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8 settembre 2010

strano. ma vero.


se scrivo questo pezzo è perché sono le 11 e 44 di mattina e sto sul mio letto e una tizia sta cantando una ninna nanna ad un bambino inesistente. è C., la cosidetta pazza del paese, che detta così farà ridere. eppure ha una storia dietro, ha una storia fatta da mattoni ben duri, che molte volte l'hanno colpita in faccia piuttosto che costituire le sue fondamenta.

faccio un giro per la città, spesso, a volte in macchina, a volte a piedi e mi capita di assistere a cose che sono prive di senso apparente: solo l'altro ieri, ad esempio, è capitato di vedere un anziano che guardava delle sedie accastate su un furgoncino (di quelle che si usano per gli spettacoli). oppure, c'è un tipo che al passare degli autobus o macchine saluta, e se gli rispondi ti sorride. Per non parlare poi del tizio che parla da solo con un barboncino e che da un giorno all'altro non l'ho visto più parlare perché il barboncino non c'è più.

ora, io non so se ci sia una storia che accomuni queste personcine qui, malviste dalla società, giudicate, solo perché il culo di gallina da cui è uscito l'uovo che li ospitava ha deposto nella stia sbagliata. io dico che lo "strano" (e non lo chiamo pazzo) ha un mondo proprio, in cui vive, e che spesso non invade quello altrui, e per questo non ha problemi, semplicemente perché molto spesso non si accorge che per qualcuno possa averne. noi osanniamo gli "atipici" che "guariscono", vedi alda merini, ma non osanniamo l'opera frutto della sua "follia", noi osanniamo la sua "follia" perché è "guarita" (lo so, sto parlando al presente di una persona che non c'è più. è voluta, per me persone del genere vivono sempre e comunque).

che cosa gira nella testa dello "strano"? non lo so, ma credo che quello che gli giri sia una di quelle cose tipo "il mio inconscio mi preme il bottoncino di emergenza e io, per fronteggiarla, cerco di correre ai ripari entrando in un mondo mio". qualcuno verrà a dire che alcuni "strani" sono pericolosi. vero. ma non è la loro "stranezza" a farli essere così, ma è la loro nobiltà o meno d'animo.

e così, C., che cantava una ninna nanna ad una persona inesistente si trova ad avere un marito che la percuoteva e un figlio tossico, oltre ad essere povera in canna...come avreste reagito voi?

e il vecchio che guardava le sedie, gesto senza motivo, in realtà è una persona che si sente sola ma si vergogna ad ammetterlo.

e quello che saluta agli autobus e macchine, se gli rispondi, sono sicuro che lo farai felice.

e quel tizio che aveva un barboncino e ora non ce l'ha più, sono sicuro che avrà pianto come tutti.

strano. ma vero.

(post pubblicato in una data diversa da quella di scrittura. scritto il 7 settembre, alle 11 e 44)

2 commenti:

  1. hai proprio ragione.

    poi si potrebbe aggiungere che comunque "visto da vicino, nessuno è normale". ma l'aveva già detto Franco Basaglia.

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