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21 agosto 2010

Tra blasfemo e bestemmiatore, il passo è breve (o no?)

Il titolo sembra l' ideale per uno di quei giornali cattolici che cercano di esorcizzare il male che sta addirittura nelle carte dei pokemon.
In realtà, il titolo vuole essere una descrizione di quello che un essere umano nota durante la sua vita.

Quando ero piccolo, andavo in chiesa e credevo in dio. Poi ho iniziato a crescere e vedere come va il mondo, come vanno le cose, e ho iniziato ad avere dei dubbi su quel dio che sta in cielo e che ci ha creati tutti. Così, ho iniziato ad essere un pò blasfemo, tanto per scherzare e prendere poco sul serio la serietà e la sacralità della religione.
Poi sono cresciuto ancora e ho vissuto (e vivo) sulla mia pelle, tante cose che mi hanno fatto riflettere ancora di più sulla serietà e sull' esistenza di un dio che sta in cielo. Fino a quando, sono esploso, perchè dopo 22 anni, esplodi.

Se un dio c'è, perchè le persone migliori subiscono e le persone peggiori vincono sempre? Perchè i paesi poveri sono presi di mira da eventi catastrofici (terremoti, tsunami ecc ecc) e i paesi ricchi non hanno mai subito nulla? Perchè chi si impegna e si sbatte, non riceve quello che merita e deve vedere persone che ottengono tutto senza nemmeno alzare il culo dalla sedia?
"u signuri runa u pani a cu unn' avi renti" dice un proverbio delle mie parti. Traduzione: il signore da il pane a chi non ha i denti, un modo per dire che da a chi non merita. Che razza di dio è uno che da le cose a chi non le merita?

E allora perchè ci si ostina a credere a un essere così? Come si fa a giustificarlo per tutte cose? "abbi fede in lui e lui ti aiuterà". E chi non ha fede è lasciato solo a se stesso? allora è un dio del cazzo, perchè vuol dire che non siamo tutti uguali per lui.
E allora che senso ha continuare a rispettarlo? Lo insulto, tanto non ha nemmeno le palle di farmela pagare.

Qualche giorno fa, ho sentito di una persona morta per un male incurabile, che prima di morire ha ringraziato dio per avergli dato una famiglia come quella che aveva. Ecco: come puoi ringraziare quella stessa cosa che ti ha fatto ammalare? Perchè certe malattie, non vengono per colpa nostra, sono decise da qualcosa. Che cosa? Beh, uno che crede in dio, può benissimo dire che sono create da lui. E allora perchè ringraziarlo? E la famiglia che vivrà senza quella persona, come può ringraziare dio e dire: "l' ha voluta con lui perchè era un angelo".
Ecco, questo si chiama vivere nell' irrealtà. Perchè ringrazi la stessa causa del tuo male.

E la religione, si para il culo con la scusa del libero arbitrio. Certo, perchè siamo noi a decidere di morire per attacchi fulminanti. Siamo noi a decidere che gli ubriachi al volante sopravvivono e chi capita li per caso muore. Siamo noi a decidere di spaccarci il didietro e non vedere arrivare nulla di quello che vorremmo, siamo noi a decidere che i delinquenti diventano persone importanti e la gente per bene resta emarginata. Bello questo libero arbitrio, proprio bello.

Come dicono i lacuna coil nell' unica canzone che adoro: se davvero esiste, questo dio ha fallito.

E allora, che senso ha rispettare un fallimento?

(p.s. scusate la lunga assenza, ma tra vacanze, poca voglia di scrivere e quant' altro, non potevo ne commentare su questo blog ne scrivere...)

2 commenti:

  1. io non so se dio esista, ma se esiste, mi pongo le tue stesse domande. parto dal presupposto che la religione è figlia dell'ignoranza, perché ciò che noi non capiamo ma accettiamo lo chiamiamo dogma, e se succede qualcosa di inspiegabile o è miracolo se ci sta bene, oppure è la "volontà di dio". io so solo una cosa: comunque ti giri dovrai sempre chinarti a raccogliere la saponetta, e se la vita è davvero una prigione come viene detto da molti, allora in questo carcere la sodomia regna.
    sul filone critico nascono molte produzioni che fanno ridere: prendiamo la legge di murphy, ad esempio. quella per vie traverse è un duro attacco a quello che possa succedere e non ti spieghi, ma che sai che andrà male. "eh quanto sei pessimista!" no. io non mi aspetto nulla, è diverso, e un po' so già come potrebbero andare le cose, perché le cose belle finiscono, e il ricordo, può essere, che le renda ancora più belle.
    potrei andare avanti per ore, ma non sarebbe "giusto" (e dato che possiedo il "libero arbitrio", la termino qui) perché ruberei spazio al tuo post e, perdonami il papiro, ma credo che non avrei resistito a commentare.

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  2. i commenti sono un completamento al post, perchè aggiungono qualcosa che l' autore può aver dimenticato, quindi non preoccuparti per il papiro :D.
    Anzi, quello che hai scritto pone ancora più risalto al senso del mio post: in primis, perchè se la vita è una prigione in cui regna la sodomia, allora abbiamo un dio perverso e carceriere, seconda cosa, hai parlato di quelle "leggi di murphy" che sembrano cretinate, ma che si avverano ogni giorno nella quotidianità. Hai fretta? allora avrai di continuo intoppi per strada e arriverai in ritardo. Una situazione può evolversi in due modi? si evolverà nel modo negativo per te. E siccome non siamo noi a controllare queste cose, mi chiedo che cosa sia. E se è un dio, torniamo al senso del post: è un dio stronzo, sadico e ingiusto.

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