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12 febbraio 2011

Io manifesto

Il 13 febbraio in diverse città italiane si manifesterà per difendere la dignità e il valore della donna in seguito agli ultimi avvenimenti che vedono coinvolto il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Incredibilmente la manifestazione si terrà anche a Benevento. Ed io ho deciso di prendervi parte. Non vi parlerò dei motivi che ci spingono a manifestare il dissenso. Né farò dissertazioni politiche di alcun genere. Non è materia di questo blog, sebbene la "politica", come ebbi a dire qualche tempo fa, nel suo senso etimologico e originario del termine è qualcosa che compete ai cittadini e riguarda tutti gli aspetti della loro vita.
Vi parlerò, invece, di questa mia decisione. E del senso di disagio che mi accompagna.
Per me è un passo più che epocale. Perché non ho mai partecipato a questo genere di dissenso. Non perché non ci creda, ma perché mi vergogno. Ebbene sì. Provo un senso di imbarazzo a sfilare per le strade di una città, gridando slogan, agitando cartelli, muovendomi nel branco.
Figuriamoci se devo farlo per le strade della mia città dove ti conoscono tutti. Dove, prima ancora di metterti in marcia, sanno già chi sei e hanno ricostruito il tuo albero genealogico fino alla terza generazione.
Io ho sempre scritto, detto e dichiarato apertamente le mie idee. Non mi sono mai nascosta. E, forse, il mio snobismo ha contribuito non poco a tenermi a una certa distanza dal confondermi con le masse. Ma qualcosa, stavolta, mi sta spingendo a passare a un livello diverso (superiore? inferiore?).
Sono abbastanza piacente. Sicuramente sensuale. Sono affermata nel mio lavoro e ci so fare. Ho una buona famiglia alle spalle (sebbene di idee diverse dalle mie). E mi sono rotta i coglioni di essere considerata poco meno di un pezzo di carne. O, per dirla con la Littizzetto, una portatrice sana di capezzoli. Sono indipendente ed emancipata. Ho studiato. Pago le tasse (tante). Mi sono impegnata in ogni cosa che ho fatto. E i miei successi, come i miei fallimenti, li devo a me e a me soltanto.
Ma, soprattutto, ho due nipotine che amo alla follia. E non voglio che crescano pensando di doversi vendere per essere prese in considerazione. Che poi quella non sia vera considerazione, questo è un altro discorso.
Lo faccio per loro. E lo faccio per me che - da single incallita - non ho mai permesso a un uomo di "provvedere" a me. Figuriamoci se posso sentirmi rappresentata da qualcuno che denigra costantemente il mio essere prima di tutto un essere umano e poi anche una donna. Inculcando una cultura contro la quale ho già faticato tanto.
Parteciperò e sfilerò come so fare. Indossando i miei tacchi 12 con la borsa abbinata. Probabilmente non griderò slogan. Forse farò la comparsa, nascondendomi un po' tra le altre persone. Cedendo, ogni tanto, a quello che qui si chiama "scuorno". Augurandomi di non incontrare parenti e amici.
Ma farò numero. E terrò la testa alta e lo sguardo fiero.
E a Benevento non è poco...

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