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31 luglio 2010

Echo. [echo]



la mia camera è vuota, e i tasti su cui batto portano fuori un rumore pazzesco.
la mia camera è vuota, c'è solo la scrivania, ora, e un pc poggiato e sopra al pc ci sono poggiato io.
la mia camera è vuota, ed ogni rumore produce un'eco.
la mia camera.

Appar(isc)ente



Mentre facevo un giro in citta', se cosi' si puo' chiamare, notavo come spesso dal colore piu' o meno appariscente di una macchina, la riesci immendiatamente a collegare al proprietario. Spesso saluti senza pensare se dentro c'e' proprio lui, senza pensare se quella e' prorpio la sua macchina. O una dello stesso colore.
Pensavo che anche io un tempo avevo una macchina dal colore abbastanza appariscente. Era gialla. Completamente. Una sorta di mega limone con 4 ruote. Quella macchina non aveva simili. Era, a suo modo unica. Forse fu proprio quello il motivo dell'acquisto, oppure il fatto che avevo bisogno di un auto per scorazzare liberamente senza chiedere in prestito la macchina di mio padre.
In quella macchina chiunque ti salutava, ed io rispondevo, spesso senza sapere chi era. C'era chi seguiva addirittura i miei movimenti in base a dove parcheggiavo. Delle volte non ero neanche io, perche' prendevo in prestito quella di mio papa', piu' nuova e piu'comoda.
Correva la mia macchina, e beveva un sacco, una alcolizzata di benzina. Era unica. Anche per i consumi. Il motivo principale per cui ho deciso di sostituirla.
...E mentre pensavo a questo, la vedo passare davanti, era proprio lei, gialla come sempre, solo con un portapacchi in piu'.....
Uno po, di nostalgia l'ho avuta...poi ho pensato a quanto consumava.....
E velocemente sono andate via........sia la macchina che la nostalgia......

30 luglio 2010

ca(u)s(u)alità

dalla serranda abbassata della finestra della camera mia, in cui in questo momento regna la penombra, ho visto uno squarcio da cui entrava un filo di luce. mi piace pensare che sia un segno.

29 luglio 2010

insomnia (pt.2)


vorrei scoprire il meccanismo che fa scattare l'insonnia.
vorrei tanto sapere qual è l'interruttore che fa spegnere il cervello.
vorrei capire perché stanotte erano le tre ed invece per il mio cervello erano come se fossero le dieci di mattina.

27 luglio 2010

ovvovi

oggi ero dal medico, controlli così, come quando si fa la revisione alla macchina (fortunatamente tutto a posto senza lasciarci 200 euro come per la mia uno), quando di fronte a me si siede una signora. o era tom jones. ma no, era una signora, ché se mi avesse cantato sex bomb avrei avuto paura (perché vedere tom jones con tubino e ciabatte non deve farti un buon effetto).

26 luglio 2010

fiction fantascientifica ad alta fedeltà




quando una canzone esprime a pieno il tuo stato d'animo riesci a sentirla come se le stesse mani che l'hanno scritta e suonata fossero le tue e le corde vocali che hanno vibrato in studio fossero quelle che porti lì in gola, insieme a tutte le emozioni che ti si strozzano. la cosa strana è che questi tizi che scrivono una canzone che ti colpisce con una mattonata addosso non li conosci, ma un po' è come se invece fossero i tuoi vicini di casa con cui condividi il caffè delle due e mezzo post pranzo.

un pezzo che ti colpisce rimane un grande pezzo. ancor di più se non lo conosce nessuno o quasi, e addirittura neanche youtube ha un frammento di video che riporti questa canzone. peccato. è un invito però a sentirla (in inglese si dice "feel" per i sentimenti e "hear" per i suoni, ecco un consiglio in inglese: feel it) questa bellissima canzone che ti ha scosso, e rimbomba dentro e quando se ne va rilascia una alluvione di sensazione. i miei "vicini di casa con cui ho condiviso il caffè delle due e mezzo post pranzo" di oggi sono loro, i dramarama, la canzone è senseless fun.



in mancanza del video, ecco il testo, l'album è hi-fi sci-fi. godeteveli.



dramarama - senseless fun

Give me a deal
I'll break it
Teach me to steal
I'll take it
Tell me to Feel
I'll fake it
Make believe it's fun

Gimme a horn
I'll blow it
Gimme a rock
I'll throw it
Tell me the truth
I know it
Everything's been done

If every word
And every rhyme
Forever occupy my time
Remember I'm trying to make it
And every time we load the gun
And say that this one is the one
It's senseless fun
Disappointed

Gimme a chime
I'll play it
Read me a line
I'll say it
Gimme a sign
I'll pray it
Sacrifice my life

Get an idea
And hope it sells
Knocking on doors
And ringing bells
Gasping for air
And telling
Better hide that knife

'Cause every time
We play the game
And act like
Everything's the same
Except the name
It's expected
And all the scars
And all the fun
And all the battles we have won
To catch the sun
Disappointed

If every word
And every rhyme
Forever occupy my time
Remember I'm trying to make it
And every time we load the gun
And say that this one is the one
It's senseless fun
Disappointed

Can you tell that I'm the one
Did you know I was the one
Can you tell me
Would you tell me
Would you tell me I'm the one
Don't you know that I'm the one
Can't you tell that I'm the one
Would you tell me
Would you tell me
Would you tell me I'm the one

Be Serious.


...lo vedevo da lontano, quando dal nulla caccio' il suo telefono e comincio' ad appuntare impressioni e situazioni. Ogni tanto alzava la testa cercando di captare meglio alcuni attimi ,per cercare di imprimerli all'interno del foglio, anche se digitale. Dopo un momento di intensa concetrazione rimise a posto il suo immancabile utensile continuando a camminare. Non era giovane ma neanche tanto canuto. Probabilmente il suo vestire casual nascondeva la sua eta', o meglio la sua mezza eta'. Una libreria all' angolo della strada lo attiro' . Entrandoci con fare da intellettuale, comincio' a sfoglieare il primo libro che gli capito' a tiro. Anche se la sua scelta in qual momento era stata random, avveva beccato proprio quello che gli interessava.
Piu' in la un gruppo di persone stava organizzando una manifestazione, sembrava di piu' la presentazione di un libro. Qualcosa di serio, qualcosa che dovevo necessariamente vedere.
Notai che usci' con il suo nuovo acquisto dalla libreria, sembrava soddisfatto. Girandosi intorno vide il gazebo e si avvicino', incuriosito dalla folla e dall'evento. Alquanto affascinato si sedde in prima fila, per capire meglio le intenzioni, appuntando qualcosa sorridendo. Non sapeva che stava per ascoltare qualcosa di veramente serio, non si era accorto di essere alla presentazione di un libro serissimo....



25 luglio 2010

You Take My Breath Away


sono le 4 e mezzo, un bicchiere d'acqua per sciacquare la bocca da una cena alquanto saporita, una controllatina al blog e un post che ci scappa di sfuggita. solo per dire che ho in mente questa canzone, ché ho in mente la persona che mi fa venire in mente questa canzone, e che mi porta via il respiro (anche la canzone mi porta via il respiro). notte.




Ooh ooh ooh ooh
Ooh ooh
Ooh ooh ooh take it take it all away
Ooh ooh ooh ooh - ooh take my breath away - ooh
Ooh ooh ooh ooh
Ooh you take my breath away

Look into my eyes and you'll see
I'm the only one
You've captured my love
Stolen my heart
Changed my life
Everytime you make a move
You destroy my mind
And the way you touch
I lose control and shiver deep inside
You take my breath away

You can reduce me to tears
With a single sigh
(Please don't cry anymore)
Every breath that you take
Any sound that you make
Is a whisper in my ear
I could give up all my life for just one kiss
I would surely die
If you dismiss me from your love
You take my breath away

So please don't go
Don't leave me here all by myself
I get ever so lonely from time to time
I will find you
Anywhere you go, I'll be right behind you
Right until the ends of the Earth
I'll get no sleep till I find you to tell you
That you just take my breath away

I will find you
Anywhere you go
Right until the ends of the Earth
I'll get no sleep till I find you to
Tell you when I've found you -
I love you

Take my breath, take my breath
Take my breath, take my breath
Take my breath, take my breath
Take my breath, take my breath
Take my breath, take my breath
Take my breath, take my breath
Take my breath, take my breath
Take my breath, take my breath
Take my breath away.

24 luglio 2010

istinto animale. ognuno ha la sua tana.

la situazione. asse da stiro sulla sinistra che fa da bodyguard ad un armadio gigante con tutte le ante spalancate che viene fermato da una porta accostata ad esso. di fronte: quadretto con foto a sfondo semifloreale di me quando avevo 6 (?) anni (praticamente sono io senza barba e poco meno di un metro più basso, ah già niente occhiali) con finestra che si interpone tra me e il suddetto quadretto, rigorosamente abbassata, rigorosamente aperta (così entrano più aria ed escono meno cazzi miei). girando ancora la testa di qualche grado in senso orario, e discostandomi dal monitor del pc vedo una massa uniforme di cd raccolti su uno scaffale ed uno stereo muto da mesi ormai (ma funzionante) con un ventilatore che ha manie di protagonismo e si porta avanti a tutto e per ora fa qualcosa solo lui. dietro ad esso anche una scrivania che sembra quella di un emporio. c'è tutto, dai vestiti agli accessori per radermi a buste di vario genere e libri, libri, libri, il mio primo diario, un atlante, due dizionari, fascicoli rilegati e sulla vetta una foto con la coppa dei campioni e un calice della paulaner. la parete principale, è quella invece politically correct, con le foto di quando ero più piccolo e i diplomi scolastici. io ora sto sul letto, sfatto ovviamente. alle spalle mie, incombe un quadro di una madonna con bambino di cui faccio finta di ignorarne l'esistenza un po' come la scimmia cattiva che dimora nel mio armadio (quello gigante, con tutte le ante spalancate che viene fermato da una porta accostata ad esso). ecco questa è la mia "tana" da letto. ognuno ha la sua, che un po' riflette la propria personalità.


23 luglio 2010

frammenti pt. 2




frammento 5

se un giorno perdessi il tuo sguardo, non avrei occhi con cui vedere.

ore 4.50 23 luglio 2010.

21 luglio 2010

frammenti



frammento 1

metafore, analogie, similitudini e tutte le variazioni sul tema servono a dare parole a qualcosa di estremamente complesso che non può essere riassunto con poche semplici parole.

frammento 2

è stupendo sprofondare nel letto e abbandonarti con una resa senza condizioni alle braccia di morfeo.

frammento 3

penso anche a quei momenti in cui dici "come quella volta che..." e mi spunta un sorriso e i miei occhi ricordano e...(sorridiamo quando un bambino ci porta a far vedere il disegno che ha appena fatto, per noi è solo uno scarabocchio, per lui è qualcosa di speciale, che ti viene donata; il buon sentimento che prova il bambino quando ti regala il suo disegno è della stessa intensità delle esperienze soggettive memorabili che abbiamo vissuto)

frammento 4

l'alba con le luci appena sveglie del mattino sembra una tela di un pittore famoso. io c'ero e l'ho vista. adrenalina pura.

quattro frammenti per raccontare in ordine sparso quattro momenti in quattro giorni diversi. penso che il dettaglio sia importante, è la somma dei dettagli che rende un giorno diverso dall'altro.


20 luglio 2010

...tempo di Vacanza....


Finalmente la vancaza sperata e' finalmente arrivata......direi non c'e' cosa piu' bella cosa, non c'e' cosa piu' ambita, soprattutto dopo un periodo, piuttosto lungo, di lavoro ad alti regimi. Momenti in cui scompari dal mondo, e concetri i tuoi pensieri su un solo obiettivo. Una meta, che devi necessariamente raggiugere.
Ed una volta raggiunta sospiri, e disorientato non credi che sia possibile, rimanendo per un attimo con un sorriso stampato in faccia.
La goduria del "dolce far niente" arriva pian piano, rendendoti sempre piu' soddisfatto e rilassato. Ripensi ai giorni passati e quasi non ti sembra vero che hai molto, ma molto tempo a disposizione, per distenderti, ritrovare i tuoi spazi. E i tuoi tempi. Lasciando il tuo studio e il tuo computer chiuso.Per ferie.

16 luglio 2010

Farsi del male

A volte, la vita è così violenta e crudele, che ti viene solo voglia di farti del male.
Farsi del male per cercare di chiudere il prima possibile la propria vita, piena di sofferenza.

Ci sono tanti modi per farsi del male... tagliarsi le vene, ferirsi, iniziare a fumare...

Io ho scelto il modo più doloroso e rapido...



Un piattone di peperonata.

12 luglio 2010

manco li cani


persa l'occasione del 100esimo, ricordiamo con solenne memoria il 101esimo. amen.

11 luglio 2010

100esimo post


Scrivo per il centensimo post, come di qualcosa di strano e straordinario allo stesso tempo...
un mese fa eravamo in pochi (ma buoni :)) a scrivere. Ricordo con piacere quando appena pubblicato il blog, si cominciavano a leggere i primi post, ero incuriosito da quello che altri scrivevano, da come gli altri volevano comunicare la propria realta' e la propria vita.
Poi il gruppo si e' allargato tirando dentro nuove persone che hanno colloborato ad impreziosire con i loro ricordi e stralci di quotidianita' la bacheca....
E' bello quando si trova qualcuno che voglia collaborare, sia per chi propone che per chi riceve la proposta.....e' bello poi quando pubblicano, e senti che la tua proposta non e' andata vuoto......
Da quel giorno la vita cambia, si ricerca qualcosa di emozianante da scrivere. Si osserva, si pensa, si cestina, si ri-pensa e si butta giu' qualcosa sperando di trasmettere al lettore lo stesso pathos, la stessa emozione.
E cosi' si scrivono post lunghi o corti, fatti di immagini o parole , poesie o racconti, vissuti o inventati, divertenti o tristi, che ti fanno pensare o che ti fanno annuire, legati ognuno alla mano e alla mente di chi li scrive. O di chi li legge.
Qualche tempo fa non credevo che questa cosa fosse possibile......
Scrivo per il centesimo post, come qualcosa di straordinario e stupendo allo stesso tempo......

Per tempo


sono sempre stato abituato a fare le cose per tempo, e spesso se sono impegni importanti, ad anticipare le mosse, a ritagliarmi il lavoro nella quotidianita' sperando di non dover dire alla fine "non ho tempo". Ma spesso trascuro i fuori programma, o meglio trascuro il fatto che non tutti sono corretti e preferiscono dirti le cose all'ultimo momento, incasinado tutto.
Cosi' si ricomincia tutto, si spostano le scadenze meno importanti e si da la massima concetrazione al problema principale, cercandolo di risolverlo nel minor tempo possibile e soprattutto nel migliore dei modi.
Comincia il conto alla rovescia e ogni secondo che passa sembra un masso che cadendo ti scuote, lasciando un vuoto all'altezza dello stomaco. Il nervosismo pervade la mente che vorrebbe urlare e dirti basta, ma va avanti , per inerzia.
Cosi ' il giorno lascia il posto alla notte e cosi' via, senza soluzione di continuita'. Senza parole, si va avanti ammutoliti da una concetrazione che riveste piu' un automa che un essere umano. Ed i gesti diventano piu' veloci, le decisioni piu' affrettate e il tempo sempre piu' breve.......sempre.... piu'.......breve.............

10 luglio 2010

per sempre

oggi mi sono svegliato con questa canzone in testa...so che sono un po' fuori moda, ché questa canzone appartiene a un passato filmografico che è stato aggiornato due volte e prossimamente verrà aggiornato una terza. vabbè, cmq la canzone è bella, loro sono i breaking benjamin, dolci e incazzati a seconda di come gli gira...in una sola parola bravi. godeteveli.





9 luglio 2010

..........

.........senza parole..........

pro - testa




oggi è la giornata nazionale di protesta contro la legge bavaglio . in forma di protesta, i quotidiani non escono, per protestare anche contro la legge che imbavaglierà anche il popolo dei blogger e di tutto il parentado della rete. questa non vuole essere una presa di posizione politica, voglio solo dire che è una posizione condivisa in generale da tutto il web. comunque...

...accendo la tv, e al posto del tg trovo le repliche di beverly hills 90210. certo che se i giornalisti volevano arrecare un disagio, ci sono riusciti molto bene.

8 luglio 2010

Battiti di note

“Il cuore rallenta, la testa cammina…”: è questo ciò che spesso mi succede quando sto per incontrarmi con Sua Maestà il pianoforte. Quegli attimi prima di sederti su quello sgabello magico sembrano interminabili: il cuore diventa teso come la pelle di un tamburo e comincia a vibrare, il corpo freme, il respiro diventa inarrestabile, le mani sudano. Sono quei brevi attimi in cui ti senti davvero vivo, tutto il tuo corpo è vibrazione, sono gli attimi in cui cominci davvero a respirare a pieni polmoni dopo la lunga apnea della vita quotidiana. Poi, quando ti trovi davanti a quei tasti bianchi e neri, tutto si ferma. La tua mente è sola. Tutte le vibrazioni che avevi sperimentato all’inizio, ora le trasferisci a lui, al pianoforte. Ora toccherà a lui a vibrare. Quando cominci a solleticare quei tasti sembra quasi che stessi violentando lo strumento: si mette in moto tutto un sistema di caviglie, piròli, smorzatori, martelletti che percuotono le corde tese di rame e acciaio, tutto il legno vibra, freme. E come ti ricambia questo strumento?...Con una melodia!
Beh, come avrete notato facilmente, gran parte di questi “eventi” che accadono mentre ci si accinge a suonare un pianoforte, dopotutto, non ci sono poi tanto alieni, è un po’ quello che succede quando un uomo e una donna si uniscono quando fanno l'amore, una condivisione di vibrazioni, odori, pause e battiti.
A pensare che quando avevo la tenera età di 5 anni e vidi per la prima volta un pianoforte a coda in una fotografia, pensai che fosse una qualche astronave o una macchina del futuro, con le sue linee sinuose, con il suo coperchio aperto, i pedali … E da quando ho cominciato a viaggiare con questa straordinaria astronave dall’età di 8 anni, da allora non ho più smesso.
Concludo con una frase alla quale mi sono molto affezionato tratta dal film “La leggenda del pianista sull’Oceano”, con la speranza che questo viaggio nello straordinario mondo della la musica venga intrapreso da quante più persone possibile, visto che oggigiorno la maggior parte della gente ne ha davvero bisogno. “Tu pensa a un pianoforte... i tasti iniziano, i tasti finiscono... tu lo sai che sono 88 e su questo nessuno può fregarti... non sono infiniti loro, sei tu che sei infinto... e dentro quegli 88 tasti la musica che puoi fare è infinita”.

Fotografie

La frase: "il mondo è andato avanti..." citata più volte nella serie di libri "la torre nera" di stephen king, sembra calzare a pennello, giorno dopo giorno, nella realtà.
In quei libri, si parla di un mondo "andato avanti" a causa di situazioni strane e cambiamenti repentini negli equilibri del mondo, invece nella realtà nostra, possiamo semplicemente considerare tanti fattori che fanno riflettere su quanto il mondo sia cambiato.

E su come è cambiato velocemente.

Tra le tante cose, volevo soffermarmi due minuti sulle fotografie. Ieri, mentre aspettavo che mi venissero a prendere per la partita, ho visto tre ragazzine vicino a un motorino, che non facevano altro che scattare quelle foto odiose in cui ti metti in pose infantili. E pensavo...

Pensavo a quanto è cambiata l' idea stessa della fotografia. Quando ero piccolo, ricordo che le foto erano un qualcosa di speciale, di bello, di unico.
Si scattavano per memorizzare in una immagine quello che poteva essere un momento, una bella situazione, un panorama... E dovevi essere bravo, perchè i rullini non avevano più di 32 foto... niente foto stupide o doppie, solo quelle davvero importanti e significative.

Terminato il rullino, si portava a sviluppare e si attendeva... e quando tuo padre tornava, subito chiedevi: "le foto???" ogni giorno, fino a quando il fotografo finiva il suo lavoro e ti consegnava un album, le foto e i negativi. E subito ci si riuniva tutti per guardarle, per ricordare, per sorridere...

Oggi è cambiato tutto. Oggi non hai più limiti con il numero di foto, non hai limiti di strumenti (le fanno pure i lettori mp3 tra un pò...), non hai problemi di luce, puoi vedere le foto immediatamente e averle digitalizzate, insomma, è davvero cambiato il modo di intendere le fotografie...
Da particolarità, è diventata quasi la quotidianità. Quelle tre ragazzine, non hanno vissuto quando ancora l' idea della fotografia era un qualcosa di affascinante e di particolare e per loro fare fotografie in pose stupide e ridicole, farne dieci, mille, pubblicarle su facebook senza ritegno, diventa una cosa quasi normale. Ma qui la colpa è anche della società moderna, nella quale conta sempre di più apparire e la facilità con cui fare le foto, aiuta non poco a sviluppare questo modo di vivere.

E' un bene o un male che il mondo sia "andato avanti" da questo punto di vista? Sinceramente, non so dirlo. Avere le foto subito a disposizione, poterle vedere, poterne fare tante, sono tutte correzioni "positive". Io odiavo quelle lunghe attese per le foto!
Puoi anche farle stampare su carta da foto, così da sembrare più simile al passato... anche se è un pò una forzatura, dato che è proprio il concetto in se che è diverso...

Un pò mi sento, come si dice? nostalgico da questo punto di vista. E forse, la cosa sbagliata non è che il mondo sia andato avanti, ma è come noi abbiamo interpretato questo "andare avanti". Perchè quelle tre ragazzine, se educate in un modo diverso, probabilmente non sentirebbero il bisogno di farsi mille foto con la boccuccia in fuori... e non andrebbero in giro alle 10 di sera (in tre su un motorino...) solo per scattare fotografie che poi, naturalmente, finiranno su facebook con didascalie: "amora, amori, amoruccia".
Io ho due telefoni che fanno le foto e ho una macchinetta digitale, ma non faccio duemila foto a me stesso. C'è stato un periodo che mi portavo dietro la macchinetta, ma facevo solo foto per memorizzare da qualche parte quelli che erano momenti particolari della mia vita, che un giorno sarebbero finiti...

Ok, ora mi sento ridicolo. Sto facendo la morale sulle fotografie!
Cazzo, ho 22 anni, perchè devo comportarmi come un vecchio??? :D

7 luglio 2010

(mito)logica




ore 7.39. appena svegliato. ho solo bisogno di non sentire il mondo sulla mia pelle. ma è impossibile. una giornata da Atlante. no la geografia non c'entra nulla. devo allenare bicipiti, tricipiti e deltoidi per affrontarla.

ore 7.41. iniziamola.

Emozioni di un calciatore

Nel calcio si parla tanto di gesti tecnici, atletici, schemi, moduli, convocazioni, acquisti, cessioni, soldi... Ma si parla mai delle emozioni che può provare un giocatore?

Ritorno delle semifinali: andata, 7-5 per noi. Per qualificarci, ci basta non perdere con 3 gol di scarto. Con 2, si va ai rigori.

Prima della partita, l' ansia e la tensione. Vuoi cominciare a giocare, vuoi vedere quel pallone iniziare a rotolare magari dentro la porta avversaria. Vuoi sbloccare subito il risultato e giocare più tranquillo.

Durante la partita, in 10 minuti, subisci due gol. Gli avversari devono recuperare e partono con una marcia in più, anche grazie ai loro tifosi.
Lo scarto è annullato e ti trovi sul 2-0, con la responsabilità immensa di chiudere la tua porta a chiave per evitare l' eliminazione. Ma la porta diventa enorme, i tiri sembrano veloci e ben diretti, tu sei l' ultimo baluardo della tua squadra... Ora l' ansia è sempre maggiore, hai paura. Paura di sbagliare e prendere un gol stupido, davanti all' enorme cornice di pubblico che gli avversari hanno portato, paura di deludere i tuoi compagni e paura di essere la causa psicologica dell' eliminazione.

E puntualmente, quando le partite sembrano stregate, ecco che avviene l' irreparabile. Punizione, intervento sbagliato con i piedi e palla in gol. 3-0, la finale sembra sfumare... Sconforto, delusione, tristezza, rabbia, voglia di sparire... Ti tiene in piedi solo la consapevolezza di aver fatto il primo e unico errore della partita, che su 3 gol, è la squadra che non gira e tu fai parte del sistema sballato. E ti tiene in piedi la fiducia che gli altri hanno di te. E la fiducia che hai tu verso di loro. Sai che possono risolvere la partita e ti riprendi psicologicamente.

E dopo 5 minuti, eccolo li: vai sul 3-1 e ritorni in corsa. Esulti e ti rendi conto che il tuo errore è cancellato. Acquisti fiducia e chiudi la porta. Qualche conclusione insidiosa ma ben sventata dai tuoi piedi o dalle tue mani e una difesa che inizia a prendere le misure ai tuoi avversari. Si, ci siamo, non siamo morti.

Finisce il primo tempo e momentaneamente, ci troviamo in ottica rigori. La tensione non si è ancora sciolta, ma la rabbia agonistica prende il suo posto e aiuta a non sentirne il peso.

Inizia il secondo tempo e la paura di sbagliare è sempre li. Piano piano, vedi i tuoi compagni prendere in mano la difesa e chiudersi bene, concedendo poco agli avversari.
E quel poco che viene concesso, nonostante la tua paura, è sventato con i tuoi interventi decisivi.
E inizia a salire l' euforia. Salvi un gran tiro diretto nell' angolino basso e senti i tuoi compagni urlare: "GRANDE TOTO'!!!". Hai la loro fiducia e questo supera anche il caldo asfissiante, nonostante siano le 23:30.

Piano piano, gli avversari cedono ma non mollano. I tuoi compagni tirano, il portiere avversario para altrettanto bene e il risultato non si schioda. 3-1 e a calcetto, è un risultato piuttosto stretto, considerato che nel secondo tempo è ancora 0-0. Gli avversari cominciano a cedere ma, appunto, non mollano, sono ancora li, a provarci, a tirare, a cercare gli inserimenti vincenti.
Il pubblico li incita con tanto di trombette e più il tempo passa, più i rigori si avvicinano. E più la tua porta diventa gigante e la tua paura di commettere un errore ritorna a farsi viva.

A metà del secondo tempo, ancora 3-1. Il palo evita la capitolazione degli avversari e il portiere compie parate decisive. Tu fai altrettanto, anche se non senti la sicurezza di altre volte e hai paura. Paura di sbagliare e non solo... conosci il calcio, sai che se non segni, segnano loro. E in una situazione come quella, chi segna vince. Negli scacchi, si chiama stallo. Ma a differenza degli scacchi, qui si continua a giocare. Gol loro: tu vai a casa. Gol nostro: vanno a casa loro. Sul filo del rasoio.

E quando meno te lo aspetti, è il campione che ti risolve la partita. Palla lanciata verso il fondo, stop e tiro. Palla all' angolino basso e stallo spaccato. 3-2, hai un piede e mezzo in finale.
Ma manca ancora un pò e gli avversari non hanno intenzione di mollare. Tu lo sai, sai che non devi deconcentrarti perchè il mezzo piede della finale, può tornare indietro. Ma sai anche che la tua squadra c'è, che sei ben protetto e loro sono ben protetti da te.

Però, quando si tenta il tutto per tutto, può succedere di tutto. Senti il terrore che ti attanaglia nel momento in cui la tua barriera sbaglia ad aprirsi e lascia passare un pallone diretto sotto la traversa. Provi l' intervento, ma non puoi nulla perchè la palla è veloce e precisa. Chiudi gli occhi e senti quel "beng" che in un' altra occasione ti farebbe urlare e correre di gioia. La traversa ti salva e il 3-2 è mantenuto. Ma ti sei letteralmente cacato sotto.

La partita continua, gli avversari non crollano. Ci sono fino alla fine, fino all' ultimo secondo dell' ultimo minuto di recupero.
Ma la concentrazione e la difesa reggono.

E quando l' arbitro fischia, vedi quei pochi tifosi correre verso i propri compagni e tu, rimasto li da solo a difendere i pali, colpevole di un solo gol ma decisivo nel salvarne almeno 5 o 6, ti inginocchi a terra e baci quel campo in cui hai lasciato tutto. Senti dentro di te l' emozione di essere arrivato in finale, di avere ancora un motivo valido per essere al mondo e per essere qui, lontano da casa tua. Sei aggrappato a quell' ultima partita, quegli ultimi 50 minuti di un torneo lungo 16 partite (per te che sei in finale...).
E quando ti rialzi, la prima scena che vedi è quella dei tuoi compagni che vengono ad abbracciarti perchè, pur essendo tu li da solo a reggere il peso di una responsabilità enorme, tu fai parte di una squadra e se quei 5, 6, 7 palloni non sono entrati, sai benissimo che è anche e soprattutto merito tuo. Tu sei in finale perchè te lo sei meritato. E i tuoi compagni di squadra lo sanno benissimo.

E dopo di loro, arrivano i pochi tifosi della tua squadra a darti il 5 (evitano gli abbracci, tu sei sudato a mollo...) e dopo di loro, gli avversari. La scena più bella che vivi è quella degli abbracci e dei complimenti finali.
In campo, nemici acerrimi. Niente sconti, non si ritira la gamba, si gioca decisi.
Fuori dal campo, ci si stringe la mano, si sorride e ci si fanno i complimenti reciproci.

Complimenti più che meritati, dato che se ti sei sentito in ansia per tutta la partita, è perchè avevi davanti gente che voleva "farti lo sgambetto" e stavano per riuscirci. Anzi, paradossalmente ci sono riusciti, dato che siamo usciti sconfitti.
Così come sono meritati quelli che ricevi, quando sai di aver salvato il risultato.

Alla fine, ti butti su una panchina in attesa che i tuoi compagni si facciano la doccia. Sorridi, cerchi di smaltire la tensione, scherzi, saluti gli avversari che passano facendo notare loro quanto ti sei cacato sotto di uscire fuori... Non pensi nemmeno: "abbiamo perso", perchè comunque non conta. Hai perso ma sei in finale.

E non vedi l' ora che venga venerdì. Non vedi l' ora che arrivi quella maledetta finale e pur sapendo che probabilmente perderai (giochi contro una squadra DAVVERO forte, solo una sconfitta in tutto il torneo e per giunta in semifinale, con un solo gol), ti senti contento perchè sei arrivato li.
E ci sei arrivato perchè te lo sei meritato.

6 luglio 2010

Chissà

Ho sempre pensato che la nostra vita non è nelle nostre mani, che il nostro futuro non lo costruiamo noi, che noi abbiamo potere solo su un 30% della nostra vita che coincide con il fare o non fare le cose che vogliamo o dobbiamo.

Il destino, il fato, dio, diamo tanti nomi al 70% che controlla la nostra vita. Potrei anche parlare del ka, ma mi sembrerebbe una riduzione del valore del ka, nel quale sto iniziando davvero a credere e che credo vada ben oltre il destino scritto.

E più avvengono certe cose, più mi convinco che sia davvero così, che non siamo padroni di nulla. Facciamo una cosa, la cosa che più desideriamo e poi? Poi la nostra vita finisce in tutt' altro modo.

Eppure, pensavo che una cosa uscisse fuori da questi canoni. Pensavo che l' amore (ma anche le amicizie vere, sincere) uscisse fuori dalla logica del controllo e dipendesse unicamente dai nostri comportamenti, dal nostro essere e dal nostro fare.
Pensavo che se ci comportassimo tutti in maniera corretta verso il partner, senza menzogne, senza scheletri nell' armadio, senza falsità, senza segreti, cercando di capirsi e di migliorarsi a vicenda, allora i rapporti possono durare davvero per sempre.

Certo, può essere che i caratteri non combaciano e a un certo punto si capisce di essere incompatibili, o magari col tempo escono fuori certi atteggiamenti e certi comportamenti che non piacciono, che ne so, i rapporti possono anche finire per carità, ma in questi casi, siamo sempre dentro la sfera del nostro 30%.

Ma certi discorsi fatti e certe riflessioni, mi stanno portando davvero a ricredermi anche su questo.
E' davvero possibile che rispettando tutti i canoni del "buon fidanzato" (che brutta cosa da scrivere...) e se non escono fuori problemi dovuti al carattere o a qualcosa di controllabile, finisca davvero tutto?
E' davvero possibile che dopo essersi magari sposati o aver passato tanti anni insieme, aver iniziato a costruire il proprio futuro, a un certo punto, si possa mollare tutto senza un apparente motivo sensato?

Ma allora che senso ha? che senso ha andare dietro a un qualcosa che potrebbe finire dall' oggi al domani? Che senso hanno tutti quei discorsi sullo sposarsi, fare una famiglia, passare la vita insieme... che senso hanno se io un giorno potrei svegliarmi e cambiare completamente tutto? E' una cosa che non riesco a capire e ad accettare. Non è il fatto in se che mi infastidisce, è proprio l' idea di fondo, la logica che c'è dentro. Perchè non possiamo avere il controllo della nostra vita? Perchè dobbiamo vivere nell' ansia e nella paura che quello che facciamo può finire da un momento all' altro per decisioni non nostre? Perchè è così che vanno le cose alla fine, noi andiamo avanti nella nostra vita spesso per decisioni non nostre...

Però voglio avere ancora un briciolo di speranza. Perchè come è vero che le cose possono finire così improvvisamente, è tanto vero che le cose che si sentono in giro, spesso, succedono perchè vengono a mancare le basi o sono troppo poco solide. Si sentono in continuazione storie di divorzi e matrimoni distrutti e in tutte le storie che ho sentito, c' era sempre qualcosa di base che non andava dal principio, qualcosa che magari si è ignorato e non si è affrontato nel modo giusto.
E li è colpa del 30% nostro.

E io voglio sperare ancora che c'è qualcosa nella vita, che si può controllare con una percentuale superiore a quel maledetto 30%...

LA storia...

spesso i post possono raccontare storie di semi - fantasia. questa che sto per raccontare (attraverso parole e musiche di altri) è una storia vera. e credo sia la più bella tra tutte.

i'm learning all about my life by looking trough her eyes (dream theater, trough her eyes)

[e davvero sto imparando tutto della mia vita guardando attraverso i tuoi occhi]

it's always a rainy day without you (one year of love, queen)

[anche al sole se non ci sei, piove...]

so i found a reason to stay alive (garou, first day of my life)

[molti cercano il senso della vita e ci impiegano un'eternità per trovarlo...io già l'ho trovato...]

i am strong when i am on your shoulders (josh groban, you raise me up)

[sei il mio sostegno...]

in every word i've never said...i feel you (schiller, i feel you)

[anche ciò che non dico mi ricorda te...]

tu sei qui, vederti è come baciare una stella (amalia grè, amami per sempre)

[spesso rimaniamo incantati a guardare il cielo di notte, e ci chiediamo quante stelle brillino effettivamente in cielo, la mia stella guida ce l'ho qui, affianco a me...]

love is a bath of blood, and i'm bleeding (dream theater, space dye vest)

[se l'amore fosse una vasca piena di sangue, sanguinerei senza dolore...]

i just want to die in your arms, here tonight (shayne ward, no promises)

[potrei anche andarmene, ora che sono qui con te...]

innocence caressing me, i've never felt so young before (dream theater, a change of season)

[un'emozione quasi adolescenziale...]

vorrei viaggiare su ali di carta con te (elisa + sangiorgi, ti vorrei sollevare)

[leggeri...con le ali quasi impalpabili...]

c'è che non me ne importa niente di tutta l'altra gente, di tutta quella gente che non sei tu (gino paoli, che cosa c'è)

[è che se sto con te vedo il meglio...e il meglio sei tu...]

[la chitarra va e parla più di ogni parola] (tommy emmanuel, angelina)

[la musica, una delle arti più nobili...]

se non ci fosse lei, niente più batticuore (edoardo bennato, se non ci fosse lei)

[e il cuore lo sento spesso che rimbomba...]

kiss me once and i will surely melt and die, kiss me twice and i will never leave your side...dreams come true (hammerfall, dreams come true)

[i sogni spesso non si realizzano...spesso...a volte si, e se diventano veri ti lasciano a bocca aperta...]

maybe I'm crazy, but it's crazy and it's true, i know you can save me, no one else can save me now but you (meat loaf, i'd do anything for love)

[la più bella follia di cui sia vittima...]

the book of love is long and boring and written very long ago, it's full of flowers and heart-shaped boxes and things we're only too young to know...but i love it when you give me things... (peter gabriel, the book of love)

[oggetti, fiori, scatole a forme di cuore. cose che non consideri, fino a quando non arriva quella persona che ti fa battere il cuore...]

7...e poi 8...e poi 9... e poi 10, 20, 30, 50, 100 e tante altre volte abbiamo vissuto e vivremo ancora questo momento...

[alcuni momenti come questi, di infinita dolcezza, speri che si ripetano ogni giorno e il più possibile...dreams CAME true]

5 luglio 2010

Trovare la soluzione

Lavorare
Amare

Voltarsi indietro
Indispettirsi
Tacere
Annuire

Evadere

Uccidersi
Nascondersi
Abbandonarsi

Momenti
Eutanasia interiore
Reminiscenze
Dimenticare
Annullarsi.

nel film "Patch Adams", il medico rinchiuso in manicomio fa una domanda al protagonista, mentre gli mostra quattro dita della mano.
"Quante dita sono?"
"quattro..."
"NO! Quante dita vedi?"
"...quattro!"
"Se ti concentri sul problema non troverai mai la soluzione, devi guardare oltre. quante dita vedi?"
Il protagonista distoglie lo sguardo dalla mano del dottore e mentre osserva il suo viso vede quella stessa mano sdoppiarsi.
"...otto..."
"Esatto."

se trovate la soluzione del post vincete una bella bambolina di pezza :D


3 luglio 2010

Vivere

Il post precedente sulla vita, mi ha dato lo spunto per una piccola riflessione.

Quando una persona sta male e vive periodi poco felici, le cose che si dicono di solito sono: "tutto si sistemerà, vedrai che prima o poi le cose andranno bene, non può piovere per sempre" e cose simili.

Premesso che questo sia vero, volendo essere per una volta ottimisti e fiduciosi. Premesso che davvero prima o poi le cose andranno bene e si sistemeranno...

Il problema non è più il fatto che stai male e non sai se si risolverà il problma, ma diventa un problema della quotidianità. Diventa un problema di come vivere la propria vita con tranquillità, con naturalezza, senza pensieri.
La vita, purtroppo, non è fatta di periodi. Mi spiego: uno può dire "passerò un estate di merda, passerò un brutto natale, passerò dei mesi orrendi", ma questo non vuol dire che passi "un periodo", vuol dire che passi tanti giorni in un certo stato emotivo. E così, un periodo come l' estate, diventano 3 mesi, un periodo come natale, diventano 2 mesi. E ogni mese, sono trenta giorni. E ogni giorno, 24 ore. E ogni ora, la sofferenza non ti abbandona mica. E spesso, alla sofferenza si aggiunge la paura del quando tutto questo finirà...

Purtroppo, quando succede qualcosa che ci sconvolge, non si può andare avanti veloce e riprendere nel momento in cui si supera la fase, così come è difficile riuscire a non pensare, a scollegare il cervello e concentrarsi su altro.

E' questo che intendo come quotidianità. Riuscire a svegliarsi la mattina con la voglia di alzarsi, riuscire a fare le cose di tutti i giorni, trovare la forza di impegnarsi nelle cose che non si vogliono fare.

E' vero, c'è chi ci riesce, c'è chi dimentica i suoi problemi e vive la sua vita tranquillamente.
Ma c'è chi non ci riesce. C'è chi non riesce a mettere di lato certe cose e non riesce a vivere la sua vita "isolando" il problema.

Eppure, un modo per vivere la quotidianità senza problemi, c'è.
E la soluzione è uscire dalla quotidianità. Uscirne con persone che ti stanno vicino, che ti fanno sentire la loro presenza in ogni momento, che ti fanno svagare.
Oppure, trovarsi un' attività che ti distrae, che ti permette di uscire dal tunnel, che ti da quelle orette, quei minuti, quei momenti, quei giorni, per distrarti.

Naturalmente, non vivrai quelle giornate e quei momenti con allegria vera e con passione, non li ricorderai come i periodi più belli della tua vita, ma per lo meno, ti distrai e passi un pò diversamente le tue giornate.

Questo è quello che mi succederà tra qualche giorno, quando tornerò finalmente a casa. Passerò le mie giornate davanti la play, andrò a fare qualche giro in macchina, insomma, movimenterò le mie giornate che, al momento, stanno si passando velocemente, ma stanno andando avanti per inerzia, senza alcuna voglia di vivere.

Mi passerà tutto con queste vacanze? Beh, la vedo dura. Ma non voglio pensarci. Voglio solo pensare che passeranno almeno 3 mesi, nei quali sicuramente starò più in equilibrio, durante i quali può succedere tutto o può succedere nulla.

3 mesi sono parecchio tempo, però. Può essere che quando tornerò, sarò risorto dalle mie ceneri almeno per quel poco che potrò risorgere...

vita tranquilla


ti insegnano sin da piccolo a dare importanza alle cose, a creare una gerarchia degli eventi, è come se ti vogliano insegnare come mettere in ordine qualcosa di casuale che in quanto casuale ordine no n ne avrà mai: la vita.
c'è chi dice "voglio solo una vita tranquilla", e non capisce quanto quel "solo" non sia solo un "solo", ma voglia dire molto di più.
il problema è che tutti desiderano una vita tranquilla. e se tutti la desiderano questo forse vuol dire che molti non ci riescono, ma è anche normale. forse il "senso" della vita è quello di essere sereni. forse tutte le cappellate sulla vita fatta di sofferenze che ti portano alla salvezza rimangono cappellate.

semplificare. se la tua vita è 4/4 o 2/2 o 8/8 e così via, ricomponi le parti. avvicinati il più possibile all'1 su 1. il risultato non è lo stesso? no. è equivalente. il che è diverso.

stare attenti al peso delle parole. le parole possono ferire. quante volte una persona dice qualcosa che ti punge, solo perché ha usato una parola diversa da un'altra?

ascoltare. affinché tu possa essere ascoltato. siamo bestie sociali, lo dico da una vita, ognuno ha bisogno di qualcuno che gli presti orecchio, e viceversa.

selezionare. come quando affondi la mano in un cesto di pesche, sembrano tutte belle, poi alcune profumano più delle altre, e altre hanno delle ammaccature. e non significa che quelle che non abbiano ammaccature siano meno buone delle altre. anzi, forse sono migliori, ché quella che uno vede quando si va dal fruttivendolo è solo apparenza. molto spesso ciò che viene definito sociale penso sia come un grande fruttivendolo. la cosa non mi piace.

sorridere. anche se ti tremano le mani e non ce la fai più. passa tutto.

piangere. anche, ché le emozioni non si trattengono che sennò fanno male tanto quanto trattenere un "etciù". soprattutto non è detto che il pianto sia sempre associabile alla tristezza. tante volte ho pianto per felicità.

credere. non in quello che ti dicono o in quello che necessariamente pensano gli altri. credere in quello che si fa.

fare del male. sì, ferire. fare del male. ci vuole anche quello: se male hai ricevuto, male dai.

posso parlare le ore. o finire qui: io voglio una vita tranquilla.



(con questo non intendo dare "lezioni di vita". non avrei le capacità per farlo. mi sono solo fermato allo stop stamattina, quando stavo in macchina e ho pensato. e mi è uscito un sorriso.)




lo diceva anche francesco tricarico

1 luglio 2010

Control Zeta


Ore 3.41 A.M.
....il suo corpo nn rispondeva ai suoi comandi, nn riusciva neanche a spostare la freccia del puntatore.Un unico comando, la rotella avanti e dietro, zoomando e dezoomando, ipnotozzato. Erano 24ore che non si fermava. Era un automa, occhi sbarrati, rossi. Palpebre pesanti, peggio di 2 macigni.
...pensava e ripensava e sapeva che quello che nn stava facendo in quel momento, nn poteva farlo nessun altro. Doveva continuare, senza cessare, senza mollare un attimo......il tempo perso lo doveva recuperare, non sapeva quando. Aspettava. La stanchezza che da qualche momento lo attanagliava gli sarebbe passata, era questione di tempo....Diceva a se stesso CONCENTRATI CONCETRATI, DAI DAI.......zzzzzzzzz.....


Ore 7.41 A.M.
Porca..............................

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