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30 dicembre 2012

Last but Post.(S)battute\80


Questo post è opera de il_cesco e da Michele_D 

Roma, partorisce al Mc Donald's e getta bimbo nel water. Unhappy meal.

Imprenditore bruciato vivo a Brindisi. "Fuoco appiccato dai genitali". Miccia troppo corta.

Trento, bimbo muore schiacciato dall'escavatore del Papà. "E' più grande il mio, pappappero..."

New York, uomo ucciso dal metrò. Una donna l'ha spinto. Poi il metrò.

Giappone, escort usano lenti che rendono gli occhi enormi. Ingrandiscono tutto.

Gli portano la pizza a casa, lui spara al fattorino: "E' troppo piccola". I monolocali non sono molto comodi.

Fa troppi peti in uffici, il capo: "Ambiente ostile per i colleghi". Ciò che non uccide fortifica.

Ingoia 28 uova crude, 20enne muore subito dopo. Lutto nel mondo dei polli.

Agiamo in buona fede, tuttavia, se ci dovessero essere battute non "autentiche" vi invitiamo a segnalarle mandando una mail a crashtestbloggers@live.it 


28 dicembre 2012

agrodolce/49


solo la mosca conosce la vera puzza della merda.

(perdonate l'assenza di questa rubrica, tornerà in grande spolvero, credo, ad anno nuovo.)

27 dicembre 2012

L'uomo in bianco



Una linea piatta passava nello schermo dello schermo fisso sulla paziente, lui nel suo letto insieme al suo silenzio, infinito. Peccato, che tecnicamente non era proprio quello, dato che un suono fisso e altisonante graffiava le orecchie di chiunque passasse da quelle parti. Oltre ad una sirena che avvertiva i più  vicini paramedici che un'emergenza, l'ennesima, arrivava da una camera. Da quella camera. 
Charon era li' che guadagnava la sua nottata di lavoro, cosa che ultimamente preferiva. La notte tranquilla nel suo silenzio era interrotta solo da cause importanti, le altre, quelle inutili, erano smorzate e risolte dal sonno che curava qualsiasi piccolo malessere e capriccio.
Charon udi' la sirena che avvertiva di un'emergenza importante. Si butto' giù  dalla sedia che lo ospitava da due ore. Corse nel corridoio sperando di non vedere quella luce rossa provenire da quella camera. La camera che da qualche giorno gli aveva aperto il cuore e, forse, insegnato tanto. 
Durante il periodo di Natale non possono succedere alcune cose, anzi, pensava che la morte doveva anche lei riposarsi. Invece no, li' probabilmente si divertiva a far cadere quella gente appesa sempre ad un filo cosi' tanto sottile. Con un soffio, piccolo come quello di un bambino, buttava giù' quelle vite troppo esitanti. 
Correva Charon il più  veloce possibile verso la camera 23, quella da qualche giorno frequentava più delle altre. Ricordando gli occhi di quell'ospite, chiuse i suoi ed entro' concentrandosi sul da fare. La normale procedura. Un tintinnio di ferri e di cassetti aperti e poi chiusi velocemente, erano gli unici rumori che sentiva. La sua mente era concentrata su quella normale procedura e ricordava i giorni passati tra sorrisi e lacrime. Durante questo rumoroso baccano di pensieri, arrivarono i colleghi e il dottore seguendo le loro normali procedure. 
Il suo cuore batteva più  del dovuto, avrebbe voluto donare un pezzo di quei battiti, per far ripartire quello, invece, troppo stanco. Di colpo il tintinnio si fermo' e un lungo silenzio pervase la stanza. Ora ricordava ancora quei consigli su come si ammainavano le vele e su tutti quei nodi di cui non sapeva l'esistenza. Su quei consigli pratici e quei racconti che solo un lupo di mare sa, di cui ne racconta sempre una versione diversa. Sentiva un groppo alla gola per quel silenzio, per quel soffio che questa volta era stato un po' troppo forte. Una pacca sulla spalla lo scosse ed uscirono dalla camera e con piccoli gesti ritornarono ognuno al proprio posto, senza dir una parola o emettere un suono. Tornando verso la sua sedia, amica ti tanti sorrisi ma anche di tante lacrime, vide una signora anziana, ma ancora molto attiva, che leggeva delle pratiche. Gli avrebbe fatto compagnia in quella serata tanto amara. Chiese di entrare, sperando di non disturbare. Diceva di essere un avvocato. Era la camera 15.

23 dicembre 2012

Natale in coma. (S)battute/79


Questo post è opera de il_cesco e da Michele_D 


Vatileaks, il Papa concede la Grazia al "maggiordomo" Paolo Gabriele. Delle tre, l'ultima.

Latina, 18enne uccide il padre e confessa: picchiava la madre. Gli mancavano le feste in famiglia.

Roberto, barista a Roma: sua moglie in coma ad Imola. Riposa Domenica, lui.

Gela, spara alla folla dal balcone, polizia lo uccide 5 ore dopo. Che mira di merda.

Milano, adescava aspiranti modelle 14enni. Aspiravano.

Venezia, insulta l'amica su Youtube, deve risarcirla con 10mila euro. Le ha fatto un buon prezzo.

Squilla telefono, lui sbaglia e risponde col ferro da stiro. Hotline.

Agiamo in buona fede, tuttavia, se ci dovessero essere battute non "autentiche" vi invitiamo a segnalarle mandando una mail a crashtestbloggers@live.it 

18 dicembre 2012

grumpy cesco.



"ho sentito il sapore delle emozioni".

sciapìto.

"ho visto il colore dell'amore".

terra di siena bruciata.

"ho toccato il cielo con un dito".

guanti in lattice.

"ho sentito il profumo della gioia".

ed ho la tosse.



9 dicembre 2012

I Sequel di Natale. (S)battute/78

Questo post è stato concepito da il_cesco e da Michele_D 


Suicida nel suo bar. "Sono stato fregato dalle tasse".  E ora chi offre?

Torna dalla discoteca, stuprata da uomo incappucciato. Fa freddo.

Abusi su bambina per due anni: arrestato Charles Turton, insegnante di Lanciano. Tipico cognome del posto.

Il condominio attorno ad una tombra: macabra costruzione in Cina. Ragazzi, è design.

Londra, tenta di uccidere un uomo, strozzandolo con la sciarpa. Hai finito, Charles?

Pescara, casalinghe hard contro la crisi: squillo per 500 euro al giorno. Le riconosci dai bigodini.

Ruba per fame una scatoletta di tonno, condannata ad un anno di carcere. Per pietà.



Agiamo in buona fede, tuttavia, se ci dovessero essere battute non "autentiche" vi invitiamo a segnalarle mandando una mail a crashtestbloggers@live.it 

8 dicembre 2012

h.



"pluri - plof."
"ma che cazzo??? ma mi hai buttato una valanga di merda addosso."
"sto testando i tempi di reazione, l'impulso dello sgomento nella persona, nell'individuo, nel..."
"ho capito, ma questa è merda!"
"assaggiala".
"stai scherzando?"
"ahahahah. no, dai assaggiala. se non ti fidi lo faccio anch'io"
"no no mi fido"
"ah ecco"
"cristo, ma è davvero merda!"
"ma davvero credi a ciò che uno dice... solo perché l'hai sentito dire? Guarda quella parete, è amaranto"
"ma è avorio"
"appunto"
"questa cosa non ha senso"
"ìs ecevni atseuq"
"h"?
"e come dovrei pronunciare "h"?"
"h, non lo senti?"
"ah, ok, ho capitoh"

è vero che uno dovrebbe osare, e fidarsi, ma cristo, quella era una vagonata di merda. e studiava anche freud e pavlov.

h.

7 dicembre 2012

Circo(stanze)


Passare di lato ad un cactus non è un esperienza bellissima soprattutto se non lo vedi, se a testa bassa ci vai a sbattere con una spalla contro e ti riempi di qualche spina. Qualcuna penetrando nei vestiti ti lacera anche la carne, facendo scendere un rivolo di sangue. “Dannazione” dici a te stesso (per non essere stato attento) e al cactus per la scelta di crescere li.
Non sapeva dove sarebbe giunto, gli avevano detto di proseguire dritto per quella strada e forse alla fine avrebbe trovato qualcosa. Non sapeva di che cosa si trattava. Camminava perché forse quella cosa promessa gli avrebbe risolto gran parte dei suoi problemi. Con gli occhi ogni tanto scorgeva l’orizzonte per vedere se finiva, ma ogni volta era un’illusione. Quando arrivava al termine, quando lontano scorgeva la linea dell’orizzonte e pensava di essere arrivato, subito se ne profilava un’altra di linea che gli faceva perdere la speranza. Quella strada a volte molto semplice altre molto tortuosa non si interrompeva mai. Ogni tanto qualche percorso la tagliava cercando di intercettare un altro orizzonte, ma lui da uomo deciso qual’era continuava per la sua strada senza pensare alle deviazioni. Non erano per lui, la sua testardaggine non gli faceva cambiare obiettivo e neanche orizzonte. Sarebbe arrivato alla fine, si era promesso, e forse ci sarebbe riuscito.  Il giorno lasciava lo spazio alla sera, implacabile e mite nel suo silenzio. Dolce come un abbraccio e amara come un pugno nello stomaco ma sempre con un termine ben definito . Almeno fino a quando il nuovo giorno non cominciava a spuntare tra le nuvole rimarcando la linea del suo probabile arrivo. Delle volte il suo passo era felice e sicuro come di chi sa cosa fare, e deciso si presta a compiere quei passi.  Altre volte erano lenti ed esitanti come di chi ha perplessità di quello che sta per fare. Quando arrivavano quei momenti faceva un lungo respiro ed immaginava quello che avrebbe trovato al di la e si convinceva che ogni titubanza erano attimi rubati alla sua felicità. Calava il capo e continuava. Aveva superato monti e colline e visto ogni genere di panorama un uomo riesca ad immaginare, compresi quelli impensabili. Quando ne incrociava qualcuno si fermava a contemplare, il giusto tempo per far un applauso alla natura e a quello che era stata in grado di offrirgli.
Con la spalla andò contro un cactus e un rivolo di sangue scese lentamente dalla sua vecchia ferita, ormai diventata soltanto un cattivo ricordo. Rivide il cactus e ci girò intorno una, due volte per vedere se era proprio quel cactus. Non ci credeva. Invece era proprio così. Si fermò a pensare arrivando ad una conclusione. Non cercava né l’inizio né la fine di quell'orizzonte. Cercava quel qualcosa che solo nel durante aveva trovato, quel qualcosa che solo lui avrebbe saputo, quel qualcosa che non avrebbe mai detto a nessuno, quel suo intimo segreto.

“…esser stato fregato”

5 dicembre 2012

Biblioleicofobia



Scrivere: una cosa che mi ha sempre appassionato ma di cui avevo una paura matta, tanto tempo fa. Poi si cresce e si impara ad affrontare certi problemi, per capire se sono tali. E forse lo sono.
Mi sarebbe servito soltanto qualcuno capace di scrivere e con briciolo di pazzia, per poter pensare di aprire un blog. Dopo un minuto passato a riflettere come fare, ci siamo subito arresi. Soprattutto perché il concetto di “aprire” non ci era abbastanza chiaro e ci siamo limitati a creare uno “spazio” con un dominio. Poi mi dissero che così si “apriva” un blog. -“Ah si?”- questa fu la mia risposta.

Avere uno spazio, seppur comune, dove buttare le proprie idee, i propri lamenti, qualche racconto, numerose cazzate e qualche sfogo è un cosa non da poco. Non da poco perché quelle cose rimangono scritte, impresse nel web. Qualcuno le legge, le condivide e forse le fa sue. In quel momento potrebbe rifletterci o semplicemente annoiarsi e chiudere pensando: “sempre le solite cazzate”. Oppure ridere pensando: “sempre le solite cazzate”. O entrambe (a causa di lettori bipolari).

Ci sono momenti in cui in quello spazio si vorrebbe vomitare la propria vita e ci si limita a scrivere qualcosa di piccolo e delle volte in cui, nella vita, tutto gira talmente velocemente che non si ha il tempo per scrivere qualcosa che quel qualcosa è già passato. Così quello spazio rimane vuoto proprio perché la vita gira un po’ per tutti e quel poco che ogni giorno scrivevamo sopra, ora ci sembra passato.

Così che ogni giorno che passa vedo quello spazio vuoto e mi ritorna la paura. La paura del foglio bianco, quella vecchia fobia che avevo anche a scuola, quando il professore di turno ci propinava quel tema a piacere di cui non me ne fregava una fava.  Quella paura che per un periodo avevo superato, avevo sconfitto e di cui ogni tanto affiora.

Ebbene si ho paura dei fogli bianchi. 

3:15


ci siamo conosciuti che c'era un tempo blu, e ci siamo annusati che manco le bestie. ed ora, eccoci qui, davanti ad un caffè, informali, ma schivi, o chiamaci come vuoi tu, a raccontarci di cosa ci passa per la testa e a capire il perché non è, o non è stato o non sarà.

mi piaceva la tua capacità di far sembrare tutto speciale. mi piaceva come ti pulivi lo zucchero dalle labbra, dopo che avevi addentato anche goffamente un biscotto. e mi piaceva il fatto che tu avevi trovato il modo di scaldarmi, sotto la pioggia o dentro un letto, senza spegnermi mai.

ma poi cosa è successo?

la vita è davvero come lo spot della mon cheri dove c'è l'ultimo cioccolatino e arriva quello che ti sta pure un po' sulle palle e te lo frega e tu ci rimani malissimo? non lo so, credo che sia un po' meno alcolica, e che non sappia di ciliegia.

(no, perché poi, quello della mon cheri ben gli sta a far entrare chiunque in casa sua.)

comunque eccoci qua, e questo caffè è buono, non ha neanche la fastidiosa posa. sai leggere i fondi? adori la caffeomanzia? io non ci ho mai creduto, ma a te affascinavano (o affascinano?) queste cose. sai per caso cosa mi dice? a parte che è un buon caffè senza zucchero? e il tuo di cosa parla? 

dimmi. sono qua. e ti ascolto. poi apro gli occhi. e sono le 3 e 15.

2 dicembre 2012

Primarie la Vendetta. (S)battute/77




Questo post è opera de il_cesco e di Michele_D 


GB, Sito web: "Fate le escort, vi paghiamo gli studi".Fish&Chips.

Bologna. Violenta una ragazza, poi le lascia il suo numero di telefono. Che è postemobile.

Napoli, topi nella scuola elementare: lezioni sospese, 400 bambini a casa. Colpa di quei cazzo di flauti.

I casalesi imponevano i neomelodici a feste e matrimoni. Stendìng ovesciòn degli invitati.

Nuoro: madre di 12 figli fa domanda per la pensione. L'INPS le invia 31 centesimi. Uno al giorno.

Modello portoghese castra e uccide il presentatore tv Carlos Castro suo amante. Legittimando il suo scomodo cognome.

Usa: sparatoria in campus. 3 morti. Il killer ha utilizzato arco e frecce. Il difficile sta nel far entrare tutto nel caricatore.

Chiude i figlioletti in auto e va con l'amante: muore quello di 2 anni. "Giusto il tempo di venire..."

Romania. Entra in chiesa e bestemmia. Padre ho picchiato, per mia colpa, mia colpa etc...

Romania. Entra in chiesa e bestemmia. Spaco botilia amazo familia.

Agiamo in buona fede, tuttavia, se ci dovessero essere battute non "autentiche" vi invitiamo a segnalarle mandando una mail a crashtestbloggers@live.it  

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