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5 dicembre 2012

Biblioleicofobia



Scrivere: una cosa che mi ha sempre appassionato ma di cui avevo una paura matta, tanto tempo fa. Poi si cresce e si impara ad affrontare certi problemi, per capire se sono tali. E forse lo sono.
Mi sarebbe servito soltanto qualcuno capace di scrivere e con briciolo di pazzia, per poter pensare di aprire un blog. Dopo un minuto passato a riflettere come fare, ci siamo subito arresi. Soprattutto perché il concetto di “aprire” non ci era abbastanza chiaro e ci siamo limitati a creare uno “spazio” con un dominio. Poi mi dissero che così si “apriva” un blog. -“Ah si?”- questa fu la mia risposta.

Avere uno spazio, seppur comune, dove buttare le proprie idee, i propri lamenti, qualche racconto, numerose cazzate e qualche sfogo è un cosa non da poco. Non da poco perché quelle cose rimangono scritte, impresse nel web. Qualcuno le legge, le condivide e forse le fa sue. In quel momento potrebbe rifletterci o semplicemente annoiarsi e chiudere pensando: “sempre le solite cazzate”. Oppure ridere pensando: “sempre le solite cazzate”. O entrambe (a causa di lettori bipolari).

Ci sono momenti in cui in quello spazio si vorrebbe vomitare la propria vita e ci si limita a scrivere qualcosa di piccolo e delle volte in cui, nella vita, tutto gira talmente velocemente che non si ha il tempo per scrivere qualcosa che quel qualcosa è già passato. Così quello spazio rimane vuoto proprio perché la vita gira un po’ per tutti e quel poco che ogni giorno scrivevamo sopra, ora ci sembra passato.

Così che ogni giorno che passa vedo quello spazio vuoto e mi ritorna la paura. La paura del foglio bianco, quella vecchia fobia che avevo anche a scuola, quando il professore di turno ci propinava quel tema a piacere di cui non me ne fregava una fava.  Quella paura che per un periodo avevo superato, avevo sconfitto e di cui ogni tanto affiora.

Ebbene si ho paura dei fogli bianchi. 

3 commenti:

  1. Certe volte io ho il blog bianco: io vorrei dire quel che penso ma non ci riesco. O lo faccio ma male. Sarà il foglio bianco, le dita che non riescono a scrivere quel che dice il cervello. Oppure il cervello: troppo incasinato per poter dare un pensiero chiaro.

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  2. esattamente quello. oppure ci limitiamo a pensare cosa potrebbe pensare la gente dopo aver letto il post. Forse a loro potrebbe anche interessare, forse no. il concetto rimane tale: che a me non frega niente. :) un saluto Pà

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  3. sai che penso?
    che il blog è la me stessa che più bistratto, ossia a volte voglia di scriverci tutto sopra (come dici te) a volte voglia di dare l'invio alla chiusura definitiva dello stesso, a volte voglia di comunicare, a volte voglia di cazzeggiare... ma paura di me stessa (fogli bianchi) quella no.

    uhm sarebbi pure io una lettrice bipolare? :-(
    ciao :-)

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