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12 giugno 2010

Oggi...

Oggi non è esistito.

Per me, questa giornata è come se non fosse stata.

E' volata via velocemente, quasi come se non fosse arrivata mai.

Una di quelle tipiche giornate in cui davvero non ti rendi conto del tempo che passa.

è iniziata male, con una notte praticamente insonne e una sveglia sempre posticipata per cercare di recuperare qualcosa.

E' proseguita male, con un risveglio tra i meno euforici, con il sonno che pretendeva di vincere e il caldo che voleva un pò di attenzione.

Poi è andata migliorando. I mondiali, gli speciali televisivi, i giornalisti che fanno battute idiote, la partita.

Durante quei 90 minuti, il tempo è stato come se fosse volato via, come se finalmente avessi trovato un' attività che non ti fa sentire la lentezza dei secondi.

E durante la partita, un sms: "ciao salvatore, stasera te la faresti una partita?". Calcio, sempre e solo calcio. In un primo momento, stavo per declinare, non sapendo di chi fosse quel numero e venendo da una settimana calcisticamente pesante: ho giocato lunedì, martedì e giovedì, mi sentivo stanco per giocare oggi.
Poi, come per magia, vedo nell' altro telefono: è francesco, un mio compagno di università. "perchè no?" mi dico. In fondo, ci ho giocato solo una volta con loro, una delle cose che più mi esalta è giocare con gente che non mi conosce. Mi piace riuscire a dare buone impressioni.

E così, finita la partita in televisione, inizia il mio personale prepartita. Mi vesto e via.
Prima tappa, il negozietto vicino casa mia per mettere in pratica la mia nuova strategia liquida: redbull prima del match, acqua ed energade per durante e dopo. Oltre a un pezzetto di cioccolata, la prima cosa solida messa oggi nello stomaco.

Seconda tappa: autobus. Appuntamento alle 7:30 da tutt' altra parte di napoli. Alle 7 meno un quarto, più o meno, sono sul bus.
Arrivo puntualissimo e arriviamo in campo in orario.
Chiavi dello spogliatoio, poso la borsa, mi metto la fascia per evitare che i capelli mi tolgano visuale, mi sciacquo il viso per svegliarmi un pò, mi prendo un caffè, metto i guanti e inizio a riscaldarmi.

Sono passate 6 ore da quando mi sono svegliato, ma sembrava quasi che fossero passati 6 minuti.

La partita inizia bene e finisce male. in vantaggio 1-0, perdiamo 6-3, con una difesa inesistente: un solo uomo dietro, tutti avanti e via con i contropiedi con 3, 4 avversari contro un solo giocatore e me. 6 gol sono pochi, per come abbiamo giocato in difesa, potevamo prenderne almeno il doppio.
Qualche parata mia e qualche uscita di quelle semplici ma cruciali per non subire gol stupidi, hanno permesso di rendere il passivo meno pesante.
Da registrare solo una cazzata sul 4-2, vado per uscire, sbaglio completamente la traiettoria della palla ed esco a vuoto. Facile per gli avversari segnare.
Ma la cosa non mi deprime: il portiere del messico e quello del sud africa (autore questo di un paio di belle parate), hanno sbagliato anche loro un paio di uscite. Devo iniziare a pensare che gli errori che faccio io, sono gli stessi che fanno i portieri importanti. Questo non lo dico per vantarmi, lo dico per non demoralizzarmi. Ho bisogno di fiducia in me stesso.

Altra nota negativa: una bella uscita decisa e coraggiosa, mi porta un infortunio (spero) leggero alla gamba destra. Una bella botta, ma grazie ai parastinchi, posso dire di avere ancora due gambe.

La giornata termina con la solita attesa degli autobus. Dico solo che sono arrivato li verso le 10 e l' autobus (non quello che volevo io) è passato alle 10:30, 10:45. L' ho preso per arrivare più vicino a casa mia.
Morale della storia: sono arrivato alle 11 passate, giusto in tempo per una chiacchierata su msn, la sintesi della partita della francia (belle le parate di muslera e lloris, ma solo quello), una doccia e ascolto di musica fino ad ora.

Ora sono le 4.08, la giornata è finita. E non riesco a credere che sia passata così in fretta.

Come diceva francesco in qualche post: il tempo....

2 commenti:

  1. qualche post fa, concludendo in maniera stupida, ma affrontando un discorso serio, dicevo che il tempo era relativo...ecco ora posso arrivare ad enunciare un altro "assioma": la frequenza con cui il tempo scorre è direttamente proporzionale al numero di cose che ti occupano la giornata e al loro indice di gradimento...

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  2. esattamente. E meno guardi l' orologio, più il tempo passa velocemente.

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