchè che cercavano. Il perchè del loro insieme. Il perchè la matematica sia un'opinione. Il perchè il due, a volte, significhi uno solo. Poi l'illuminazione. L'aria iniziò a diradarsi. La ballata era finita e le parole si erano improvvisamente bloccate. Un'alba. Una rinascita. Un abbraccio. Si addormentarono.

Nuovi arrivi.

Diamo il benvenuto ad una nuova arrivata nel blog, e siamo sicuri che la sua collaborazione darà sicuramente buoni frutti. In bocca al lupo...nel frattempo lei ha anche un altro blog, altrettanto interessante, che potete trovare esattamente qui.

In bocca al lupo.

clochard improvvisati.


è un po' che non mi faccio la barba.

comincio a tendere al grande puffo, con qualche centimentro in più e senza la gaia calzamaglia rossa. ah, già, non sono blu, e non ho una coda a forma di pene (si può dire sul web?) che mi spunta da dietro il culo (questa si può dire). però con la barba, quella sì, ci siamo.


20 gennaio 2011

ah, l'amour. (lei lì, bellissima, alla fermata...)


si innamorava lui, ogni volta che passava davanti quella fermata. e ciclicamente, lei era lì, a volte sì, a volte no. e lui era lì, sempre, ad aspettarla.






aveva proprio perso la testa.






poi però, rinsavì: capì - finalmente - che cinquanta euro davanti, ottanta euro dietro non erano il prezzo giusto per il vero amore.



dannazione.

19 gennaio 2011

st(r)ati d'animo - 8




#8 - lunaticità.

finisce così la serie di post che vi ha accompagnato per qualche giorno, e spero che siano stati di vostro gradimento.

otto immagini. ma con più di otto significati.

(da domani si ricomincia con post - quasi - normali. ah, una cosa: io, ovviamente, non sono possessore di queste immagini, che sono proprietà dei rispettivi autori. - il disclaimer dovevo metterlo -)

18 gennaio 2011

st(r)ati d'animo - 7


#7 - spensieratezza.

17 gennaio 2011

st(r)ati d'animo - 6


#6 - nostalgia.

16 gennaio 2011

st(r)ati d'animo - 5


#5 - stupidità (quella sana).

15 gennaio 2011

st(r)ati d'animo - 4


#4 - amore.

14 gennaio 2011

st(r)ati d'animo - 3

#3 - rabbia

13 gennaio 2011

st(r)ati d'animo - 2


#2 - felicità

12 gennaio 2011

st(r)ati d'animo - 1


#1 - apatia.

11 gennaio 2011

st(r)ati d'animo - prefazione


non voglio spendere molte parole.

partiamo dal presupposto che le sensazioni sono irrazionalità estrema, e quindi difficili da esprimere con le parole. è per questo che userò immagini, in questa serie di post (finita, a partire da domani), scovate nel web e raccontate da un pensiero flash di uno o due (tre? quattro? cinque?) vocaboli ché le parole, a volte, sono di troppo.

immagini. fermiamoci sulla bifrontalità del termine che racchiude l'essere visionario (un quadro, per dire) e l'essere concreto (una foto, ad esempio). le immagini sono un po' come noi: ci arrampichiamo sugli specchi per inseguire un sogno (visionari) anche se abbiamo la coscienza del fatto che non abbiamo artigli abbastanza forti e affilati (concreti), e quindi spesso scivoliamo.

otto immagini.

otto giorni diversi.

otto. inclina la testa verso destra e vedi "infinito". infiniti proprio come i nostri st(r)ati d'animo.

10 gennaio 2011

agrodolce/33

"la vita è come una scatola di cioccolatini". con la scadenza, c'è anche roba che non piace e alcune cose ti mettono mal di pancia. a questo la mamma di forrest non c'era arrivata.

9 gennaio 2011

Cinismo mon amour.

"puoi sopravvivere solo se nascondi la verità alle persone più care: così potrai proteggerle nel caso dovesse andare qualcosa storto."

l'ho sentita in un telefilm cinico e macabro, a tratti.

ma, cazzo, quant'è vero.

ci sono segreti che è meglio che rimangano tali, e in questi casi "be politically correct" se ne va a farsi fottere, ché i sentimenti che alimentano un rapporto sono roba che non appartiene a romanzetti di scrittorini di serie b (che ti insegnano a seguire il diagramma di flusso di un rapporto senza però tener conto che non siamo frutto della loro immaginazione, ma esistiamo veramente, e quindi siamo inspiegabili e imprevedibili).

i sentimenti non sono quella che si chiama fuffa, ma sono una cosa seria. talmente seria che a volte credo di non essere capace di provarne più. e invece, invece, vengo smentito nella peggiore delle maniere, ossia da me stesso: "sei tu a dirmi che non è che non ho sentimenti, imbecille, è solo che non voglio accettarli".

se devo dirvi la verità, questa non è la migliore soluzione, tra le due disponibili. non voglio "aver paura di provare qualcosa". preferisco non provare proprio, piuttosto che essere tramortito dalle mie stesse sensazioni. per cui, cinismo, entra in me, please, in maniera da non aver più segreti per tutta 'sta gente che mi gira intorno, va'.

8 gennaio 2011

domandare è lecito. rispondere è (purtroppo) cortesia.


"domandare è lecito. rispondere è cortesia." mi chiedo chi abbia inventato questo detto...secondo me qualcuno di molto pettegolo.

comunque, l'altro giorno mi hanno chiesto della mia situazione sentimentale. io sono scoppiato in una sonora risata. avrei voluto ridere così tanto da distogliere l'attenzione dalla domanda, ma poi ho dovuto rispondere e, dannazione, avrei potuto anche rispondere così:

"mi sono messo con la donna invisibile. gran sesso perverso."

"sto per sposare la donna della mia vita. è rimasta incinta. forse è anche la donna di un po' più sotto della mia vita."

"è bellissima. ha solo un gran difetto: l'alitosi. la mattina quando ti svegli affianco a lei sembra di essere ad hiroshima: il suo alito e nulla intorno."

"no, no, sono single ortogonale decaffeinato."
"capisco..."
"io non tanto."

"ci amavamo tanto, ma poi l'ho lasciata e non penso che mi perdonerà mai: la statale di notte è un brutto posto."

"non c'era più feeling. eravamo diventati come i "cugini di campagna" con quella cazzo di "anima mia" cantata con quelle tutine in una qualsiasi trasmissione televisiva".

e, infine...

"ho dimenticato un regalo di natale per te, che sbadato!"
"stai tranquillo, non fa nulla!"
"no, vabbè, comunque ce l'ho qua se vuoi."
"grazie, ma...cos'è?"
"un pacchetto di cazzi tuoi, la prossima volta che decidi di non farteli".

(per la cronaca, se per caso fregasse a qualcuno, ho risposto: "haha. bella giornata oggi, vero?")


7 gennaio 2011

Collaborazioni d'eccezione.


si fotomonta qui.

prodotti spettacolari...



...perché non c'è mai limite alla solitudine umana.

(ora ditemi, il senso qual è? non sarebbe meglio cominciare ad avere una vita sociale piuttosto che parlare con una macchina, essendo poi consapevoli che comunque l'ultima parola nella conversazione ce l'avrà lei? boh. Ci affanniamo tanto a ricreare l'essere umano, o meglio, la sua intelligenza, ma non abbiamo l'acume che ci permetta di concludere che, sì, forse dovremmo fare un "upload" della nostra personalità).

"Everyone thinks of changing the world, but no one thinks of changing himself." (cit.)

6 gennaio 2011

agrodolce/32(detto & sfatto - special extended version)


"quando mettono le mani su una cosa che è tua devi stare attento". ecco perché consiglierei di non far uscire la tua ragazza con il tuo migliore amico.

"attacca l'asino dove vuole il padrone". e l'asino, per inciso, è quello con le orecchie lunghe, eh.

"la migliore vendetta è l'indifferenza"...dicevi?

"non credo che le favole possino diventare vere". neanche io credo che tu possa azzeccare i congiuntivi ma, a volte, capita. (non ora, ma...)

"non so come descriverti quel momento, è stato magico..." hai partecipato ad una seduta spiritica? forte.

(ahimé, tutte sentite, queste, eh...compreso il congiuntivo che non si "ricongiunge" alla lingua italiana. auguri comunque, befane, e non portatemi carbone ché, nonostante possa sembrare il contrario, sono stato - abbastanza - buono.)

5 gennaio 2011

agrodolce/31

peccato per quelli intelligenti che non sanno essere stupidi, ché si perdono il lato geniale della vita.

4 gennaio 2011

agrodolce/30

anno nuovo, vita nuova. mavvaffanculo, va'.

3 gennaio 2011

"mamma mi ha fatto monella." mmh. dici?


bambinette che giocano a fare le "grandi", troieggiano nel bagno, facendosi foto davanti allo specchio, modificate poi con scritte e scrittine di un improbabile rosa shocking o foto ritoccate in maniera piuttosto indegna, per rendersi "belle" (come sopra, questa non si sentiva in pace con se stessa se non si ingrandiva le tette...ma vaffanculo va').

bambinette che parlano come il libretto di un disco techno.

bambinette che leccano lecca lecca per far vedere che loro "ci sanno fare" ma che non ancora capiscono che la sensualità è qualcosa di diverso di una foto sovraesposta e un chupa chups in bianco e nero e poi "ommioddio ma sei ancora tredicenne, ma che cazzo fai!?".

bambinette che poi partecipano ad improbabili "concorsi" su social network, popolati da altre bambinette che si atteggiano come quelle testé descritte.

cosa credete? di far venire la sindrome da stefano accorsi stile ultimo bacio ad un folto pubblico? (fermo restando che per quanto decerebrata martina stella ha comunque frequentato l'accademia d'arte drammatica e bla bla bla.)

sarò scemo ma io-non-capisco.

no. tua madre non ti ha fatto monella. tua madre ti avrebbe dovuto far recitare "monella". il film di tinto brass.

(questa gente qui scredita il quasi intero mondo femminile che, parbleu, è popolato da ragazze o donne che non hanno nulla a che vedere - per fortuna - con certi esseri.)

2 gennaio 2011

Pagine "utili".

Stiamo aprendo una pagina su Facebook. Se volete, passate qui

c'era una volta vasco (titolo da favoletta da fan e, invece no, è qualcosa di diverso.)

(ho passato due giorni in una sorta di stato che definirlo meditazione è riduttivo. ho pensato un po' per me stesso e a me stesso. e ne uscito fuori questo pezzo che, credetemi o no, con vasco c'entra poco e niente.)



c'era una volta vasco.

il grande vasco. non quello di oggi pieno di spot e riportini e luoghi comuni e "te, me, se, eh".

c'era il vasco che non aveva un cazzo di estensione ma come cantava lui non cantava nessuno.

c'era il vasco di tante belle canzoni, canzoni vere, canzoni che a volte sì, sapevano di ago in vena, ché l'eroina l'hanno provata in molti nel rock e lui ci ha perso pure un amico per quella merda.

c'era il vasco graffiante, il vasco che era un anti status symbol, il vasco che se tu ascoltavi vasco eri rock.

poi vasco è andato a puttane. probabilmente ci sarà stato anche prima,vabbè.

beh, dal momento in cui ha cominciato a starnazzare sui luoghi comuni, discograficamente parlando, non ha avuto più timpani per me, anche se da buon fan un paio di peccatucci li ho fatti.
ma ora vi voglio parlare di una canzone del vasco "buono".
vi parlo di "vivere", ché la vita non lo so come va, ché ho ventitrè, ventitrè dico ventitrè anni e sono ancora troppo pochi per raccontarli, e quando nascevo io appena cinque o sei anni dopo sarebbe arrivata quella canzone. ma la apprezzai in seguito, ché io, per fortuna o per mia sfortuna, guardo indietro, nel passato. in particolare quello che faccio, oggi, è soffermarmi su una frase: "oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento", per introdurvi un paio di concettini.




31 dicembre 2010

Ogni 31 e' sempre lo stesso 31.....



- Ma sicuro che mangeremo tutto????
- Si, dai.....stai tranquillo!!!!

....sempre cosi'. Ogni anno, ci troviamo nel giorno piu' tragico per poter fare la spesa. Giorno in cui tutte le persone si riversano per le strade, per fare la stessa cosa: invadere e negozi e comprare tutto il comprabile.
Sono questi i giorni che le persone dimenticano la crisi e spendono quello che forse non avrebbero speso neanche in un ristorante.
I Negozi, come ogni anno, strabordano di persone. Persone spesso irritate dalla fila che stanno facendo, per poter prendere anche qualche fesseria.
A questo si aggiunge l'imparagonabile traffico che popola le strade, traffico che vedi solo in queste date, macchine piene di acquisti o macchine vuote alla ricerca di negozi con meno gente....
Il cenone, evento annuale, sembra tutti gli anni, cena per una moltitudine di persone. Si compra e prepara l'impossibile, in quantita' industriali, e quando si arriva a tavola, spesso si e' gia' sazi. Ed ogni anno, si fa lo stesso proponimento: "l'anno prossimo, dobbiamo comprare meno cose, senno' si butta tanta roba!".........e anche se alla fine compreremo un sacco di cose...sara' un modo per fare daccapo lo stesso proponimento per l'anno successivo...

Buon 2011

capo-danno (non farò il trenino. giuro.)



finisce quest'anno. c'era da aspettarselo, accade tutti gli anni lo stesso giorno...o no?

finisce quest'anno fatto di belli e brutti ricordi. finisce e se li trascina via, con un colpo di spugna. con la prontezza di una massaia che deve far risplendere casa propria in attesa di avere ospiti, e con la differenza che io non so ancora chi cazzo "ospiterò", o chi farò entrare nella mia vita. di sicuro so chi è ormai bandito. e questo è già un gran bene.

finisce questo 2010 che ha avuto 365 occasioni per farmi rinnegare e non le ha sfruttate tutte, e per questo lo ringrazio.

finisce questo 2010 che ha avuto altrettante occasioni per farmi sorridere e non le ha sfruttate tutte, e per questo lo mando a fare in culo.

finisce questo 2010 e mi rendo conto che effettivamente è stato, più che un annus horribilis o annus mirabilis, un annus lunaticus. ma non è meglio così, odio quando le cose non assumono un carattere certo.

e comunque, tra 24 ore sarà già finito tutto, abbondantemente. è questa la grande illusione, la grande beffa, in cui ogni anno crediamo: un numero, l'ultimo numero, posto sull'ultima pagina del calendario.
ebbene, questo numero per noi è magico: brindiamo sperando che dal primo giorno dell'anno nuovo cambi tutto. bene, ignavi miei, anno nuovo o meno il cambiamento sta a noi. cacciate gli attributi.

nel frattempo, auguri, e facciamo (mi ci metto in mezzo) poche cazzate, l'anno venturo. per prima cosa, non farò il trenino. poi, per il resto, si vedrà.

30 dicembre 2010

agrodolce/29

c'è poco da fare, certa gente ha l'anima con l'alitosi.

29 dicembre 2010

è una catena ormai, che scioglie 'o ssang' dint'e vene, sai...


non provate minimamente a mandarmi catene di sant'antonio questo capodanno. vi spedisco clarissa, la ragazzina tipo samara che vi uccide lentamente se non copiate e incollate il link di questo post su almeno 15 contatti. fatelo.

un amico mio non l'ha fatto e ha dimenticato l'uso della esse. ora quando compra le sigarette dice "winton blu" e il tabaccaio le scambia per un piatto cinese, indicandogli dov'è "honk kong", il ristorante, ossia un chilometrello più giù.

una mia amica non l'ha fatto e ora ha la ricrescita dei peli accelerata.

mia sorella non l'ha fatto e ora è mia sorella.

il cane di un mio amico non l'ha fatto e ora parla solo dicendo bau.

la brum del mmh che ha un pss nella mmh non l'ha fatto e...

(ma come fate ancora a credere a 'ste cose!)

28 dicembre 2010

l'anello (breve, davvero breve, storia postnatalizia sull'essere "padroni del proprio mondo").


[...]"aveva ricevuto come dono natalizio questo anello, che se lo giravi in senso orario, apparivano solo le persone che gli aggradavano, se lo giravi in senso antiorario solo quelle persone che non sopportava.
decise di far rimanere l'anello stabile, fermo, di non farlo girare, per non avere grane, quando si accorse che l'oggetto di cui andava fiero si stava rivelando un'arma a doppio taglio. il guaio capitò quando un giorno lo perse. rimase totalmente, dannatamente, impensabilmente fottuto, e solo".

(traeteci voi una morale, da 'sta storiella.)

27 dicembre 2010

meet me in montauk.


l'altro giorno ero in macchina, aspettando che arrivasse una persona e poi, poi mi sono accorto di quanto il tempo passi velocemente. ma la memoria resta. ed è giusto così. no?


26 dicembre 2010

te piace 'o presepio?



"uh che carini, i presepi fatti con materiale riciclato!".

parliamone.

c'era questo presepe fatto di carta e anime dei rotoli e panni e pasta di vario formato. il tutto in uno scenario di carte stellate, bla bla, e polverine dorate. qualche osservazione:

a. le pecore sembravano maiali

b. i re magi avevano braccia che manco jack skeletron (o skellington, se sei anglofono, "o lettore ignaro")

c. la cosa che più mi inquietava, però, era constatare che ogni santissimo personaggio del presepe, san giuseppe compreso, aveva un qualcosa che lo facesse somigliare ad un enorme, spropositato, inguardabile

fallo di gomma.

e gesù, ommioddio, era un rigatone.

(...ad eduardo: se me l'avessi chiesto, avrei risposto di no.)

25 dicembre 2010

Racconto di un Natale Incredibile...



- Non mi crederebbe nessuno!!!!- diceva cosi' il povero Cosimo con le mani tra i capelli.

- Ma cosa???? E' possibile che stamane il tuo volto e' talmente sconcertato che sembra che hai visto un morto!?!

- No! E' impossibile!!! Sembrava cosi' reale, ma so che e' impossibile!

- Eppure ieri non eri cosi' a pezzi. Cioe', eri a pezzi, ma in senso alcolico. Ieri abbiamo un po' esagerato!!!- cosi' Walter cercava di far sfogare l'amico, che a dirla bene, non aveva una bella cera.

- Ti giuro che l'ho visto! E che era proprio lui!!! - sussurrava dopo un attimo di silenzio, con lo sguardo perso nel vuoto.

- Ma chi??? Dannazione, vuoi parlare? O vuoi rovinarti il giorno di Natale? Sfogandoti forse ti sentirai meglio.

- No, sono ancora un po' scosso....ma raccondandoti quello che e' successo....forse....c'e' la possibilita' che tu mi prenda per pazzo!

- Non c'e' pericolo, per me gia' ci sei!

- Ah allora, non ho nulla da perdere...- accennava un sorriso, e schiarendosi la voce, comincio' a raccontare la sua storia...
-...Era ormai notte fonda quando sono tornato a casa. Ho avuto appena il tempo di mettermi comodo e di coricarcarmi. Stavo dormendo quando ho cominciato a sentire rumori per casa. Ho aperto gli occhi per controllare se stessi sognando, ma i rumori, anche se molto flebili, contunuavano. In un primo momento, ho pensato venissero dalla casa dei vicini, invece no, venivano proprio dal salotto....

- Hai trovato i ladri? La notte di Natale, per giunta? - interruppe Walter

- Affatto! Fammmi finire....

- Continua continua....

- Stavo dicendo......i rumori venivano proprio dal salotto, dal mio salotto. In quel momento con un candelabro in finto argento in mano, il primo oggetto contundente che ho trovato, ho cominciato a percorrere il corridoio per arrivare in salotto.
Vedevo gia' la sua ombra, era solo, e per un attimo forse avevo una speranza di non farmi portar via quei pochi oggetti di valori che possedevo.
Ogni passo che facevo, nel buio riuscivo a vedere meglio la sua figura. Era alto e robusto, molto robusto. Quando sono arrivato in salotto, la sua figura era definita, ma i miei occhi spalncati non riuscivano a credere a quallo che stavo vedendo.
Con un colpo di tosse mi annunziai, in quel momento girandosi, capi' che le sue intenzioni non erano violente, anche perche' al posto di prendere i regali che stavano sotto il mio modesto albero, li stava aggiungendo! In un attimo ero sbiancato, e lui con un sorriso mi disse, che anche se non ci credevo, quest'anno era riuscito a passare, e aveva pensato bene di lasciare anche qualche regalo in arretrato.....

-.....aspetta, tu mi vuoi far credere di aver visto Babbo Natale? Ahahhahahahaha, l'alcool ieri ti ha dato alla testa? ahahahhahaha

- Ora capisci perche sono sconvolto, anche io in un primo momento, mettendomi a letto, ho pensato che forse erano state allucinazioni.....Ma stamane appena sveglio, ho trovato pacchi regalo, che fino a ieri non c'erano.....sembra incredibile......

- E' incredibile!!! diceva Walter, che ora non sorrideva piu'

- ....c'e' anche un regalo per te, che mi ha lasciato, con un biglietto sopra. - disse Cosimo consegnandogli un pacco grande quanto una scatola di scarpe
Walter apri' il regalo impaziente di vedere cosa era. Una macchina radiocomandata. Anche la sua faccia sbianco', l'aveva desiderata quando era ancora piccolo, ma nessuno gliela aveva ragalata. Apri' il biglietto e riconobbe la letterina che mando' quindici anni fa.....era incredibile non gli avrebbero mai creduti....

24 dicembre 2010

caro mr. santa (non ti chiedo).

caro mr santa,

non ti chiedo la pace nel mondo: è ipocrita e scontata.

non ti chiedo la wii, e neanche la xbox 360, ché non sono prioritarie.

non ti chiedo neanche l'ultimo cd di quell'artista di cui ti parlavo nella lettera precedente, perché sono sicuro che ti ricordi, in quanto possessore di un'ottima memoria: ho già provveduto da solo.

non ti chiedo soldi, non ti chiedo salute (sennò saresti branko con il suo oroscopo del 2011).

non ti chiedo successo, me lo voglio guadagnare.

non ti chiedo carta per scrivere: scrivo già su un pc e sicuramente il risultato è più leggibile dell'inchiostro su foglio che imbratterei, altrimenti, con zampe di gallina qua e là.

non ti chiedo una bella voce, non saprei a chi cantare, né se in questo momento ci sia qualche persona disposta ad ascoltarmi.

non ti chiedo di darmi la voglia di suonare di nuovo: aspetto il brivido, che venga da me.

potrei non chiederti tante altre cose. e invece in ultimo cerco solo una cosa da te:


dammi una cazzo di fottutissima vita tranquilla, anche a rate, please.


grazie, F.


PS: a quanto pare, ti sei già messo a lavoro, e la cosa mi aggrada alquanto. se vuoi, stanotte, il latte è in frigo, e ci sono dei biscotti. serviti pure.


(ah, comunque, auguri a tutti, tranne ad alcuni, ai quali spero che il torrone vada di traverso!)

auguri di buon natale

auguri a tutti i bambini del mondo

quelli che sono felici del regalo ricevuto
quelli che sono felici anche se non hano ricevuto nessun regalo
quelli che vivono il loro natale in un orfanotrofio
quelli che sono poveri
quelli che sono ricchi
quelli che fanno i capricci
quelli che vogliono sempre giocare
quelli che dicono le bugie
quelli che fanno incavolare i genitori
quelli che non conoscono ancora la crudele realtà del nostro mondo
quelli che cercano ogni giorno un abbraccio
quelli che danno ogni giorno un bacio
quelli che ci fanno ricordare il Piccolo Principe
quelli che sono discriminati per il colore della pelle
quelli che non sano cos'è il natale
quelli che non credono al natale
quelli che sono nati a natale
quelli che aspettano tutto l'anno il natale
quelli che ci ricordano che anche gesù è stato bambino

BUON NATALE!!!!

agrodolce/28 (messaggi culinari subliminali)

ho ricevuto in regalo della cioccolata, spalmabile per giunta...un invito per andare a cagare un po' più spesso?

23 dicembre 2010

...E poi ci sono i ragali di Natale



Il clima natalizio, a detta di molti, e' sempre quello piu' amato. Non si sa perche', saranno le luci, i festoni in casa e per la strada, lo stare insieme, i regali......i regali
...Come tutti gli anni, compleanni a parte, ogni individuo si trova davanti ad una lista di regali. Regali che si devono necessariamente fare.....Il problema che investe un po' tutti, e' quando farli!
I previsionisiti, comprano tutto, alla fine di novembre, e gia' da quella data tutto e'impacchettato con tanto di coccarda e biglietto di auguri. Conservato in un armadio e pronto per vedere la luce solo il giorno della vigilia.
Poi ci sono, i riciclatori, nel loro intrigo di amicizie e parentele, costruiscono un vero e proprio diagramma dei regali ricevuti e avuti, in modo da non dover presentare lo stesso regalo ricevuto, magari cinque anni prima. Spesso trasformano i loro garage o ripostigli in depositi per la permanenza corta o lunga di un dato oggetto, pronto ad essere riusato in qualunque occassione, anche al di fuori del Natale stesso.
Seguono i calcolatori, menti matematiche anti-crisi, calcolano i soldi spesi negli anni precendenti, per vedere se quelli ricevuti corrispondano a quelli versati. Calcolano al centesimo anche il bigliettino usato, conoscendo a memoria spesso tutti prezzi degli articoli da regalo degli anni correnti.
Infine ci sono i ritardatari, questi individui pensano di avere talmente tanto tempo, che alla fine si riducono a non aver acquistato niente fino al giorno della vigilia. La mattina del ventiquattro li vedi alzarsi prestissimo, raggiungendo i vicinissimi centri commerciali, per incontrarsi insieme ai loro simili, e acquistare l'impossibile. Spesso sono talmente stressati, che incartano tutto quello che gli capita a tiro. Sono incartamenti di fortuna con coccarde mezze scollate, trofei della loro vittoria contro il tempo......Esausti, alla fine della giornata, tornando a casa e tuffandosi sul divano pensano che anche quest'anno ce l'hanno fatta......

agrodolce/27 (omicidi short version)

"sei bellissima. hai il fascino di una dea: venere. sei venerea."

non l'avrebbe presa tanto bene.

22 dicembre 2010

agrodolce/26 (bethlehem's reality edition.)

rientro in casa, stamane, e vedo l'angelo del mio presepe, normalmente ubicato sulla grotta, suicidarsi sui pastori, creando scompiglio tra la folla che si disperde tra muschio e pecorelle impazzite. aspetto uno speciale della d'urso.
(i re magi, tutti, nella prossima puntata di "pomeriggio cinque": "non abbiamo visto niente. era una brava persona, un angelo. cioè, volevamo dire, tranquillo."

21 dicembre 2010

uh. grazie. mi serviva.


tempo di natale. tempo di doni. tempo di doni magari azzeccati, magari no. io questa mania qui del dover per forza regalare qualcosa non la capisco. mi sforzo, ma proprio niente eh.
ci sono quei regali, tuttavia, bellissimi. quelli che con 2 euro di spesa ti fanno scendere un brivido lungo la schiena, forse perché, in gran parte, è merito della persona che te lo porge, questo benedetto regalo. io, personalmente, ho sempre puntato ad avere un tocco di personalizzazione, chiamiamola così, nei regali. regali dotati di un'apparente stupidità che in realtà codifica un messaggio che solo io e l'altra persona sappiamo (o pochi altri).

proprio per questo detesto il regalo fatto con la "bocca storta".

non ne voglio di regali, 'fanculo, 'fanculo. non se tu dai a vedere che le cose le hai fatte perché "le dovevi fare". e detesto pure quando devi, nonostante tutto, ringraziare perché, altrimenti, "è cattiva educazione, e non si fa, eh". tuttavia come reagireste se, puta caso eh, vi arrivasse un bella statuetta da mobile oppure una saponetta a forma di animale oppure ancora una candela? ma queste, aggiungo, sono solo ipotesi, ché la gente, no, non li fa regali così ad un ragazzo di venti e rotti anni, no, no.

20 dicembre 2010

agrodolce/25

certe volte ho la stessa paura addosso che ha una seppia ripiena prima di essere riempita. (non dev'essere piacevole sapere che qualcuno ti sta per mettere una pagnotta sbriciolata e del prezzemolo in culo).

19 dicembre 2010

agrodolce/24 (xmas edition)

"buttati è morbido!" ho sempre pensato che, in quello spot, il bambino levasse il panettone, a babbo natale in caduta.

18 dicembre 2010

agrodolce/23

apprezzi sempre il ritorno di una persona, dopo un viaggio. nei primi 5 minuti. poi ti ricordi perché avessi desiderato tanto il motivo per cui volevi che partisse.

17 dicembre 2010

Neve....non la si pensa sempre cosi'



La neve e' sempre una nuova sorpesa, una variante ogni volta unica, di pioggia. Talvolta talmente bella che vien voglia di uscire, di stare insieme all'aperto. Capita che quando inizi a nevicare si rimanga ipnotizzati davanti alla finestra per vedere come si posa o come si scioglie a terra. Rimanere a parlare, davanti al soffice scendere di ogni fiocco, anche per decine di minuti, in piedi. A volte si spera di alzare la tapparella la mattina e poter osservare lo spettacolo candido che si manifesta davanti agli occhi....
Si sa che pero', dopo ogni nevicata, lo "schifo" che c'è per strada e' sempre lo stesso......e soprattutto se all'inizio si dice: "che bello!!!" dopo un
po' di giorni di neve incessante non la si pensa proprio cosi'.......

la matematica non è un'opinione (ma non sempre ha un senso)

l'apparente nonsense di ciò che scrivo è come un'equazione di secondo grado: ammette al massimo 2 soluzioni.
nella soluzione x1 ciò che scrivo davvero non ha un senso. e magari l'incensiera che ho a casa nasconde del fumo pakistano e poi, davvero, non lo so, magari è spiegato perché ciò che scrivo sia ingarbugliato.

nella soluzione x2 un senso c'è, ma se non lo capite evidentemente o non voglio rendervi partecipi del 100% della mia gioia oppure un pacchettino di fatti vostri no, eh? (scherzo, ovviamente, sennò non scriverei i miei fatti qui)

c'è poi l'eventualità che x1 = x2, ma forse il mio cervello non lo sa, e perciò - perciò - le due soluzioni sono identiche sputate: ho un'incensiera che fa evaporare fumo pakistano e mi fa dire cose che apparentemente sono senza un filo logico, ma poi sotto, sotto, sotto, sotto, sotto, sotto, sono sensate, e per di più criptate.

(per inciso, non ho un'incensiera. forse.)

16 dicembre 2010

pensieri d'inverno.


è bella, neve.

soffice, neve.

è bellina proprio, neve.

"io mangio le granite in inverno", neve.

"io, pensa, faccio i pupazzi", neve.

"io mi stupisco ancora", neve.

"esco comunque, ma a piedi", neve.


è bianca, neve.



non mi dite... non l'avevate riconosciuta?

agrodolce/22

conosco una ragazza che somiglia a joey ramone. è single.

15 dicembre 2010

"Tu lo conosci Totti?" (Eventualità.)

Gente, siamo molto lieti di presentarvi un nuovo ospite: ecco a voi Silas Flannery che nella maniera che gli è più consona, ossia raccontando una storia, ci allieterà. A te la parola, S.

Non c'era verso di consolarlo: Michele piangeva. Piangeva a dirotto, nonostante quello dovesse essere il suo giorno più felice. O almeno questo credevamo. O meglio: non lo credevamo più, ma un paio di mesi prima l'avevamo creduto.

Un paio di mesi prima: questa storia inizia lì. Estate, noi a mare. Ostia: immaginate una spiaggia affollata, bambini chiassosi a giocare a pallone, qualcuno che si ricorda di me e viene a chiedermi l'autografo. Poca gente, intendiamoci: non essere mai arrivato alla serie A mi pesa, e non è che a Ostia ci siano così tanti tifosi della Cremonese o del Foggia. Qualcuno si ricorda di me al Frosinone, ecco, ma non chiedi l'autografo a un centrocampista del Frosinone: lo chiedi al calciatore da poster, al grande campione belloccio, quello che sta con le veline e fa le interviste scontate del dopo-partita su Raidue. A quello che ha lottato su campi polverosi, che magari ha studiato perché domani chissà e quindi le interviste le saprebbe anche fare bene, senza rifugiarsi in frasi del tipo "La partita è stata determinata da episodi, avremmo meritato il pareggio" o "La forza della squadra è il gruppo, senza i miei compagni non avrei potuto segnare", beh, a quello al limite chiedi di fare un paio di palleggi sul bagnasciuga, se ti va bene anche di giocare con te, ma no, non chiedi l'autografo.
Beh, insomma, mi sto dilungando. Quello che volevo dire è che fra i bambini chiassosi c'era anche Michele. Che è chiassoso sempre, ma questa volta un po' di più: era felice, Michele, e noi lo eravamo con lui. Il suo sogno si realizzava. Un sogno vecchio di anni: avrà avuto quattro o cinque anni quando notò per la prima volta quei bambini che scendono in campo tenuti per mano dal capitano della squadra e allora, con la timidezza che hanno i bambini quando chiedono qualcosa di impossibile, mi prese alla larga:
- Papà?
- Sì, amore?
- Tu lo conosci Totti?
- No, amore, Totti non lo conosco, però abbiamo un paio di amici in comune. Perché?
- Perché Totti è forte.
- Sì, amore, il capitano è fortissimo.
- È il più forte del mondo, papà?
- Beh, amore, il più forte del mondo no, però è molto forte.
- E quel bambino che c'è lì, papà?
- Quel bambino cosa?
- Quello è figlio di Totti?
- No, amore, non è figlio di Totti.
- Ed è un calciatore?
- No, amore mio. È troppo piccolo.
- E allora è figlio di un calciatore?
- Non lo so, Michele.
- Perché a me mi piacerebbe conoscere Totti.
- "A me mi" non si dice, Michele. Comunque: se vuoi vediamo come fartelo conoscere.
- E se poi conosco Totti…
- Se poi conosci Totti?
- …lui mi porta alla partita come fa con quel bambino lì?
Inutile dire che a quel punto il mio obiettivo diventò farlo andare alla partita. Lì per lì non avevo idea di come si facesse, ma con un paio di telefonate in Lega scoprii come. Insomma: non sarò mai andato in serie A, ma quattro amici alla Lega Calcio ce li ho. Comunque: adesso non starò ad annoiarvi con storie di burocrazia e raccomandazioni, ma quella mattina lì, quella mattina della spiaggia di Ostia eravamo partiti tardi per il mare e nel frattempo era arrivato il postino con una raccomandata. Busta della Lega, carta intestata e tutto il resto: "Spett.le signor eccetera eccetera, ci pregiamo di comunicarLe eccetera eccetera, la Sua richiesta è stata accolta eccetera eccetera, la partita valida per la 9.a giornata del campionato di Serie A TIM, eccetera eccetera, Roma-Lecce, eccetera eccetera". Seguivano le istruzioni: il lunedì precedente, via posta prioritaria e per telefono, mi sarebbero stati comunicati l'orario della partita e le modalità di accesso allo stadio. La lettera specificava che il bambino sarebbe stato accompagnato da un genitore e che negli spogliatoi sarebbe stato sorteggiato il suo ruolo. Certo, Roma-Lecce non era esattamente una partita di cartello, in fondo Michele avrebbe corso il rischio di entrare in campo tenendo per mano Giacomazzi e non Totti, però, insomma, avrebbe comunque indossato una maglia giallorossa e Totti l'avrebbe visto da molto, molto vicino. Lo preparai a quest'evenienza.
- Michele?
- Un attimo, papà. "Vrooooooooooooom".
- Ascoltami, Michele.
- Uh. Che c'è?
- Ho una sorpresa per te.
- Che sorpresa? La Playstation?
- No. Una cosa più bella.
- Che cos'è? Che cos'è?
- Il 31 ottobre andrai in campo con la Roma. Però, amore, devi sapere una cosa: non è detto che tu vada con Totti. Forse vai con il capitano del Lecce.
- Ma Totti è più forte.
- Sì, amore, ma Totti sarà lì, accanto a te. E poi lo sai? Pure il Lecce è giallorosso.
Insomma: questo fatidico 31 ottobre arrivò. O meglio: arrivò il 30, perché Roma-Lecce era l'anticipo del sabato alle 18. Alle 16 arrivammo all'Olimpico, entrammo dal tornello dello staff e andammo dritti dritti agli uffici della Lega negli spogliatoi. Fu a quel punto che si verificò la tragedia. Una tragedia che non avevo calcolato: ci venne consegnata una maglietta giallina, che portava con sé il verdetto del sorteggio. L'arbitro: c'è un bambino che accompagna anche l'arbitro. E a quello no, a quello Michele non era preparato. Non era preparato alla prima occasione sprecata della sua vita.

14 dicembre 2010

nonostante tutto.

è bello stupirsi ancora, nonostante tutto. come quando è sera (ieri sera, per la precisione), freddo perché dovrebbe essere freddo, così, di suo, e comunque rimani ancora sorpreso quando scopri che fiocca, affacciandoti alla finestra.

13 dicembre 2010

agrodolce/21

le frasi migliori dei film, quelle nei momenti più carichi di "ammmore", quelle riuscite, intendo, sembrano uscite da un libro di enrico brizzi.

12 dicembre 2010

abitudine.

appuntamento domenicale.

ancora una volta nel letto.
ancora una volta con un po' di mal di testa.
ancora una pausa dopo aver messo, giusto per non sentirsi in colpa, la testa sui libri, quando volentieri avresti voluto tenerla sul cuscino.

portatile in braccio scrivo questo post, come quasi ogni domenica. abitudinario? può darsi. ma ciò non significa che faccia schifo. personalmente la buona abitudine non è, a mio avviso, quella di "mangiare uno yogurt al giorno" oppure qualsiasi cosa dalle proprietà organolettiche diverse da zero, per me la buona abitudine è qualcosa di molto meno complesso: è qualcosa che ti piace, che ti fa stare bene.

c'è chi corre.
c'è chi scrive.
chi va a defecare ogni mattina alla stessa ora.
c'è chi canta.
c'è chi fa venti flessioni, chi ne fa cinquanta.

quale di questi hanno una buona abitudine? tutti. c'è anche quello che fuma alle otto di mattina. per me anche quella è buona abitudine (che è diverso da corretta, la correttezza è oggettiva, la bontà è soggettiva).

vabbè. chiudiamo qui la discussione filosofica. oggi il mio pezzo della giornata, che credo assumerà un tenore abbastanza stupido, è questo. enjoy.




11 dicembre 2010

agrodolce/20

"oh! e per favore! evitatemi di vivermi intorno!"
[è stata una frase detta l'altro giorno. se cercavate una definizione di misantropia e non trovavate le parole: eccole. le ho dette una manciata di ore fa.]

10 dicembre 2010

La seconda panchina del vialetto (vicino la croce)


- Ci vediamo al solito posto?!?
- Si....ma chi si avvia???
- Non io di certo, arriverei tardi....e addio posto a sedere
- Vabbe' dai penso che qualcuno si avviera', provo a fare qualche telefonata e poi ci risentiamo! *click*

....il solito posto era un luogo di incontro, ereditato da generazioni antecedenti la mia. Era la seconda panchina del "vialetto" (partendo dalla fine). Il nostro modo per stare insieme, senza alcun pub, senza alcun riparo. Qualcuno forse della mia eta', ricorda quando il viale nei giorni festivi era pieno di gente che passeggiando chiacchierava con altri.....si ritrovavano tutti lì.
Non avevano bicchieri di cocktail o birra in mano, si rideva, piangeva, ricordava e raccontava tutto cio' che la giornata scolastica o di lavoro portava o avrebbe portato. Non c'era un limite di eta', eravamo giovani tra i giovani. A quelli piu' adulti, era riservato un viale parallelo dove si parlava di altro, dove si riuniva altra vita con altri tempi.
Ricordo il sabato, quando il freddo ancora ci permetteva di uscire, quando si riusciva a sopportare, il viale si riempiva. Il vociare misto al rumore delle moto che qualcuno portava con se', creava un ambiente ideale dove poter stare.
Le panchine erano il posto a sedere per poter vedere il passeggio delle tante persone, arrivate in ritardo, che aspettavano che qualcuno si alzasse, per poter riposare anche le loro, di gambe. Spesso il sedersi era il mondo per poter creare un punto dove incotrarsi, anche se poi passavi la serata in piedi a parlare. Anche le passeggiate, pur di non perdere il posto tanto sperato, si facevano a turno, alcuni arrivavano altri si alzavano ed andavano per poi ritornare.
Ogni panchina, almeno quelle in fondo erano luogo preferito delle comitive, panchine sature di gente. Ognuna aveva diritto ad una, anche perche' la distanza con quella successiva o di fronte, non dava motivo di stare insieme. Penso che ogni comitiva sceglieva una panchina dove ritrovarsi, e quando questa era gia occupata, si cercava di prenderne un'altra....attendendo che si liberasse.Venivano fatte vere e proprie ronde.
Immaginate che questo avveniva per ogni panchina installata lungo il viale (circa trenta), o almeno per una buona parte....
Oggi questo purtroppo non c'e' piu'....molti di noi, hanno lasciato il paese verso l'universita' perdendo l'abitudine di incontrarsi.....le nuove leve (quelli qualche anno piu' piccoli di noi) hanno cambiato ritrovo, preferendo angusti luoghi dove il caos e il rumore regna.
...forse temendo di perdersi preferiscono stare ancora piu' vicini fino a schiacchiarsi.....

oh (sogno o son pesto).

oh,

inconscio, se incominci a prendermi per il culo pure tu, secondo me non ci siamo. non è buona cosa. sì, che poi l'inconscio ti dovrebbe rassicurare, mandare bei messaggi, farti sorridere, invece che fa? ti fa sognare. ed è terribile aprire gli occhi e pensare che il sogno che stavi facendo era effettivamente un sogno.
mi è capitato stanotte. ma, dio, vi dico, un sogno veramente vero. uno di quei sogni con vestiti comuni e

gente che non vedi più ma che poi, nei sogni,

rivedi e allora va bene, nei sogni,

è tutto a posto, nei sogni,

la vita scorre come un rubinetto aperto senza le incrostazioni di calcare, che apri e chiudi quando vuoi tu, nei sogni.

mavvaffanculo, nei sogni.

e anche nella vita reale, mi sa.

sì, perché ero lì, tutto convinto che "oh le cose stanno andando bene, stranamente" e invece no. invece, maledetto inconscio fancazzista che non hai altro da fare che bighellonare dalle mie parti e coglionarmi senza troppo ritegno, non era vero. io ti considero mio amico e tu mi tiri un colpo basso come questo? dai, no, non si fa. fossi un maestro te lo farei scrivere 100 volte sulla lavagna. ma sono uno studente, e più di una volta è toccato a me, farlo.

oh.


8 dicembre 2010

30 anni.


30 anni fa, esatti, a quest'ora, mark chapman non aveva un cazzo da fare che aggirarsi nei pressi della 72° nell'upper west side a new york con una pistola in mano per conficcare 4 su 5 colpi nel corpo di john lennon. ad ogni modo, anche se il quinto colpo non andò a segno, non cambiò nulla, il risultato fu lo stesso. tuttavia ne sarebbe bastato, purtroppo, uno solo a recidergli l'aorta.

chapman disse "ehi, mr. lennon! sta per entrare nella storia!" prima di sparargli, ma si sbagliò. lennon era già entrato nella storia e, mr. chapman, mi dispiace, ma il tuo omicidio fu totalmente inutile.

ah comunque, mr. chapman, tu sì che sei un fervente cattolico, come ti professi eh, bravo, eh, complimenti, eh, sono senza parole. io il mito lennon non l'ho potuto vivere, ed è stata anche colpa tua se la sua conoscenza è avvenuta solo tramite fogliettini, cd, cassette rubate, web e cazzate con meno personalità di quanto possa essere qualsiasi materiale di un artista ancora in vita (e badate, non scrivo vivo, ché lo è ancora). e comunque, mr john, anyway you are, R.I.P.


beck's (non la birra.)

caro beck, quando ascoltavi i korgis, e poi cantavi questa qui, avevi proprio ragione: everybody's gotta learn sometime.

6 dicembre 2010

come in un cerchio. (con le diramazioni, però.)



[...] "perché se poi ci pensi è come un cerchio in cui sono state costruite tante diramazioni che, volente o nolente ti riportano sulla via principale. la vita è tipo una nuvola di punti collegati tra di loro costruiti intorno a quel benedetto cerchio di cui ti parlavo e la cosa bella è che puoi andare solo avanti e questo va bene, ma poi ci sono momenti in cui, cazzo, vorresti tornare indietro ed è come se ci fossero degli omini agguerriti in antisommossa che ti spingono nell'altra direzione. e comunque, prima o poi, al punto di partenza ci torni. è un cerchio no? boh, non lo so, mi demotiva alquanto sapere che forse è tutto scritto, che alcune parole che non hai mai pronunciato sono già state dette da qualcun altro, che, forse, non ho libertà di scelta e che i momenti in cui sono rovinato vergognosamente a terra, anche quelli, erano già decisi. in ogni caso vado avanti, sperando che la "regia" si inventi qualcosa di meglio rispetto ai film che ha già girato e che non ancora mi fa vedere..." [...]

[in cerchio. in loop. le situazioni si ripropongono. per fortuna purtroppo, come il titolo di un album di una cantante italiana, che ora, purtroppo - senza per fortuna - si è ridotta a pubblicizzare cioccolatini al caffè.]

considerazioni.

è incredibile, certe volte, con le persone giuste, bastano 1 chilo di bucatini, un po' di polpette, una bottiglia di quello buono, e un sacco di risate per capire che, massì, la vita ti offre degli spunti abbastanza interessanti.

4 dicembre 2010

agrodolce/19

anthony kiedis dei red hot chili peppers ha 48 anni, e ha assunto più droghe lui del magazzino sequestri della gdf. e poi dicono che la droga faccia male.

3 dicembre 2010

piantala.


“un albero che cade in una foresta fa rumore se nessuno lo sente?” (cit.)

i biologi ci hanno diviso per “regni” ossia: quello animale, (e guarda il caso, siamo bestie), quello vegetale e quello minerale. però pensavo, magari c'è qualche “parentela” non dico tanto con le “pietre” ma almeno tra le due tipologie di “viventi”.

e così, sulle persone:

  • alcune persone sono rose: ti avvicini, sono bellissime, vistose, ma poi ti pungi e a volte il loro odore da fastidio, altre volte “non sanno di niente” (e, comunque, appassiscono inevitabilmente)

  • alcune sono gigli: simboli di “purezza” e per questo non si fanno “scalfire” da nessuno.

  • alcune sono girasoli: vanno laddove c'è l'energia positiva, e sono sempre al top della forma, e spariscono non appena non c'è luce.

  • alcune sono prati all'inglese: stanno lì, terra terra, e ci piove sopra e quando gela fa la rugiada (si dice la “'uazza” dalle parti mie) e poi vengono calpestate in continuazione ma rimangono sempre allo stesso modo.

  • alcune sono gramigna: inutili e fuoriluogo, rovinano tutto ed è difficile l'atto di estirparle (ossia, levarseli dai cosidetti è un'impresa).

  • alcune sono erba rotolante: vanno laddove la corrente le porta, “dantescamente” ignavi.

  • alcune sono piante carnivore: “uh, che bello!” zac!


e poi ci sono i cachi.


2 dicembre 2010

non ci potevo credere quando ho scoperto che...


non ci potevo credere quando ho scoperto che babbo natale non esisteva.
non ci potevo credere quando ho scoperto che molto spesso una persona è diversa da quello che sembra (e lo puoi dire così :) oppure così :( ).
non ci potevo credere quando ho scoperto che mio nonno mi aveva donato la sua macchina.
non ci potevo credere quando ho scoperto che ero riuscito a prendere quel pezzo di carta che me la fa portare la macchina.

non credevo in tante cose che poi sono successe. perché? perché sono un pessimista del cazzo. e lo dico, almeno sono sincero con me e con gli altri. però l'euforia e la gioia di sapere che un "desiderio in cui non speravi" si è avverato, quella lì, è favolosa, come tuttavia, in contropartita, il "veder crollare un mito". c'est la vie.

1 dicembre 2010

agrodolce/18

vorrei rinascere cartone animato in maniera da non dovermi mai fare la barba.

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