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31 dicembre 2010

Ogni 31 e' sempre lo stesso 31.....



- Ma sicuro che mangeremo tutto????
- Si, dai.....stai tranquillo!!!!

....sempre cosi'. Ogni anno, ci troviamo nel giorno piu' tragico per poter fare la spesa. Giorno in cui tutte le persone si riversano per le strade, per fare la stessa cosa: invadere e negozi e comprare tutto il comprabile.
Sono questi i giorni che le persone dimenticano la crisi e spendono quello che forse non avrebbero speso neanche in un ristorante.
I Negozi, come ogni anno, strabordano di persone. Persone spesso irritate dalla fila che stanno facendo, per poter prendere anche qualche fesseria.
A questo si aggiunge l'imparagonabile traffico che popola le strade, traffico che vedi solo in queste date, macchine piene di acquisti o macchine vuote alla ricerca di negozi con meno gente....
Il cenone, evento annuale, sembra tutti gli anni, cena per una moltitudine di persone. Si compra e prepara l'impossibile, in quantita' industriali, e quando si arriva a tavola, spesso si e' gia' sazi. Ed ogni anno, si fa lo stesso proponimento: "l'anno prossimo, dobbiamo comprare meno cose, senno' si butta tanta roba!".........e anche se alla fine compreremo un sacco di cose...sara' un modo per fare daccapo lo stesso proponimento per l'anno successivo...

Buon 2011

capo-danno (non farò il trenino. giuro.)



finisce quest'anno. c'era da aspettarselo, accade tutti gli anni lo stesso giorno...o no?

finisce quest'anno fatto di belli e brutti ricordi. finisce e se li trascina via, con un colpo di spugna. con la prontezza di una massaia che deve far risplendere casa propria in attesa di avere ospiti, e con la differenza che io non so ancora chi cazzo "ospiterò", o chi farò entrare nella mia vita. di sicuro so chi è ormai bandito. e questo è già un gran bene.

finisce questo 2010 che ha avuto 365 occasioni per farmi rinnegare e non le ha sfruttate tutte, e per questo lo ringrazio.

finisce questo 2010 che ha avuto altrettante occasioni per farmi sorridere e non le ha sfruttate tutte, e per questo lo mando a fare in culo.

finisce questo 2010 e mi rendo conto che effettivamente è stato, più che un annus horribilis o annus mirabilis, un annus lunaticus. ma non è meglio così, odio quando le cose non assumono un carattere certo.

e comunque, tra 24 ore sarà già finito tutto, abbondantemente. è questa la grande illusione, la grande beffa, in cui ogni anno crediamo: un numero, l'ultimo numero, posto sull'ultima pagina del calendario.
ebbene, questo numero per noi è magico: brindiamo sperando che dal primo giorno dell'anno nuovo cambi tutto. bene, ignavi miei, anno nuovo o meno il cambiamento sta a noi. cacciate gli attributi.

nel frattempo, auguri, e facciamo (mi ci metto in mezzo) poche cazzate, l'anno venturo. per prima cosa, non farò il trenino. poi, per il resto, si vedrà.

30 dicembre 2010

agrodolce/29

c'è poco da fare, certa gente ha l'anima con l'alitosi.

29 dicembre 2010

è una catena ormai, che scioglie 'o ssang' dint'e vene, sai...


non provate minimamente a mandarmi catene di sant'antonio questo capodanno. vi spedisco clarissa, la ragazzina tipo samara che vi uccide lentamente se non copiate e incollate il link di questo post su almeno 15 contatti. fatelo.

un amico mio non l'ha fatto e ha dimenticato l'uso della esse. ora quando compra le sigarette dice "winton blu" e il tabaccaio le scambia per un piatto cinese, indicandogli dov'è "honk kong", il ristorante, ossia un chilometrello più giù.

una mia amica non l'ha fatto e ora ha la ricrescita dei peli accelerata.

mia sorella non l'ha fatto e ora è mia sorella.

il cane di un mio amico non l'ha fatto e ora parla solo dicendo bau.

la brum del mmh che ha un pss nella mmh non l'ha fatto e...

(ma come fate ancora a credere a 'ste cose!)

28 dicembre 2010

l'anello (breve, davvero breve, storia postnatalizia sull'essere "padroni del proprio mondo").


[...]"aveva ricevuto come dono natalizio questo anello, che se lo giravi in senso orario, apparivano solo le persone che gli aggradavano, se lo giravi in senso antiorario solo quelle persone che non sopportava.
decise di far rimanere l'anello stabile, fermo, di non farlo girare, per non avere grane, quando si accorse che l'oggetto di cui andava fiero si stava rivelando un'arma a doppio taglio. il guaio capitò quando un giorno lo perse. rimase totalmente, dannatamente, impensabilmente fottuto, e solo".

(traeteci voi una morale, da 'sta storiella.)

27 dicembre 2010

meet me in montauk.


l'altro giorno ero in macchina, aspettando che arrivasse una persona e poi, poi mi sono accorto di quanto il tempo passi velocemente. ma la memoria resta. ed è giusto così. no?


26 dicembre 2010

te piace 'o presepio?



"uh che carini, i presepi fatti con materiale riciclato!".

parliamone.

c'era questo presepe fatto di carta e anime dei rotoli e panni e pasta di vario formato. il tutto in uno scenario di carte stellate, bla bla, e polverine dorate. qualche osservazione:

a. le pecore sembravano maiali

b. i re magi avevano braccia che manco jack skeletron (o skellington, se sei anglofono, "o lettore ignaro")

c. la cosa che più mi inquietava, però, era constatare che ogni santissimo personaggio del presepe, san giuseppe compreso, aveva un qualcosa che lo facesse somigliare ad un enorme, spropositato, inguardabile

fallo di gomma.

e gesù, ommioddio, era un rigatone.

(...ad eduardo: se me l'avessi chiesto, avrei risposto di no.)

25 dicembre 2010

Racconto di un Natale Incredibile...



- Non mi crederebbe nessuno!!!!- diceva cosi' il povero Cosimo con le mani tra i capelli.

- Ma cosa???? E' possibile che stamane il tuo volto e' talmente sconcertato che sembra che hai visto un morto!?!

- No! E' impossibile!!! Sembrava cosi' reale, ma so che e' impossibile!

- Eppure ieri non eri cosi' a pezzi. Cioe', eri a pezzi, ma in senso alcolico. Ieri abbiamo un po' esagerato!!!- cosi' Walter cercava di far sfogare l'amico, che a dirla bene, non aveva una bella cera.

- Ti giuro che l'ho visto! E che era proprio lui!!! - sussurrava dopo un attimo di silenzio, con lo sguardo perso nel vuoto.

- Ma chi??? Dannazione, vuoi parlare? O vuoi rovinarti il giorno di Natale? Sfogandoti forse ti sentirai meglio.

- No, sono ancora un po' scosso....ma raccondandoti quello che e' successo....forse....c'e' la possibilita' che tu mi prenda per pazzo!

- Non c'e' pericolo, per me gia' ci sei!

- Ah allora, non ho nulla da perdere...- accennava un sorriso, e schiarendosi la voce, comincio' a raccontare la sua storia...
-...Era ormai notte fonda quando sono tornato a casa. Ho avuto appena il tempo di mettermi comodo e di coricarcarmi. Stavo dormendo quando ho cominciato a sentire rumori per casa. Ho aperto gli occhi per controllare se stessi sognando, ma i rumori, anche se molto flebili, contunuavano. In un primo momento, ho pensato venissero dalla casa dei vicini, invece no, venivano proprio dal salotto....

- Hai trovato i ladri? La notte di Natale, per giunta? - interruppe Walter

- Affatto! Fammmi finire....

- Continua continua....

- Stavo dicendo......i rumori venivano proprio dal salotto, dal mio salotto. In quel momento con un candelabro in finto argento in mano, il primo oggetto contundente che ho trovato, ho cominciato a percorrere il corridoio per arrivare in salotto.
Vedevo gia' la sua ombra, era solo, e per un attimo forse avevo una speranza di non farmi portar via quei pochi oggetti di valori che possedevo.
Ogni passo che facevo, nel buio riuscivo a vedere meglio la sua figura. Era alto e robusto, molto robusto. Quando sono arrivato in salotto, la sua figura era definita, ma i miei occhi spalncati non riuscivano a credere a quallo che stavo vedendo.
Con un colpo di tosse mi annunziai, in quel momento girandosi, capi' che le sue intenzioni non erano violente, anche perche' al posto di prendere i regali che stavano sotto il mio modesto albero, li stava aggiungendo! In un attimo ero sbiancato, e lui con un sorriso mi disse, che anche se non ci credevo, quest'anno era riuscito a passare, e aveva pensato bene di lasciare anche qualche regalo in arretrato.....

-.....aspetta, tu mi vuoi far credere di aver visto Babbo Natale? Ahahhahahahaha, l'alcool ieri ti ha dato alla testa? ahahahhahaha

- Ora capisci perche sono sconvolto, anche io in un primo momento, mettendomi a letto, ho pensato che forse erano state allucinazioni.....Ma stamane appena sveglio, ho trovato pacchi regalo, che fino a ieri non c'erano.....sembra incredibile......

- E' incredibile!!! diceva Walter, che ora non sorrideva piu'

- ....c'e' anche un regalo per te, che mi ha lasciato, con un biglietto sopra. - disse Cosimo consegnandogli un pacco grande quanto una scatola di scarpe
Walter apri' il regalo impaziente di vedere cosa era. Una macchina radiocomandata. Anche la sua faccia sbianco', l'aveva desiderata quando era ancora piccolo, ma nessuno gliela aveva ragalata. Apri' il biglietto e riconobbe la letterina che mando' quindici anni fa.....era incredibile non gli avrebbero mai creduti....

24 dicembre 2010

caro mr. santa (non ti chiedo).

caro mr santa,

non ti chiedo la pace nel mondo: è ipocrita e scontata.

non ti chiedo la wii, e neanche la xbox 360, ché non sono prioritarie.

non ti chiedo neanche l'ultimo cd di quell'artista di cui ti parlavo nella lettera precedente, perché sono sicuro che ti ricordi, in quanto possessore di un'ottima memoria: ho già provveduto da solo.

non ti chiedo soldi, non ti chiedo salute (sennò saresti branko con il suo oroscopo del 2011).

non ti chiedo successo, me lo voglio guadagnare.

non ti chiedo carta per scrivere: scrivo già su un pc e sicuramente il risultato è più leggibile dell'inchiostro su foglio che imbratterei, altrimenti, con zampe di gallina qua e là.

non ti chiedo una bella voce, non saprei a chi cantare, né se in questo momento ci sia qualche persona disposta ad ascoltarmi.

non ti chiedo di darmi la voglia di suonare di nuovo: aspetto il brivido, che venga da me.

potrei non chiederti tante altre cose. e invece in ultimo cerco solo una cosa da te:


dammi una cazzo di fottutissima vita tranquilla, anche a rate, please.


grazie, F.


PS: a quanto pare, ti sei già messo a lavoro, e la cosa mi aggrada alquanto. se vuoi, stanotte, il latte è in frigo, e ci sono dei biscotti. serviti pure.


(ah, comunque, auguri a tutti, tranne ad alcuni, ai quali spero che il torrone vada di traverso!)

auguri di buon natale

auguri a tutti i bambini del mondo

quelli che sono felici del regalo ricevuto
quelli che sono felici anche se non hano ricevuto nessun regalo
quelli che vivono il loro natale in un orfanotrofio
quelli che sono poveri
quelli che sono ricchi
quelli che fanno i capricci
quelli che vogliono sempre giocare
quelli che dicono le bugie
quelli che fanno incavolare i genitori
quelli che non conoscono ancora la crudele realtà del nostro mondo
quelli che cercano ogni giorno un abbraccio
quelli che danno ogni giorno un bacio
quelli che ci fanno ricordare il Piccolo Principe
quelli che sono discriminati per il colore della pelle
quelli che non sano cos'è il natale
quelli che non credono al natale
quelli che sono nati a natale
quelli che aspettano tutto l'anno il natale
quelli che ci ricordano che anche gesù è stato bambino

BUON NATALE!!!!

agrodolce/28 (messaggi culinari subliminali)

ho ricevuto in regalo della cioccolata, spalmabile per giunta...un invito per andare a cagare un po' più spesso?

23 dicembre 2010

...E poi ci sono i ragali di Natale



Il clima natalizio, a detta di molti, e' sempre quello piu' amato. Non si sa perche', saranno le luci, i festoni in casa e per la strada, lo stare insieme, i regali......i regali
...Come tutti gli anni, compleanni a parte, ogni individuo si trova davanti ad una lista di regali. Regali che si devono necessariamente fare.....Il problema che investe un po' tutti, e' quando farli!
I previsionisiti, comprano tutto, alla fine di novembre, e gia' da quella data tutto e'impacchettato con tanto di coccarda e biglietto di auguri. Conservato in un armadio e pronto per vedere la luce solo il giorno della vigilia.
Poi ci sono, i riciclatori, nel loro intrigo di amicizie e parentele, costruiscono un vero e proprio diagramma dei regali ricevuti e avuti, in modo da non dover presentare lo stesso regalo ricevuto, magari cinque anni prima. Spesso trasformano i loro garage o ripostigli in depositi per la permanenza corta o lunga di un dato oggetto, pronto ad essere riusato in qualunque occassione, anche al di fuori del Natale stesso.
Seguono i calcolatori, menti matematiche anti-crisi, calcolano i soldi spesi negli anni precendenti, per vedere se quelli ricevuti corrispondano a quelli versati. Calcolano al centesimo anche il bigliettino usato, conoscendo a memoria spesso tutti prezzi degli articoli da regalo degli anni correnti.
Infine ci sono i ritardatari, questi individui pensano di avere talmente tanto tempo, che alla fine si riducono a non aver acquistato niente fino al giorno della vigilia. La mattina del ventiquattro li vedi alzarsi prestissimo, raggiungendo i vicinissimi centri commerciali, per incontrarsi insieme ai loro simili, e acquistare l'impossibile. Spesso sono talmente stressati, che incartano tutto quello che gli capita a tiro. Sono incartamenti di fortuna con coccarde mezze scollate, trofei della loro vittoria contro il tempo......Esausti, alla fine della giornata, tornando a casa e tuffandosi sul divano pensano che anche quest'anno ce l'hanno fatta......

agrodolce/27 (omicidi short version)

"sei bellissima. hai il fascino di una dea: venere. sei venerea."

non l'avrebbe presa tanto bene.

22 dicembre 2010

agrodolce/26 (bethlehem's reality edition.)

rientro in casa, stamane, e vedo l'angelo del mio presepe, normalmente ubicato sulla grotta, suicidarsi sui pastori, creando scompiglio tra la folla che si disperde tra muschio e pecorelle impazzite. aspetto uno speciale della d'urso.
(i re magi, tutti, nella prossima puntata di "pomeriggio cinque": "non abbiamo visto niente. era una brava persona, un angelo. cioè, volevamo dire, tranquillo."

21 dicembre 2010

uh. grazie. mi serviva.


tempo di natale. tempo di doni. tempo di doni magari azzeccati, magari no. io questa mania qui del dover per forza regalare qualcosa non la capisco. mi sforzo, ma proprio niente eh.
ci sono quei regali, tuttavia, bellissimi. quelli che con 2 euro di spesa ti fanno scendere un brivido lungo la schiena, forse perché, in gran parte, è merito della persona che te lo porge, questo benedetto regalo. io, personalmente, ho sempre puntato ad avere un tocco di personalizzazione, chiamiamola così, nei regali. regali dotati di un'apparente stupidità che in realtà codifica un messaggio che solo io e l'altra persona sappiamo (o pochi altri).

proprio per questo detesto il regalo fatto con la "bocca storta".

non ne voglio di regali, 'fanculo, 'fanculo. non se tu dai a vedere che le cose le hai fatte perché "le dovevi fare". e detesto pure quando devi, nonostante tutto, ringraziare perché, altrimenti, "è cattiva educazione, e non si fa, eh". tuttavia come reagireste se, puta caso eh, vi arrivasse un bella statuetta da mobile oppure una saponetta a forma di animale oppure ancora una candela? ma queste, aggiungo, sono solo ipotesi, ché la gente, no, non li fa regali così ad un ragazzo di venti e rotti anni, no, no.

20 dicembre 2010

agrodolce/25

certe volte ho la stessa paura addosso che ha una seppia ripiena prima di essere riempita. (non dev'essere piacevole sapere che qualcuno ti sta per mettere una pagnotta sbriciolata e del prezzemolo in culo).

19 dicembre 2010

agrodolce/24 (xmas edition)

"buttati è morbido!" ho sempre pensato che, in quello spot, il bambino levasse il panettone, a babbo natale in caduta.

18 dicembre 2010

agrodolce/23

apprezzi sempre il ritorno di una persona, dopo un viaggio. nei primi 5 minuti. poi ti ricordi perché avessi desiderato tanto il motivo per cui volevi che partisse.

17 dicembre 2010

Neve....non la si pensa sempre cosi'



La neve e' sempre una nuova sorpesa, una variante ogni volta unica, di pioggia. Talvolta talmente bella che vien voglia di uscire, di stare insieme all'aperto. Capita che quando inizi a nevicare si rimanga ipnotizzati davanti alla finestra per vedere come si posa o come si scioglie a terra. Rimanere a parlare, davanti al soffice scendere di ogni fiocco, anche per decine di minuti, in piedi. A volte si spera di alzare la tapparella la mattina e poter osservare lo spettacolo candido che si manifesta davanti agli occhi....
Si sa che pero', dopo ogni nevicata, lo "schifo" che c'è per strada e' sempre lo stesso......e soprattutto se all'inizio si dice: "che bello!!!" dopo un
po' di giorni di neve incessante non la si pensa proprio cosi'.......

la matematica non è un'opinione (ma non sempre ha un senso)

l'apparente nonsense di ciò che scrivo è come un'equazione di secondo grado: ammette al massimo 2 soluzioni.
nella soluzione x1 ciò che scrivo davvero non ha un senso. e magari l'incensiera che ho a casa nasconde del fumo pakistano e poi, davvero, non lo so, magari è spiegato perché ciò che scrivo sia ingarbugliato.

nella soluzione x2 un senso c'è, ma se non lo capite evidentemente o non voglio rendervi partecipi del 100% della mia gioia oppure un pacchettino di fatti vostri no, eh? (scherzo, ovviamente, sennò non scriverei i miei fatti qui)

c'è poi l'eventualità che x1 = x2, ma forse il mio cervello non lo sa, e perciò - perciò - le due soluzioni sono identiche sputate: ho un'incensiera che fa evaporare fumo pakistano e mi fa dire cose che apparentemente sono senza un filo logico, ma poi sotto, sotto, sotto, sotto, sotto, sotto, sono sensate, e per di più criptate.

(per inciso, non ho un'incensiera. forse.)

16 dicembre 2010

pensieri d'inverno.


è bella, neve.

soffice, neve.

è bellina proprio, neve.

"io mangio le granite in inverno", neve.

"io, pensa, faccio i pupazzi", neve.

"io mi stupisco ancora", neve.

"esco comunque, ma a piedi", neve.


è bianca, neve.



non mi dite... non l'avevate riconosciuta?

agrodolce/22

conosco una ragazza che somiglia a joey ramone. è single.

15 dicembre 2010

"Tu lo conosci Totti?" (Eventualità.)

Gente, siamo molto lieti di presentarvi un nuovo ospite: ecco a voi Silas Flannery che nella maniera che gli è più consona, ossia raccontando una storia, ci allieterà. A te la parola, S.

Non c'era verso di consolarlo: Michele piangeva. Piangeva a dirotto, nonostante quello dovesse essere il suo giorno più felice. O almeno questo credevamo. O meglio: non lo credevamo più, ma un paio di mesi prima l'avevamo creduto.

Un paio di mesi prima: questa storia inizia lì. Estate, noi a mare. Ostia: immaginate una spiaggia affollata, bambini chiassosi a giocare a pallone, qualcuno che si ricorda di me e viene a chiedermi l'autografo. Poca gente, intendiamoci: non essere mai arrivato alla serie A mi pesa, e non è che a Ostia ci siano così tanti tifosi della Cremonese o del Foggia. Qualcuno si ricorda di me al Frosinone, ecco, ma non chiedi l'autografo a un centrocampista del Frosinone: lo chiedi al calciatore da poster, al grande campione belloccio, quello che sta con le veline e fa le interviste scontate del dopo-partita su Raidue. A quello che ha lottato su campi polverosi, che magari ha studiato perché domani chissà e quindi le interviste le saprebbe anche fare bene, senza rifugiarsi in frasi del tipo "La partita è stata determinata da episodi, avremmo meritato il pareggio" o "La forza della squadra è il gruppo, senza i miei compagni non avrei potuto segnare", beh, a quello al limite chiedi di fare un paio di palleggi sul bagnasciuga, se ti va bene anche di giocare con te, ma no, non chiedi l'autografo.
Beh, insomma, mi sto dilungando. Quello che volevo dire è che fra i bambini chiassosi c'era anche Michele. Che è chiassoso sempre, ma questa volta un po' di più: era felice, Michele, e noi lo eravamo con lui. Il suo sogno si realizzava. Un sogno vecchio di anni: avrà avuto quattro o cinque anni quando notò per la prima volta quei bambini che scendono in campo tenuti per mano dal capitano della squadra e allora, con la timidezza che hanno i bambini quando chiedono qualcosa di impossibile, mi prese alla larga:
- Papà?
- Sì, amore?
- Tu lo conosci Totti?
- No, amore, Totti non lo conosco, però abbiamo un paio di amici in comune. Perché?
- Perché Totti è forte.
- Sì, amore, il capitano è fortissimo.
- È il più forte del mondo, papà?
- Beh, amore, il più forte del mondo no, però è molto forte.
- E quel bambino che c'è lì, papà?
- Quel bambino cosa?
- Quello è figlio di Totti?
- No, amore, non è figlio di Totti.
- Ed è un calciatore?
- No, amore mio. È troppo piccolo.
- E allora è figlio di un calciatore?
- Non lo so, Michele.
- Perché a me mi piacerebbe conoscere Totti.
- "A me mi" non si dice, Michele. Comunque: se vuoi vediamo come fartelo conoscere.
- E se poi conosco Totti…
- Se poi conosci Totti?
- …lui mi porta alla partita come fa con quel bambino lì?
Inutile dire che a quel punto il mio obiettivo diventò farlo andare alla partita. Lì per lì non avevo idea di come si facesse, ma con un paio di telefonate in Lega scoprii come. Insomma: non sarò mai andato in serie A, ma quattro amici alla Lega Calcio ce li ho. Comunque: adesso non starò ad annoiarvi con storie di burocrazia e raccomandazioni, ma quella mattina lì, quella mattina della spiaggia di Ostia eravamo partiti tardi per il mare e nel frattempo era arrivato il postino con una raccomandata. Busta della Lega, carta intestata e tutto il resto: "Spett.le signor eccetera eccetera, ci pregiamo di comunicarLe eccetera eccetera, la Sua richiesta è stata accolta eccetera eccetera, la partita valida per la 9.a giornata del campionato di Serie A TIM, eccetera eccetera, Roma-Lecce, eccetera eccetera". Seguivano le istruzioni: il lunedì precedente, via posta prioritaria e per telefono, mi sarebbero stati comunicati l'orario della partita e le modalità di accesso allo stadio. La lettera specificava che il bambino sarebbe stato accompagnato da un genitore e che negli spogliatoi sarebbe stato sorteggiato il suo ruolo. Certo, Roma-Lecce non era esattamente una partita di cartello, in fondo Michele avrebbe corso il rischio di entrare in campo tenendo per mano Giacomazzi e non Totti, però, insomma, avrebbe comunque indossato una maglia giallorossa e Totti l'avrebbe visto da molto, molto vicino. Lo preparai a quest'evenienza.
- Michele?
- Un attimo, papà. "Vrooooooooooooom".
- Ascoltami, Michele.
- Uh. Che c'è?
- Ho una sorpresa per te.
- Che sorpresa? La Playstation?
- No. Una cosa più bella.
- Che cos'è? Che cos'è?
- Il 31 ottobre andrai in campo con la Roma. Però, amore, devi sapere una cosa: non è detto che tu vada con Totti. Forse vai con il capitano del Lecce.
- Ma Totti è più forte.
- Sì, amore, ma Totti sarà lì, accanto a te. E poi lo sai? Pure il Lecce è giallorosso.
Insomma: questo fatidico 31 ottobre arrivò. O meglio: arrivò il 30, perché Roma-Lecce era l'anticipo del sabato alle 18. Alle 16 arrivammo all'Olimpico, entrammo dal tornello dello staff e andammo dritti dritti agli uffici della Lega negli spogliatoi. Fu a quel punto che si verificò la tragedia. Una tragedia che non avevo calcolato: ci venne consegnata una maglietta giallina, che portava con sé il verdetto del sorteggio. L'arbitro: c'è un bambino che accompagna anche l'arbitro. E a quello no, a quello Michele non era preparato. Non era preparato alla prima occasione sprecata della sua vita.

14 dicembre 2010

nonostante tutto.

è bello stupirsi ancora, nonostante tutto. come quando è sera (ieri sera, per la precisione), freddo perché dovrebbe essere freddo, così, di suo, e comunque rimani ancora sorpreso quando scopri che fiocca, affacciandoti alla finestra.

13 dicembre 2010

agrodolce/21

le frasi migliori dei film, quelle nei momenti più carichi di "ammmore", quelle riuscite, intendo, sembrano uscite da un libro di enrico brizzi.

12 dicembre 2010

abitudine.

appuntamento domenicale.

ancora una volta nel letto.
ancora una volta con un po' di mal di testa.
ancora una pausa dopo aver messo, giusto per non sentirsi in colpa, la testa sui libri, quando volentieri avresti voluto tenerla sul cuscino.

portatile in braccio scrivo questo post, come quasi ogni domenica. abitudinario? può darsi. ma ciò non significa che faccia schifo. personalmente la buona abitudine non è, a mio avviso, quella di "mangiare uno yogurt al giorno" oppure qualsiasi cosa dalle proprietà organolettiche diverse da zero, per me la buona abitudine è qualcosa di molto meno complesso: è qualcosa che ti piace, che ti fa stare bene.

c'è chi corre.
c'è chi scrive.
chi va a defecare ogni mattina alla stessa ora.
c'è chi canta.
c'è chi fa venti flessioni, chi ne fa cinquanta.

quale di questi hanno una buona abitudine? tutti. c'è anche quello che fuma alle otto di mattina. per me anche quella è buona abitudine (che è diverso da corretta, la correttezza è oggettiva, la bontà è soggettiva).

vabbè. chiudiamo qui la discussione filosofica. oggi il mio pezzo della giornata, che credo assumerà un tenore abbastanza stupido, è questo. enjoy.




11 dicembre 2010

agrodolce/20

"oh! e per favore! evitatemi di vivermi intorno!"
[è stata una frase detta l'altro giorno. se cercavate una definizione di misantropia e non trovavate le parole: eccole. le ho dette una manciata di ore fa.]

10 dicembre 2010

La seconda panchina del vialetto (vicino la croce)


- Ci vediamo al solito posto?!?
- Si....ma chi si avvia???
- Non io di certo, arriverei tardi....e addio posto a sedere
- Vabbe' dai penso che qualcuno si avviera', provo a fare qualche telefonata e poi ci risentiamo! *click*

....il solito posto era un luogo di incontro, ereditato da generazioni antecedenti la mia. Era la seconda panchina del "vialetto" (partendo dalla fine). Il nostro modo per stare insieme, senza alcun pub, senza alcun riparo. Qualcuno forse della mia eta', ricorda quando il viale nei giorni festivi era pieno di gente che passeggiando chiacchierava con altri.....si ritrovavano tutti lì.
Non avevano bicchieri di cocktail o birra in mano, si rideva, piangeva, ricordava e raccontava tutto cio' che la giornata scolastica o di lavoro portava o avrebbe portato. Non c'era un limite di eta', eravamo giovani tra i giovani. A quelli piu' adulti, era riservato un viale parallelo dove si parlava di altro, dove si riuniva altra vita con altri tempi.
Ricordo il sabato, quando il freddo ancora ci permetteva di uscire, quando si riusciva a sopportare, il viale si riempiva. Il vociare misto al rumore delle moto che qualcuno portava con se', creava un ambiente ideale dove poter stare.
Le panchine erano il posto a sedere per poter vedere il passeggio delle tante persone, arrivate in ritardo, che aspettavano che qualcuno si alzasse, per poter riposare anche le loro, di gambe. Spesso il sedersi era il mondo per poter creare un punto dove incotrarsi, anche se poi passavi la serata in piedi a parlare. Anche le passeggiate, pur di non perdere il posto tanto sperato, si facevano a turno, alcuni arrivavano altri si alzavano ed andavano per poi ritornare.
Ogni panchina, almeno quelle in fondo erano luogo preferito delle comitive, panchine sature di gente. Ognuna aveva diritto ad una, anche perche' la distanza con quella successiva o di fronte, non dava motivo di stare insieme. Penso che ogni comitiva sceglieva una panchina dove ritrovarsi, e quando questa era gia occupata, si cercava di prenderne un'altra....attendendo che si liberasse.Venivano fatte vere e proprie ronde.
Immaginate che questo avveniva per ogni panchina installata lungo il viale (circa trenta), o almeno per una buona parte....
Oggi questo purtroppo non c'e' piu'....molti di noi, hanno lasciato il paese verso l'universita' perdendo l'abitudine di incontrarsi.....le nuove leve (quelli qualche anno piu' piccoli di noi) hanno cambiato ritrovo, preferendo angusti luoghi dove il caos e il rumore regna.
...forse temendo di perdersi preferiscono stare ancora piu' vicini fino a schiacchiarsi.....

oh (sogno o son pesto).

oh,

inconscio, se incominci a prendermi per il culo pure tu, secondo me non ci siamo. non è buona cosa. sì, che poi l'inconscio ti dovrebbe rassicurare, mandare bei messaggi, farti sorridere, invece che fa? ti fa sognare. ed è terribile aprire gli occhi e pensare che il sogno che stavi facendo era effettivamente un sogno.
mi è capitato stanotte. ma, dio, vi dico, un sogno veramente vero. uno di quei sogni con vestiti comuni e

gente che non vedi più ma che poi, nei sogni,

rivedi e allora va bene, nei sogni,

è tutto a posto, nei sogni,

la vita scorre come un rubinetto aperto senza le incrostazioni di calcare, che apri e chiudi quando vuoi tu, nei sogni.

mavvaffanculo, nei sogni.

e anche nella vita reale, mi sa.

sì, perché ero lì, tutto convinto che "oh le cose stanno andando bene, stranamente" e invece no. invece, maledetto inconscio fancazzista che non hai altro da fare che bighellonare dalle mie parti e coglionarmi senza troppo ritegno, non era vero. io ti considero mio amico e tu mi tiri un colpo basso come questo? dai, no, non si fa. fossi un maestro te lo farei scrivere 100 volte sulla lavagna. ma sono uno studente, e più di una volta è toccato a me, farlo.

oh.


8 dicembre 2010

30 anni.


30 anni fa, esatti, a quest'ora, mark chapman non aveva un cazzo da fare che aggirarsi nei pressi della 72° nell'upper west side a new york con una pistola in mano per conficcare 4 su 5 colpi nel corpo di john lennon. ad ogni modo, anche se il quinto colpo non andò a segno, non cambiò nulla, il risultato fu lo stesso. tuttavia ne sarebbe bastato, purtroppo, uno solo a recidergli l'aorta.

chapman disse "ehi, mr. lennon! sta per entrare nella storia!" prima di sparargli, ma si sbagliò. lennon era già entrato nella storia e, mr. chapman, mi dispiace, ma il tuo omicidio fu totalmente inutile.

ah comunque, mr. chapman, tu sì che sei un fervente cattolico, come ti professi eh, bravo, eh, complimenti, eh, sono senza parole. io il mito lennon non l'ho potuto vivere, ed è stata anche colpa tua se la sua conoscenza è avvenuta solo tramite fogliettini, cd, cassette rubate, web e cazzate con meno personalità di quanto possa essere qualsiasi materiale di un artista ancora in vita (e badate, non scrivo vivo, ché lo è ancora). e comunque, mr john, anyway you are, R.I.P.


beck's (non la birra.)

caro beck, quando ascoltavi i korgis, e poi cantavi questa qui, avevi proprio ragione: everybody's gotta learn sometime.

6 dicembre 2010

come in un cerchio. (con le diramazioni, però.)



[...] "perché se poi ci pensi è come un cerchio in cui sono state costruite tante diramazioni che, volente o nolente ti riportano sulla via principale. la vita è tipo una nuvola di punti collegati tra di loro costruiti intorno a quel benedetto cerchio di cui ti parlavo e la cosa bella è che puoi andare solo avanti e questo va bene, ma poi ci sono momenti in cui, cazzo, vorresti tornare indietro ed è come se ci fossero degli omini agguerriti in antisommossa che ti spingono nell'altra direzione. e comunque, prima o poi, al punto di partenza ci torni. è un cerchio no? boh, non lo so, mi demotiva alquanto sapere che forse è tutto scritto, che alcune parole che non hai mai pronunciato sono già state dette da qualcun altro, che, forse, non ho libertà di scelta e che i momenti in cui sono rovinato vergognosamente a terra, anche quelli, erano già decisi. in ogni caso vado avanti, sperando che la "regia" si inventi qualcosa di meglio rispetto ai film che ha già girato e che non ancora mi fa vedere..." [...]

[in cerchio. in loop. le situazioni si ripropongono. per fortuna purtroppo, come il titolo di un album di una cantante italiana, che ora, purtroppo - senza per fortuna - si è ridotta a pubblicizzare cioccolatini al caffè.]

considerazioni.

è incredibile, certe volte, con le persone giuste, bastano 1 chilo di bucatini, un po' di polpette, una bottiglia di quello buono, e un sacco di risate per capire che, massì, la vita ti offre degli spunti abbastanza interessanti.

4 dicembre 2010

agrodolce/19

anthony kiedis dei red hot chili peppers ha 48 anni, e ha assunto più droghe lui del magazzino sequestri della gdf. e poi dicono che la droga faccia male.

3 dicembre 2010

piantala.


“un albero che cade in una foresta fa rumore se nessuno lo sente?” (cit.)

i biologi ci hanno diviso per “regni” ossia: quello animale, (e guarda il caso, siamo bestie), quello vegetale e quello minerale. però pensavo, magari c'è qualche “parentela” non dico tanto con le “pietre” ma almeno tra le due tipologie di “viventi”.

e così, sulle persone:

  • alcune persone sono rose: ti avvicini, sono bellissime, vistose, ma poi ti pungi e a volte il loro odore da fastidio, altre volte “non sanno di niente” (e, comunque, appassiscono inevitabilmente)

  • alcune sono gigli: simboli di “purezza” e per questo non si fanno “scalfire” da nessuno.

  • alcune sono girasoli: vanno laddove c'è l'energia positiva, e sono sempre al top della forma, e spariscono non appena non c'è luce.

  • alcune sono prati all'inglese: stanno lì, terra terra, e ci piove sopra e quando gela fa la rugiada (si dice la “'uazza” dalle parti mie) e poi vengono calpestate in continuazione ma rimangono sempre allo stesso modo.

  • alcune sono gramigna: inutili e fuoriluogo, rovinano tutto ed è difficile l'atto di estirparle (ossia, levarseli dai cosidetti è un'impresa).

  • alcune sono erba rotolante: vanno laddove la corrente le porta, “dantescamente” ignavi.

  • alcune sono piante carnivore: “uh, che bello!” zac!


e poi ci sono i cachi.


2 dicembre 2010

non ci potevo credere quando ho scoperto che...


non ci potevo credere quando ho scoperto che babbo natale non esisteva.
non ci potevo credere quando ho scoperto che molto spesso una persona è diversa da quello che sembra (e lo puoi dire così :) oppure così :( ).
non ci potevo credere quando ho scoperto che mio nonno mi aveva donato la sua macchina.
non ci potevo credere quando ho scoperto che ero riuscito a prendere quel pezzo di carta che me la fa portare la macchina.

non credevo in tante cose che poi sono successe. perché? perché sono un pessimista del cazzo. e lo dico, almeno sono sincero con me e con gli altri. però l'euforia e la gioia di sapere che un "desiderio in cui non speravi" si è avverato, quella lì, è favolosa, come tuttavia, in contropartita, il "veder crollare un mito". c'est la vie.

1 dicembre 2010

agrodolce/18

vorrei rinascere cartone animato in maniera da non dovermi mai fare la barba.

30 novembre 2010

agrodolce/17 (molto agro, poco dolce, stavolta. e comunque, diverso.)



se n'è andato mario monicelli. se n'è andato leslie nilsen. un pezzo (anzi due) della comicità che mi ha accompagnato in questi anni è svanito nel giro di 24 ore (o giù di lì). è sparito. e altre persone invece, che "meritavano" di più di andarsene sono ancora qui.

[mi incupisce alquanto pensare ai diversi modi in cui si possa affrontare, o non affrontare, la malattia. il non saperla affrontare o il non riuscire ad affrontarla, è sofferenza, anche quella, giusto per rispondere ai tanti moralisti che avranno fatto una smorfia di disgusto quando hanno scoperto che il primo dei due, se n'è voluto andare prima che se ne occupasse quello che rimaneva della sua vita.]

29 novembre 2010

eternal sunshine of the spotless mind (ovvero: no, non ve lo dico nel titolo come lo hanno tradotto in italiano, ché me ne vergogno)



"eternal sunshine of the spotless mind". un titolo inglese "serioso" per un film tutt'altro che noioso.
"se mi lasci ti cancello". un titolo italiano "stupido" per un film che stupido non è.
jim carrey. un attore che sa essere sia stupido sia serioso, ma mai noioso.
kate winslet. una donna che se ve la ricordate solo per titanic, per favore, andate a fare un giro. non starò qui a raccontarvi la trama del film, non mi vanno spoilerate a destra e a manca, ma vi dirò solo che, se non l'avete visto, se siete tipi "emotivi", se un po' siete teneroni ma, no, 3 metri sopra il cielo non è contemplato nella vostra biblioteca, allora ve lo consiglio. davvero. non ve ne pentirete.

[ne parlavo in via flash, ma in un'altra occasione, in una nota, qui, se volete spulciate.]

28 novembre 2010

ermUtismo.


potrei chiamare così l'infinità di parole che sono racchiuse in un solo gesto. e proprio perché è tale la potenza di questo neologismo, non ne spendo altre, di parole.

27 novembre 2010

Beginning



Era malinconico, senza saperne il motivo, era una sensazione che non aveva mai provato prima. Eppure aveva tutto, tutto quello che un uomo, nel suo piccolo, potesse desiderare. Ma gli mancava qualcosa, qualcosa che per lui era veramente importante, se solo fosse riuscito a capire cosa.
Molti ritenevano la sua vita invidiabile, non per quello che faceva, ma per come ci riusciva. Il suo modo gentile e leale gli aveva procurato numerosi amici e pochi nemici. Cosa che per il suo lavoro era indispensabile.
Aveva un lavoro, e questo non era cosa da poco, dato che molti della sua eta' ne cercavano da anni uno. Non solo aveva un lavoro, ma anche molti soldi. Non era nato ricco, anzi. Aveva cominciato dal basso, lavorando anche 12 ore al giorno, e poi pian piano la fortuna gli aveva sorriso. Oggi non solo guadagnava una cospicua somma, ma faceva lavorare circa 400 famiglie. Nonostante tutto, non era felice...gli mancava qualcosa che desse un senso a tutto...qualcosa per cui la notte non dormiva piu'.
Nel suo attico, tutto aveva perso valore, non monetario, ma affettivo . Sembrava come se niente di tutto quello circostante fosse suo. Non solo, oltre alle cose a cui rinuncio' facilmente, anche il lavoro sembrava non appartenergli piu'. Erano mesi che il suo ufficio era vuoto, e nell'ombra di un computer mandava avanti quel che poteva. Lo faceva solo per le famiglie che manteneva, doveva farlo. Lo stretto necessario sarebbe bastato...lasciandosi
del tempo per riflettere.
Riflettere...[to be continued...]

agrodolce/16

non ce la faccio più a vedere dannate catene di sant'antonio. e se non condividete questo post morirete.

impara l'arte e mettila da parte.

da piccolo volevo fare il benzinaio. essenzialmente perché mi piaceva il tremendo odore di quella miscela di piombo e varie ed eventuali, ma anche perché "la benzina viene dal petrolio e il benzinaio è mio allora le pompe di benzina sono mie e anche la benzina che c'è dentro" e dato che la benzina costa...compris?

25 novembre 2010

agrodolce/15

odio essere lunatico. preferirei un altro satellite. tipo tebe.

24 novembre 2010

ventisei minuti ventisei.



ho 26 minuti ventisei per scrivere prima che la batteria del portatile mi pianti in asso. e così pensavo di scrivere un pezzo in cui si parli del poco tempo a disposizione che uno ha quando deve fare qualcosa. tipo quando hai bisogno di batteria e non hai alimentazione per il portatile. se potessi, gli compreresti un omogeneizzato, ma lo stomaco, no, non ce l'ha. e così, mi trovo a parlare dello "sfasamento", passatemi il termine, che avviene ogni volta in cui all'improvviso passi "sinusoidalmente" dall'avere pochi istanti da dedicare a te stesso all'avere troppo tempo da dedicarti. io, comunque, non voglio dedicarmi troppo tempo, non mi voglio frequentare, non sono il mio tipo. dicevamo? e nel frattempo mi squilla il cellulare...sì?...sì, l'ho fatto, tranquillo, sì, sì, ci vediamo tra poco ciao. ecco ci si mette un imprevisto. non so come dirlo ma ciao.

23 novembre 2010

agrodolce/14

certe cose sono fastidiose come un cane che ti abbaia quando passi, ogni giorno, davanti al suo cancello.

22 novembre 2010

agrodolce/13

se è vero, come qualcuno dice, che esiste un colore dell'anima, alcuni ce l'hanno marrone.

21 novembre 2010

the show must go on.

qualcuno mi faceva riflettere l'altro giorno, dicendo che sarebbe stata un'ipocrisia cancellare i ricordi.
in effetti è una cazzata, farlo, bella e buona.
in effetti il ricordo è qualcosa che non c'è più.
in effetti, il ricordo è qualcosa che non c'è più, che c'è stato, che ti ha fatto crescere.
in effetti, il ricordo è qualcosa che non c'è più, che c'è stato, che ti ha fatto crescere, che ti ha colpito ma che ora è svanito ed è giusto così.
d'altra parte brian, quando scriveva all'inizio per freddie "the show must go on" voleva pure dire qualcosa...o no?




20 novembre 2010

tipo.




"hai presente?...tipo una droga.

...tipo una musica che non riesci a toglierti dalla mente.

...tipo un'idea geniale, tipo un brivido.

...tipo un giramento di testa.

...tipo il pogo in mezzo alla folla.

...tipo un paio di quintalate di mattoni addosso.

...tipo che hanno acceso il fuoco sotto la sedia.

...tipo che tu pensavi che non sarebbe successo più.

...tipo un pezzo della tua band preferita.

...tipo l'albero di natale fatto in tempo.

...tipo il giorno del tuo compleanno.

...tipo un renoir, visto da dentro, però.

...tipo tante cose.

...tipo l'altro giorno che ridevo in maniera un po' stupida."

"eh, tipo."

agrodolce/12

la mattina, quando vado in università, ho sempre addosso un terribile stato di sonnolenza, cosa che mi abbacchia un po'. guardo, invece le facce degli altri e li vedo sorridenti. secondo me sono paresi.

19 novembre 2010

decisioni. (da domani...)



ho deciso: da domani cambio registro. sono arrivato all'ultima pagina del foglio presenze.

ho deciso: da domani nuova vita. ne sarà contento il mio chirurgo estetico.

ho deciso: da domani cambio radicale. meglio pannella o la bonino?

ho deciso: da domani, causa crisi, mi do alla macchia. lavorerò per la henkel.

ho deciso: da domani, qui, obbligo di svolta. reggimi il cartello stradale, please.

ho deciso: da domani più incisivo. mi faccio incapsulare un dente.

ho deciso: da domani si cambia musica. nel frattempo, beccatevi questo.



18 novembre 2010

agrodolce/11 (la metamorfosi)

chissà che stress, quando gregor quella mattina si ritrovò scarafaggio e realizzò che avrebbe dovuto mangiare merda per sempre.

17 novembre 2010

capita. capìta?



capita di dover sbagliare. capita di dover dire "se avessi potuto, avrei fatto".
capita di dover pensare che "questo" e "quello" potevano essere "oggi" e "domani" e invece non sono una cippa.
capita di dover sorridere, e ridere, quando da ridere non c'è un cazzo, ma va bene, cavolo se va bene.
capita, poi, se non ridi abbastanza, di convincerti che, cavolo, sei come un pezzo di nick cave: profondo, ok, non scontato, ok, ma a tratti pesantuccio, e quindi finisce che poi, massì, ridi comunque.
capita poi che ti fissi su di un punto "seduto in quel caffè" (e non stavi pensando ad una canzone di battisti) e poi ti si incrociano gli occhi e quando arriva la "ragazza del caffè" ritorni nel tuo mondo (che, poi, vorrei sapere qual è il mio mondo, se quello degli occhi incrociati o quello "reale").
capita che poi delle volte ti sembra di essere nel mondo reale ma poi ti accorgi che hai aperto gli occhi e sono ancora le quattro e mezzo del mattino e allora li richiudi, sospiri e "buonanotte, ci vediamo tra qualche ora".
infine, capita di dire che le cose, tutto sommato è così, vanno "alti e bassi", anzi "bassi e alti", tipo funzione sinusoidale, e se prima capisci che hai toccato il fondo ora si risale e poi "wuuuuu! giù in picchiata! senza mani!" e poi di nuovo in alto (sperando di non avere problemi di stomaco).

(capita anche di capire che, per quello che capita, la vita va capìta per quello che è, e poi, quando lo capisci, scatta in sottofondo una sonora risata e, massì, dal disco di nick cave che eri diventato, torni ad essere una persona un po' meno sulle tue.)

[se avete voglia, passate qui, è un blog che ho scoperto da poco e, a discapito del nome, non è patologico, anzi. ah un'altra cosa: sì, me gusta, e spero anche a voi.]

16 novembre 2010

il silenzio.



(nella foto, un gatto disturbato dal rumore.)

il silenzio non esiste.
il silenzio, meglio, il silenzio assoluto non esiste.
esiste la tranquillità, il rumore di sottofondo, ma non il silenzio. ne volete una prova?
entrate in una stanza, una stanza "silenziosa", un qualsiasi posto purché lo reputiate tranquillo. ora concentratevi e cercate di scovare i rumori. io stesso sono in una stanza che verrebbe definita silenziosa, ma sento il rumore dei tasti che si abbassano mentre scrivo, mio zio che parla (urla, la sua voce è a +40db rispetto alle altre), i rumori esterni, e tutti quei rumori di sottofondo che provengono dagli abitanti della casa. ciò, oltre a dimostrare la validità della mia teoria (so che c'è chi ne fa solo una questione linguistica, ma io, purtroppo, no) conferma pure quella "roba" di cui parlava aristotele (e non un vippettino di uomini e donne), e cioè che l'uomo è un animale sociale. questo, credetemi, anche se ad alcuni risulterà difficile, è un bene.

agrodolce/10

mi capita della volte di non fregarmene un cazzo di un discorso, ma in quel momento non posso dirlo e, un po', muoio dentro (non spesso, giusto per rassicurare i miei amici eh, e per demoralizzare i miei nemici eh).

15 novembre 2010

agrodolce/9


l'altro giorno ho fatto un esperimento di scrittura inconscia. praticamente funziona così: prendi un foglio e cominci a disegnare, o scrivere secondo il moto naturale della mano. dimenticavo, ovviamente devi prendere una penna o il tuo sangue, per scrivere. al termine dovresti vedere delle figure che il tuo cervello ti suggerisce, o degli scritti. sarà, ma in 3/3 casi ho visto solo mosche.

14 novembre 2010

agrodolce/8

tutto è relativo. prendi, per esempio, uno stercorario.

13 novembre 2010

segreti.



"sai mantenere un segreto?"
"un segreto?"
"sì."
"tipo?"
"un segreto, una cosa che non dovresti dire a nessuno."
"allora, se me lo dici non è più un segreto."
"vabbè. comunque è qualcosa che pesa dentro."
"è un rimorso allora?"
"no. è qualcosa che vorrei dire, di mio, ma non posso."
"e perché mai non potresti?"
"perché è qualcosa che potrebbe sconvolgerti."
"niente di più sconvolgente degli ultimi mesi."
"beh, in effetti, hai ragione. gli ultimi mesi sono stati abbastanza pesanti. un sacco di rivelazioni, che manco wikileaks."
"adesso non esageriamo, non sono il pentagono o la CIA."
"no, più che il pentagono sei una sfera. anzi una palla. che unita a quelle che mi fai ne sono 3."
"la solita minestra eh, sempre cordiale tu, quando mi confido?"
"dai avanti. spara."
"beh, sono il figlio segreto di elvis".
"ah."

(ecco, ultima castroneria a parte, funziona così, dentro di te, quando vorresti dire qualcosa e non puoi, e la "schizofrenia" prende il sopravvento: il tuo "io razionale" vs il tuo "io animale", istintivo. l'uno contro l'altro. e alla fine chi vince? ah, non lo so.)

12 novembre 2010

agrodolce/7

certe cose sono come una sfera. avete presente una sfera? "puoi girarla e rigirarla, ma sempre quella è."

agrodolce/6

avrei vlt scrvr qlks tt un po' kosì, avrei vlt drv ke vvukdb, ke c sn persone ke sn nel my ,ma non l'ho fatto perché mi fa venire il ribrezzo, dirlo in questo modo.

11 novembre 2010

Ebay tempi...



Le compravendite sono una cosa strana. A volte può essere semplice, come che ne so, andare a comprare il latte. Tu dai i soldi e chi sta dall'altra parte, ti consegna la merce. A volte può essere molto più complicato. Che spesso le complicazioni nascono perché uno delle due parti o non e' sicuro di vendere o non e' sicuro di comprare.
Ed e' in questi casi che nascono o l'imbrogli o i tipi più strani di baratto. Mi ricordo di un amico che per poco non compro' qualcosa di inesistente, un oggetto che pagavi una parte, poi veniva mandato, e poi saldavi la restante parte. Inutile dire che la merce non sarebbe mai arrivata. Lo stesso amico mi sconsiglio' di acquistare un oggetto nelle stessa maniera, evitandomi una bella truffa.
Si perché la volontà di fare l'affare ti fa dimenticare tutte le normali procedure, diventando la preda adatta del truffatore.
L'affare e' diverso, e spesso si basa sul baratto. Quando ti scocci di una cosa e la cedi volentieri per averne qualcun' altra. Senza accontentarti. Come di quella volta che mi ritrovai in casa una mini moto al posto di un portatile stra-usato e di vecchia generazione...

Quando qualcuno puo' ritenersi intelligente?


(Diamo il benvenuto nella nostra comitiva a UomoMordeCane. Esimio, a Lei la parola.)


Quando qualcuno puo' ritenersi intelligente?

Io potrei dire di esserlo. Tutto, intorno a me, conferma la mia intelligenza.

Bene.

Ma...

Potrei essere stupido e non saperlo. Vi pare?

Spiego.

Non sapere di essere stupido mi lascerebbe pensare di esserlo: non avrei sufficiente intelligenza per capire quanto io sia stupido.

Non aver coscienza della propria stupidità non la rimuove, anzi: se possibile rende ancor meglio l'idea della stessa. La confermerebbe, certo.

Sarei dunque ancora piu' stupido se non sapessi di esserlo, essendolo.

[Inciso: usare contiguamente termini come "esserlo" ed "essendolo" mi fa propendere per una mia stupidità accentuata oltre la media].

Dunque ci sono ragionevoli possibilità che io sia MOLTO stupido.

Che uno stupido possa ritenersi intelligente non fa specie: è stupido, puo' credersi qualsiasi cosa, una sedia a dondolo, un annaffiatoio termico, una mignotta sulla Cristoforo Colombo.

Dunque, ci sono serie possibilità che io sia stupido. Davvero stupido.

Aggiungo: sono piu' le persone stupide al mondo o quelle intelligenti?

Qui la risposta è difficile (ma questo non fa altro che avvalorare la mia tesi: sono stupido e non riesco a valutare bene le cose): la storia dimostra la stupidità dell'uomo.

Ma l'evoluzione continua deporrebbe per la sua intelligenza. Dunque sembrerebbe abbastanza ragionevole dire che siano di piu' gli intelligenti. Ma questo potrebbe essere un ragionamento stupido: del resto le masse sono mosse da pochi intelligenti. Dunque è possibile che la maggioranza sia stupida.

Ora: come posso io sperare di far parte della minoranza? Perchè dovrei essere un eletto? Solo per vanità? Sarebbe stupido. Confonderei un desiderio con la cruda realtà delle cose. Sperare di essere parte della minoranza di intelligenti ci sta. Crederci pero'...

Finora non ho trovato un solo argomento che mi possa confermare la mia intelligenza, anzi.

Le persone che ho intorno mi dicono che sono intelligente, certo. Ma lo facevo anche io con certi amici che ritenevo stupidi. Lo facevo per amicizia. O per portarmi a letto qualcuna. Che credeva alle mie parole, era quindi stupida. Doppiamente, se mi riteneva intelligente.

E poi anche loro, gli amici, essendo parte della maggioranza stupida, potrebbero ragionevolmente essere stupidi e non capire la mia stupidità.

Ho cosi' raggiunto un soddisfacente grado di certezza sull'essere stupido. E, si sa, le certezze sono sempre degli stupidi.

Ma cosi' dicendo ho capito qualcosa: sono stupido. Dimostrando dunque capacità di analisi, ragionamento, buon senso.

Allora?

Allora, forse stupido non sono. Dunque potrei dire di essere almeno un po' intelligente.

Ma tornando su queste righe leggo una anamnesi compiuta, esaustiva, impeccabile. Qualcosa che uno "solo un po'" intelligente farebbe fatica a portare avanti.

Quindi forse sono davvero intelligente.

Del resto gli intelligenti saranno pure una minoranza, ma qualcuno a questa minoranza dovrà pur appartenere. Quanto minoritaria poi sia questa minoranza è certo di difficile valutazione ma ci sta che io vi sia dentro.

E qui mi permetto di sottolineare come "minoranza minoritaria", in bocca ad uno stupido, davvero non le ho mai viste.

In ultimo: da intelligente, quale ho qui compreso d'essere, mi piace sottolineare come la vera stupidità io la ravvisi piu' nel ragionare "in circolo", nel prendere un capo del discorso, sviscerarlo per poi tornare a bomba. Senza aver risolto nulla.

La stupidità, secondo me, è proprio ragionare "in loop", senza approdare a conclusioni.

E questo, davvero, non mi appartiene.

Ok!

Ma...

Quando qualcuno puo' ritenersi intelligente?

Io potrei dire di esserlo.. Tutto, intorno a me, conferma la mia intelligenza.

Bene.

Ma...

Potrei essere stupido e non saperlo. Vi pare?

Spiego.

...

(scritto da UomoMordeCane in un attimo di stupidità e donato agli amici di questo blog in un attimo di intelligenza visto che il pezzo fa cacare.)

10 novembre 2010

agrodolce/5


"ho bisogno di tranquillità, di non vedere più un po' di persone...ho deciso..."
"...vai a fare l'eremita?"
"no. il killer."

9 novembre 2010

back to the flash.

considero memento un gran film. davvero. è un film in cui la fine "reale" avviene a metà. ma con questo non vi ho rovinato nulla eh. memento mi serve solo a dire che, nei film, i flashback sono "cosa buona giusta": creano suspence, un ritmo incalzante, la giusta dose di adrenalina. ma, ormai, lo sappiamo tutti che la vita non è un film, e non servivano gli articolo 31 per dirlo, ma la vita è...vita. perciò, senza atteggiarmi, dico una cosa sperando di riscuotere successo, non per avere voglia di fama, ma solo per sapere che, sì, in effetti, c'è ancora qualcuno che la pensa come me: i flashback nella vita fanno schifo (e non lo dico perché mi voglia buttare addosso vangate di pessimismo, eh). pensate ad un ricordo. pensate che quello era una bella sensazione. pensate che quella sensazione, una volta finita vi ha fatto rodere il fegato. se avete fatto tutto ciò, mi avete capito. e, tra l'altro, sono arrivato alla conclusione che carlo, di cui parlavo in più di un mio post, alla fine, aveva ragione: certe cose sono come la coda dei cani, che te la porti sempre dietro, anche se è alle spalle. anyway, the show must go on, e sarà un bello show. ne sono certo.

8 novembre 2010

agrodolce/4




più vado avanti e più scopro che esopo aveva ragione, almeno per questa storia qui

7 novembre 2010

è solo una questione di cultura.

l'altro giorno ero in università ed ero parcheggiato lì, ai piani alti, a studiare. ero satollo di pallosissima cultura su forze e momenti e reazioni vincolari, talmente tanto che ho deciso di andarmene. all'improvviso una cosa ha attirato l'attenzione: i fogli "volanti" di iscrizione agli esami. ho scoperto che anche george clooney, franco baresi, lapanca sotto, un altro, infine un mio ex professore devono "sostenere" ancora un esame che mi manca. ho sorriso, e ho voluto pensare che se fosse stato vero...

6 novembre 2010

agrodolce/3

il sabato mattina è la mia domenica mattina. la domenica mattina è il mio lunedì mattina. tuttavia il lunedì rimane sempre il lunedì. mistero.

5 novembre 2010

agrodolce/2

mi capita delle volte di ridere in delle situazioni che no, non c'è nulla da ridere e poi, poi, ci ripenso e faccio questa faccia qui O_o.

4 novembre 2010

agrodolce/1

(apro una "rubrica - flash" all'interno del blog. enjoy it.)

"è così solo che cerca il contatto umano nei messaggi preregistrati dei telefonini."

3 novembre 2010

4x4 (16? no, solo 4.)

1. on the razor's edge.


2.a broken heart.


3. the eye of god. (come per dire, "l'illuminazione").

4. papercut (il lato "cazzone").

(lo so che è un modo insolito per presentare un mio post, anyway: quattro "sotto - fasi" temporali, rappresentate da quattro immagini, scovate per il web, che raccontano, "visivamente" l'ultimo periodo della mia vita. un po' contorto, mi rendo conto, ma alla fine "il mondo è bello perché è contorto", dai. ora che ci penso, il detto non era così, ma vabbè, nevermind.)

[le immagini sono proprietà dei rispettivi autori, i link delle immagini sono quelli originali e rimandano a siti esterni, per qualsiasi rimozione contattare il blog a crashtestbloggers@live.it]

2 novembre 2010

pulito. pulitissimo. anzi, lucido.



veniva fuori, l'altra sera, l'argomento dei sogni lucidi. ora, con inception, questo discorso è tornato di moda, ma non è che lo ricaccio perché è di tendenza, giusto per chiarire.

bene, senza perderci in chiacchiere, almeno non in quelle inutili, si parlava del fatto di sognare e rendersi conto di farlo senza svegliarsi. è una cosa stupenda: è come se, ad un tratto, ti trovassi regista del film che stai vivendo in prima persona, e al tuo risveglio la cosa è appagante perché hai vissuto una storia a lieto fine anche se, le storie a lieto fine, spesso, ci sono nei film e nei sogni, e nella vita vera invece vale la regola dell'ovetto kinder (riguardo alle sorprese speciali): 1 su 3 è quello che cerchi. a rigor di logica, la prossima, secondo la matematica (che è inopinabile), dovrebbe essere la volta buona (nella vita reale, non in un sogno lucido).

("il sogno lucido: provatelo". suona come una pubblicità di un nuovo detersivo, ed in effetti "lava via" un po' di insicurezze. qualità il_cesco.)

1 novembre 2010

L'uomo che parlava con il silenzio


Parlava poco: ecco quale era il suo difetto. Per alcuni, invece, il suo pregio. Il motivo era semplice: parlando poco, ascoltava molto. Non era un burbero, anzi, il suo sguardo dolce faceva capire tutt'altro. Per lui non era un problema, era un suo modo di fare. Un suo modo d'essere.
Era così, ed a molti non dispiaceva la sua presenza. Il suo silenzio era prezioso per qualsiasi persona avesse uno sfogo da fare. Lui ascoltava, senza mai compatire l'altra persona e proprio per questo era conosciuto da molti e aveva tanti amici senza aver scambiato non più di due parole.
Se nei momenti di dialogo era al centro dell'attenzione, nelle feste dove spesso veniva invitato copriva un ruolo a dir poco marginale. In un angolo osservava, degustando del vino a buon mercato o un cocktail improvvisato. E ascoltava migliaia di dialoghi insieme, senza mai esprimersi. Senza che venisse mai interrogato o inserito in qualche tipo di qualsiasi di discorso.
Spesso si domandava il perché si ostinasse a presentarsi. Ma i suoi occhi erano incapaci di dire di no.
Un giorno prese una decisione: non andare. Pensava che forse non si sarebbero accorti di niente e invece molti chiesero di lui, molti chiesero il perché della sua assenza...mancava qualcosa. Mancava a tutti il suo silenzio.

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