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23 febbraio 2011

Delay Two: il colpo del reato


"L'appuntamento e' alle 16 e non puoi arrivar tardi"...erano queste le parole che Giorgio mi aveva detto senza darmi il tempo di fiatare. Senza darmi il tempo di replicare che erano le due (14.00) e che mi ero appena svegliato. L'avevo sentito affannato e preoccupato, non so perché ed in quel momento non me l'ero neanche chiesto. Dopo tutto era un caffè che dovevamo prendere.
Doveva darmi una cosa o dirmi una cosa, erano un po' di giorni che me lo ricordava. Sinceramente ignoravo cosa fosse e neanche me ne preoccupavo.
Mentre pensavo alla telefonata e a cosa mi potesse dire o dare, mettevo qualcosa nello stomaco. Era tardi e tra i pensieri e le notizie che il telegiornale dava, si erano già fatte le tre. Ero ancora in tempo, una doccia veloce era quello che ci voleva per incominciare la giornata.
Dopo una mezzora ero gia' pronto e mi trovavo puntuale per arrivare all'altra parte dela citta'.
Strano che dovessi andar li'!
Pensavo e ripensavo a cosa potesse essere successo, a cosa spingesse Giorgio a cambiar Bar. Lui era cosi' abitudinario e il Caffe' del Corso faceva il miglior espresso della zona. Doveva essere qualcosa di importante...
Mentre riflettevo su questo non vidi l'uscita che mi portava in poco piu' di una decina di minuti da lui. Percorrevo la circonvallazione immerso nei miei pensieri, e camminavo camminavo...
...la cosa che mi porto' alla realta' fu il cartello che segalava la fine della citta'. Inchiodai di colpo e accostai per poter fare inversione. Guardai l'orologio e vidi che le quattro erano passate da circa dieci minuti. La bestemmia fu d'obbligo. Il mio amico avrebbe aspettato insieme a quello che aveva per me. Percorrevo questa volta la circovalazione con un unico obiettivo, fare il meno tardi possibile. Intanto le lancette correvano e il traffico aumentava, strano come queste cose sono sempre correlate.
Predevo l'uscita giusta questa volta, ma continuavo a pensare, erano passate le quattro oramai da venti minuti, ero sulle spine come se a fare ritardo in quel momento fosse stato lui.
Ero quasi arivato davanti al bar, quando vidi un particolare, una macchina della polizia...solo in quel momento tutto mi fu chiaro....avevo fatto tardi....il colpo era saltato e Giorgio era in manette....maledetto ritardo!

5 commenti:

  1. Mmm so qualcosa di quando ti mettono pressione. A me è successo di ricevere sms tipo "Tra 5 minuti siamo sotto da te, fatti trovare pronto" ed io mi dovevo ancora vestire.

    In quei casi però me ne sbatto di far veloce, la prossima volta si sveglino loro ad avvisarmi in tempi umani :-D

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  2. concordo pienamente.....a me capita spesso! Anche se spesso li faccio aspettare troppo! Troppo spesso!

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  3. [La vita di un puntuale è un inferno di solitudini immeritate.] cit.

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  4. parole non erano mai piu' azzeccate....:)

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  5. Ciao ragazzi! A me invece capita che più mi mettono fretta e più rallento perché, a partire dal momento esatto in cui ricevo pressioni, invece di accelerare comincia a sfuggirmi tutto di mano, non trovo niente di quello che mi serve e finisco per mettere le cose nei posti più impensabili, dove so che non le ritroverò mai più.Mariacristina!

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