l'altro giorno passeggiavo tranquillamente per chieti scalo, una ridente cittadina abruzzese che in confronto un passato di verdure è più poetico, e stavo mangiando un kebab. Saranno stati più o meno 30 kg di carne, considerando le dimensioni del rotolo di gatto e grasso animale di non ben definita natura (ma che sapore!) e feci [nel senso di merda, non nel senso di passato (non di verdure, remoto)], probabilmente.
non feci caso alle feci ma feci caso alle case che c'erano intorno. mi ritrovai d'avanti casa della mia professoressa d'italiano che, inorridita per come avevo scritto "davanti" poche battute fa, mi segnò con la penna rossa. ero talmente rosso che sembravo flash, ma senza problemi sessuali, possibilmente.
ad un tratto, mi sentii predere per la spalla, credendo che mi stessero facendo la mano morta (sapete, ho il culo molto alto). "hey, tu!" e mi venne in mente subito una canzone dei pink floyd (ok, questa non è molto comprensibile).
"io?"
"sì".
"che cosa c'è?"
"c'è che mi sono innamorato di te. ma riguarda mia figlia. mia figlia deve sposarti".
non ricordavo di aver forato profilattici per far passare il tempo, almeno in quel periodo.
"buonasera anche a te. e perché mai?"
"come come mai? stai su feisbuc?"
"certo, c'è anche gesù cristo su feisbuc ormai, e usa android, credo. ma non siamo amici. si fa quelle foto da bimbominkia che a me snervano."
"ecco, sapevo che ci stavi. stai facendo del male a mia figlia."
"i miei attrezzi sessuali borchiati li ho lasciati a casa"
"non in quel senso. lei dice che non la lasci stare, che la illudi."
"e come mai?"
"hai presente il tasto mi piace?"
"eh." mi cade la palla destra.
"eh. lei dice che le hai fatto una dichiarazione di amore a suon di mi piace."
"uh. uh. uh."
"gufi?"
"no, stasera l'inter non gioca."
"no, intendevo uccelli, vabbè."
"non parliamo di queste cose, non sono il tipo. com'è la storia dei mi piace?"
"sì. è così. i tuoi mi piace equivalgono ad una dichiarazione di amore per l'eternità"
cacciò uno scontrino chilometrico e disse "finora ne hai accumulati 1013. al millesimo scatta la promessa di matrimonio. sennò sei un incosciente, uno che illude le persone."
"ma anche no". mi cade la palla sinistra.
"comunque..." aprì la tracolla e non so per quale legge fisica riuscì a cacciarne fuori la figlia. rivalutai comunque, il suo potenziale acrobatico - sessuale e proposi una botta e via, tanto ormai non avrei i mezzi per procreare, visto che le mie gonadi stanno rotolando giù per via colonnetta.
poi li abbandonai, una volta consumato il rapporto, scoperto che il padre aveva comunque doti nascoste, in un sacco di iuta con dei cuccioli di cane, giusto per distrarre un po' l'attenzione dal loro corpo smembrato.
mi misi a fischiettare, e i cani, che dolci, con i resti dei loro "amici" mi vennero incontro, sporcandomi di membra e sangue. fu allora che decisi di prendermi un altro kebab.



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